Home Cronaca Raid negli stabilimenti balneari: come si organizzano le baby gang

Raid negli stabilimenti balneari: come si organizzano le baby gang

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stabilimenti balneari

Quali strategie possono fermarle?

Le devastazioni registrate nei Lidi ferraresi, in particolare a Lido di Spina, evidenziano un fenomeno che negli ultimi anni è diventato sempre più strutturato.

Non si tratta sempre di gruppi spontanei, ma spesso di giovani che sfruttano strumenti digitali, mobilità rapida e dinamiche di branco per colpire obiettivi con un rischio percepito relativamente basso.

Secondo il Ministero dell’Interno, nel 2023 sono stati denunciati quasi 14.000 minori, mentre il comparto balneare italiano conta circa 7.000 concessioni e genera oltre 2 miliardi di euro di fatturato diretto, con un indotto che supera i 15 miliardi considerando turismo, ristorazione e servizi collegati.

Un singolo raid può provocare danni compresi tra 20.000 e oltre 100.000 euro, sommando arredi distrutti, mancati incassi e costi di ripristino.

Le indagini condotte negli ultimi anni mostrano uno schema ricorrente:

• individuazione del target attraverso social, mappe e fotografie;
• coordinamento mediante chat private e piattaforme di messaggistica;
• spostamenti in treno o con mezzi pubblici per ridurre la tracciabilità;
• azione concentrata in pochi minuti;
• dispersione immediata del gruppo;
• pubblicazione di immagini e video sui social come elemento di notorietà.

In criminologia questo comportamento viene definito flash offending, ossia azioni rapide rese possibili dalla comunicazione digitale e dalla mobilità urbana.

Oggi una parte della prevenzione passa dall’OSINT (Open Source Intelligence), cioè l’analisi delle informazioni pubblicamente disponibili.

L’osservazione di contenuti pubblici sui social, geolocalizzazioni condivise volontariamente, eventi, hashtag e fotografie può aiutare a individuare concentrazioni anomale di persone o segnali preparatori.

Integrata con la Social Intelligence, permette di comprendere le dinamiche di aggregazione senza basarsi esclusivamente sull’intervento successivo al reato.

Naturalmente queste attività devono svolgersi nel rispetto della normativa vigente e della tutela della privacy.

L’obiettivo è rendere gli spazi meno vulnerabili attraverso:

• illuminazione uniforme delle aree esterne;
• eliminazione delle zone prive di visibilità;
• videosorveglianza integrata tra stabilimenti;
• controllo degli accessi;
• sensori anti-intrusione;
• percorsi ben visibili;
• presidio coordinato dei punti di accesso;
• videosorveglianza intelligente con analisi automatica delle immagini;
• coordinamento tra gestori degli stabilimenti;
• maggiore presenza della Polizia Ferroviaria nelle stazioni di arrivo durante le ore notturne;
• pattugliamenti dinamici nei periodi di maggiore afflusso;
• utilizzo di strumenti OSINT e Social Intelligence per l’analisi preventiva dei fenomeni.

Autore

  • Marco Pugliese

    Marco Pugliese, docente di ruolo area STEAM, giornalista economico scientifico, analista per il CISINT, cura corsi di geopolitica, geoeconomia, politica energetica. Docente di coding, ambito didattico, e nuove tecnologie, IA applicata alla didattica. Presidente di OpenIndustria.

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