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GIUSTIZIA

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di Giovanni Bernardini
 
La magistratura è il terzo potere di uno stato. La nostra costituzione veramente parla della magistratura come di un “ordine”, ma… tralasciamo. Ordine o potere, val la pena di chiedersi: è “normale” il fatto che esista un sindacato dei magistrati? Nessuno, credo, riterrebbe “normale” l’esistenza di un sindacato dei parlamentari, o dei ministri, forse neppure dei sindaci o dei consiglieri comunali, eppure i rappresentanti di uno dei tre poteri dello stato sono inquadrati in un sindacato, come se fossero chimici, metalmeccanici o bancari.
Non solo, questo sindacato ha un ruolo importantissimo nella formazione di un organo costituzionale come il CSM, un po’ come se CGIL o UIL avessero un ruolo nella elezione del Capo dello Stato.
Non solo, questo sindacato pretende di condizionare l’azione di Governo e Parlamento nella formazione delle leggi che riguardano la giustizia. Non si limita a voler trattare sulle retribuzioni o sulle condizioni di lavoro dei magistrati, vuol condizionare il processo di formazione delle leggi dello Stato, che solo il Parlamento ha il potere di discutere ed emettere.
Qualcuno in questi giorni ha affermato che presentando la sua riforma della giustizia il Governo ha aperto uno scontro fra poteri dello Stato. Praticamente teorizza che il Parlamento può discutere solo di leggi che piacciono, o quanto meno non dispiacciono, alla magistratura. Se va oltre “entra in guerra”.
Il Parlamento può discutere ed approvare le leggi che vuole. Unico limite alla sua facoltà legislativa è la Costituzione: le leggi non possono essere contrarie alla Costituzione; a decidere sulla costituzionalità delle leggi non è il sindacato dei magistrati, ma la Corte Costituzionale. E’ chi non rispetta questa ripartizione dei poteri ad entrare in un’ottica di guerra fra i poteri dello stato. Punto.
Formalismi giuridici a parte, è difficile sostenere che la magistratura non stia giocando in Italia, da almeno 30 anni, un fondamentale ruolo politico. E’ questa una delle tante anomalie del nostro Paese. Se il Governo riuscirà a far varare una seria riforma della giustizia avrà contribuito a sanarla, almeno in parte. Nell’interesse di tutti, tranne che dei giustizialisti forcaioli e faziosi.

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  • Redazione

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