
Il G7 esorta la Russia a porre fine “alla sua aggressione in corso e a ritirare immediatamente, completamente e incondizionatamente le sue truppe e il suo equipaggiamento militare dall’intero territorio dell’Ucraina”.
L’aggressione della Russia contro l’Ucraina, si legge in una nota dei leader del Sette Grandi riuniti a Hiroshima, “costituisce una violazione del diritto internazionale, in particolare della Carta dell’Onu”.
Mentre, “una pace giusta non può essere realizzata senza il ritiro completo e incondizionato di truppe e attrezzature militari russe”. Condanna, inoltre, “per la retorica nucleare irresponsabile della Russia”.
Nulla di nuovo sotto il sole e nulla che faccia fare un passo in avanti alla pace.
Esortazioni, richiami al diritto internazionale, chiacchiere. Solo propaganda.
Anche le nuove sanzioni sono semplicemente inutili e propagandistiche.
Il G7 ha anche concordato nuove sanzioni per “fiaccare la macchina da guerra della Russia”. Al fine di ridurre le entrate della Russia, è finito nel mirino l’export di diamanti: a tale scopo, “continueremo a lavorare a stretto contatto per limitare il commercio e l’uso di diamanti estratti, lavorati o prodotti in Russia, impegnandoci con partner chiave al fine di garantire l’efficacia dell’attuazione di misure restrittive coordinate, anche attraverso tecnologie di tracciamento”.
La decisione si affianca a quella annunciata dal Regno Unito che ha annunciato a sua volta sanzioni contro il settore minerario russo, prendendo di mira le importazioni di alluminio, diamanti, rame e nichel nel tentativo di limitare la capacità di Mosca di finanziare la sua guerra in Ucraina. “Come mostrano le sanzioni annunciate oggi, il G7 rimane unito di fronte alla minaccia della Russia e fermo nel suo sostegno” a Kiev, ha detto il premier britannico Rishi Sunak.
E gli ha fatto eco il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il quale ha spiegato che l’Ue “limiterà il commercio di diamanti russi” come parte delle sanzioni contro l’invasione dell’Ucraina. “I diamanti russi non sono per sempre”, ha scherzato con la stampa Michel, confermando un imminente provvedimento Ue dopo l’embargo già annunciato dal Regno Unito su queste pietre preziose che ogni anno fruttano diversi miliardi di dollari a Mosca.
Il giro di vite britannico riguarda anche imprese e persone collegate alla capacità della Russia di finanziare e condurre la guerra. E colpisce anche persone ed entità collegate al furto e alla rivendita di grano ucraino, oltre a prendere di mira le principali compagnie energetiche e di armi della Russia, oltre ad aziende collegate a Rosatom, che producono materiali e tecnologie avanzate, compresi i laser.
Immediato il commento del leader russo Vladimir Putin: nonostante le sanzioni e la “concorrenza sleale” dell’Occidente, ha detto, la Russia rimane uno dei leader del mercato delle armi e di equipaggiamento militare nel mondo.
Il mercato mondiale dei diamanti “è fluido e ricco di destinazioni alternative”, ha affermato a sua volta il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov dopo le dichiarazioni del
G7, della Ue e della Gran Bretagna di volere introdurre sanzioni sul commercio dei diamanti estratti in Russia. “Se gli acquisti si fermano in un posto, cominciano in un altro”, ha aggiunto Peskov, citato dall’agenzia Interfax.





