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Come l’Unione Europea finanzia la Cina con i nostri soldi

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Unione Europea - Cina

Zelensky potrà comperare, con i soldi dei contribuenti europei, componenti cinesi per produrre droni da usare contro la Russia alleata di Pechino – Siamo alla follia totale

L’Ucraina potrà utilizzare parte dei fondi provenienti da un prestito di 6 miliardi dell’Unione Europea destinato alla difesa per acquistare componenti per droni dalla Cina. Si tratta di una deroga al quadro normativo istituito dall’UE.

La notizia è riportata dal Financial Time, citando due persone a conoscenza del dossier.

I principali componenti cinesi che l’Ucraina (Kiev) acquisterà o utilizzerà con i fondi UE per la produzione di droni sono batterie al litio (lithium-ion batteries), magneti per motori (specialmente al neodimio) e cavi in fibra ottica (fibre optic cables), oltre ad altri elementi elettronici e componentistica critica.

L’Unione Europea ha erogato 3,9 miliardi di euro (primo pagamento di una tranche da circa 6 miliardi dedicata ai droni) nell’ambito di un più ampio prestito di sostegno alla difesa ucraina da 60 miliardi.

Bruxelles ha autorizzato Kiev a spendere parte di questi fondi per acquistare componenti cinesi non facilmente reperibili in Europa o da fornitori alternativi a costi competitivi e in volumi sufficienti.

Questa eccezione evidenzia la dipendenza europea e ucraina dalla Cina.

La componentistica cinese acquistata da Kiev comprende  anzitutto batterie al litio (lithium-ion batteries), essenziali per l’alimentazione dei droni (FPV e altri).

La Cina domina la produzione globale e l’Ucraina le importa in grandi volumi per ragioni di costo e disponibilità. A seguire, magneti per motori (neodymium magnets e simili), cruciali per i motori elettrici dei droni. La Cina controlla gran parte della filiera delle terre rare.

Ci sono poi cavi e fibre ottiche (fibre optic cables), usati nei droni avanzati a guida ottica (fiber-optic guided drones), che sono più resistenti alle interferenze elettroniche. La Cina è il principale fornitore.

Altri componenti elettronici (flight controllers, motori, parti di elettronica generica) sono spesso di origine cinese o contengono materiali oparti cinesi, anche se assemblati altrove.

Questo finanziamento crea un paradosso geopolitico: fondi occidentali finanziano indirettamente fornitori cinesi che riforniscono anche la Russia.

La deroga dell’UE, evidenzia le lacune nella produzione europea di armamenti e la dipendenza dell’Europa da Pechino per componenti critici e fa emergere il ruolo della Cina nel rifornire entrambe le parti coinvolte in un conflitto che dura da oltre quattro anni.

Dal canto suo, sottolinea il Financial Times, l’Ucraina è riuscita a sviluppare una delle industrie della difesa più innovative d’Europa nonostante i continui bombardamenti russi e i produttori ucraini hanno superato le tradizionali aziende europee del settore in diversi ambiti.

In particolare, i droni sono diventati l’arma predominante nel conflitto tra Kiev e Mosca, tanto da essere responsabili di circa l’80% delle perdite russe sul campo di battaglia, riportano dei funzionari ucraini. E la domanda di droni continua a superare la capacità produttiva dell’Ucraina e dei suoi alleati per quanto riguarda alcuni componenti essenziali dei velivoli senza pilota.

Secondo il quotidiano britannico, la deroga consentirà all’Ucraina di acquistare alcuni componenti cinesi che non sono disponibili in Europa in quantità sufficienti o con tempi compatibili con le esigenze operative del fronte.

La scelta evidenzia un paradosso strategico: l’UE accusa Pechino di essere un “fattore chiave” nel sostegno alla guerra russa, in quanto fornitore essenziale del complesso militare-industriale di Mosca, ma riconosce, al tempo stesso, che anche l’industria ucraina della difesa dipende da parti e componenti prodotti in Cina.

Le direttive europee prevedono che gli acquisti con fondi UE provengano in larga parte dal mercato unico, dall’Ucraina o da partner approvati, come il Canada. Anche altri alleati possono essere ammessi se firmano un partenariato di sicurezza con l’Unione europea, contribuiscono allo schema e forniscono un sostegno sostanziale all’Ucraina.

Il Regno Unito ha aderito al meccanismo lunedì. Per i fornitori esterni a queste categorie, non più del 35 per cento del valore di un contratto può essere costituito da componenti provenienti da altri Paesi. Il regolamento stabilisce, inoltre, che gli acquisti di armamenti non debbano “contravvenire agli interessi di sicurezza e difesa” dell’UE.

Autore

  • Desina Novalis

    Segretaria di professione, detective per passione, ama far luce sui punti oscuri di cronaca, politica nazionale ed estera.

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