
di Angelo Ciccarella
Nella tradizione classica, addirittura in quella anteriore all’età di Omero, l’Umanità era divisa in due tipologie infinitamente distanti tra loro. Da un lato gli eroi, campioni di una Umanità sognante, esseri eccezionali in grado di dare concretezza a quello che sembrava impossibile. Dall’altro una moltitudine di esseri umani senza volontà, privi di volto, comparse di scena di cui nessuno ricorda.
Gli eroi erano guidati dal fato che li conduceva ad un destino superiore. Gli altri erano trascinati in un’esistenza vuota, insignificante, governata dal caso e dalla necessità. Non si nasceva eroi, si sceglieva di esserlo, ed oggi abbiamo la medesima possibilità.
I miti di ogni luogo ed epoca, narrano le imprese degli esseri umani per entrare in contatto col Maestro interiore. Per elevare il nostro animo, è necessario collegarci con la nostra guida interna. Quel certo senso che tutti abbiamo, in esilio da generazioni. Dobbiamo innanzitutto scovare il nemico che si nasconde dentro di noi.
E quando l’avremo stanato, ce lo ritroveremo davanti, da affrontare a ogni passaggio, sempre più potente, spietato, come un antagonista che cresce in noi. Non esistono migliaia di nemici… ne esiste uno solo e la vittoria finale è solo una… quella dentro noi stessi. Chiunque incontriamo, qualunque cosa ci si presenta di fronte, è sempre una perenne lotta col nostro passato.
Anche se dovesse apparirci davanti il mostro più terribile, altro non è che la materializzazione delle paure, delle angosce che ci portiamo dentro. Rendiamo il passato polvere e soffiamoci sopra. È l’Opera al Nero. Polvere da disperdere in piccole e insignificanti particelle.
Solo così potremo affrontare ciò che accadrà, con coraggio e senza farci condizionare.





