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MEDIASET, RISCATTO E RADICI

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Ho guardato con un certo stupore la presentazione di Piersilvio Berlusconi relativa al futuro di Mediaset, in una serata guidata, come sempre con grande professionalità, da Gerry Scotti.

Lo stupore non è relativo ai programmi, ai risultati, ma a tre canzoni.

Annunciato come una sorpresa voluta da Piersilvio Berlusconi, un coro ha cantato Amazing Grace (Grazia sorprendente), inno interceltico, usato come tale in chiave cristiana, anche se l’inno delle nazioni celtiche è Green Lands. Un bel riferimento alle radici.

L’inno ha una storia centenaria e fu scritto nel 1700 da John Newton, figlio di un comandante di una nave mercantile che divenne egli stesso un marinaio e, cosa più triste, un mercante di schiavi. Proprio in occasione di una terribile tempesta in mare Newton invocò la misericordia di Dio e da quel giorno colui che definiva sé stesso un farabutto fu invaso e trasformato dalla grazia meravigliosa di Dio. L’anno della sua morte coincise con l’abolizione della schiavitù e ancora oggi il suo inno è una melodia che ci parla di grazia e di una potente liberazione da una schiavitù di gran lunga peggiore, quella delle nostre anime.

Riscatto, radici, libertà.

Sono poi arrivati i giovani del Volo con la canzone dell’amore. Amore.

Infine, a chiusura di serata, il coro che ha cantato Amazing Grace ha chiuso con un gospel famoso: Oh Happy Day.

Amazing Grace ci parla di riscatto e di anima, in un mondo transumanista che l’anima la vuole eliminare e dove una logica controiniziatica stravolge i significati, facendo del risveglio (woke) la parola d’ordine di chi vuole la sottomissione acerebrata dei popoli.

Ecco Amazing Grace:

Grazia meravigliosa,
com’è dolce quel suono
che ha salvato un derelitto come me.
Prima ero perso, ma ora mi sono ritrovato;
ero cieco, adesso, invece, ci vedo.

È stata la Grazia ad insegnare
il timore (di Dio) al mio cuore.
E la Grazia ha sollevato le mie paure:
Quanto mi è apparve preziosa la grazia
quell’ora in cui iniziai a credere per la prima volta.

Attraverso molti pericoli,
travagli e insidie,
sono già passato.
La Grazia mi ha condotto
in salvo fin qui,
e la Grazia mi ricondurrà a casa.

Il Signore mi ha promesso il bene,
la sua parola sostiene la mia speranza;
Egli sarà la mia difesa e la mia eredità
Per tutta la durata della vita.

Sì, quando questa carne
e questo cuore decadranno,
e quando la vita mortale cesserà,
io entrerò in possesso, oltre il velo,
di una vita di gioia e di pace.

Il Volo ha cantato l’amore per la vita e il coro ha concluso con “il giorno felice”, un inno alla conversione che insegna a guardare, lottare, pregare.

Se questo è il sostrato simbolico che accompagna il futuro di Mediaset, devo dire che il lascito di Silvio Berlusconi va ben oltre il testamento che ne divide i beni fra coloro che rimangono a continuarne l’opera.

Il lascito più significativo, con sapiente capacità scenica, è stato quello simbolicamente rappresentato nel breve spettacolo andato in onda ieri sera.

Chapeau.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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