
In un convegno a Padova il ministro della Difesa Guido Crosetto ha messo in fila Nato, Onu e Ue, inserendo le tre organizzazioni sovranazionali in un quadro che deve fare i conti con quanto sta avvenendo nel mondo, ossia con l’agonia della globalizzazione e con il progressivo affermarsi della sovranità degli Stati, che il globalismo neocon (leggi neo colonialismo) aveva tentato (e tenta nel suo agonico contorcersi) di eliminare, con una verticalizzazione della catena di comando che aveva la sua cabina di regia e di comando nella tecno finanza.
“I tempi sono cambiati, cambi anche la Nato”, ha detto Guido Crosetto e ha aggiunto: “Una volta Stati Uniti ed Europa erano il centro, oggi non lo sono più. La Nato si adegui ai tempi cambiati. Se la Nato è nata per garantire la pace e la mutua difesa o diventa un’organizzazione che si prende questo compito parlando con il Sud del mondo, oppure non raggiungeremo l’obiettivo di avere sicurezza all’interno di regole che valgano per tutti. Siamo passati dall’epoca delle grandi democrazie all’epoca delle grandi potenze. Noi abbiamo il dovere di presidiare le conquiste di migliaia di anni che ci hanno portato a codificare un diritto internazionale”.
Vero, quel che dice Crosetto, ma è solo una mezza verità. C’è l’altra metà che manca e riguarda il nord-est, ossia il rapporto con la Russia.
Il Sud del mondo comporterebbe per la Nato uscire dall’ossessione dell’Est e dalla logica di chi ha nel tempo continuamente bloccato le iniziative italiane verso l’Africa. Il Piano Mattei, oggi finalmente supportato anche dall’Unione Europea, che si è resa conto che l’Africa è decisiva per il futuro del Vecchio Continente, è strettamente connesso con la possibilità di difendere, anche militarmente, i rapporti instaurati.
Questo significa che la Nato deve guardare al suo fianco Sud come ad un aspetto strategico che riguarda l’Africa, il Medio Oriente e il controllo del Mar Mediterraneo, nel quale passano i traffici commerciali più importanti per l’Europa e passeranno ancor di più quando sarà realizzato il corridoio detto la via del Cotone.
L’Italia ha qui un ruolo fondamentale che deve essere riconosciuto anche nelle strategie Nato.
L’altra metà della questione Nato è quella che riguarda un aspetto fondamentale: la fine dell’accerchiamento della Russia.
Donald Trump al G7 ha detto chiaramente che il contrasto a Putin deve finire e che espellere la Russia dal G8 è stato un errore di Obama e di Trudeau, ossia della squadra che risponde ai neocon e alla tecno finanza.
L’aver indicato Putin come possibile mediatore in relazione alle vicende con l’Iran è un ulteriore messaggio verso la conversione della Russia da nemico potenziale a interlocutore per un riassetto degli equilibri del mondo.
La Nato deve adeguarsi, nonostante le ossessioni dei Paesi baltici e le logiche guerrafondaie degli inglesi. Macron segue a ruota Starmer, giusto per dimostrare che esiste.
Crosetto ha affermato: “Oggi il potere si misura con nuovi strumenti: chi guida la tecnologia guida il mondo. La sicurezza passa dal controllo delle risorse strategiche, dalle catene di approvvigionamento. Siamo nel cuore di una rivoluzione: il Digital Order, che sta riscrivendo gli equilibri globali, i modelli di sviluppo, perfino la nostra idea di sovranità. L’Europa non può permettersi di restare alla finestra. Servono visione, volontà e investimenti concreti in ricerca e innovazione”.
Visione, volontà e investimenti sono esattamente quello che l’Unione Europea non ha, essendo in mano a un’élite ideologizzata, che ha disastrato l’economia e il lavoro, distrutto il welfare, impoverito le popolazioni degli Stati appartenenti. La visione è quella del progressismo, ideologia dei neo colonialisti, dei fabiani, dei settari woke, del malthusianesimo, dell’eugenetica. La volontà è quella delle dittature. Gli investimenti sono deviati da interessi estranei a quelli dei popoli.
L’Unione Europea, più che essere riformata, andrebbe chiusa, con il suo carico di 30 mila burocrati da licenziare.
E anche l’Onu “conta come l’Europa nel mondo, niente”, aggiunge il ministro.
Ecco, appunto. L’Europa nel mondo conta niente e l’Onu è un fantasma inutile, costoso, incapace e imbelle.
E allora, la verità diciamola fino in fondo: l’Unione Europea va smontata e l’Onu, che ha fallito la sua missione, va chiuso.
All’orizzonte c’è un mondo di Stati sovrani che stabiliranno nuove regole di convivenza. Il futuro vede come protagonisti gli Usa, la Russia, la Cina, l’Arabia Saudita e l’India. Onu e Unione Europea sono ferri vecchi da rottamare. La Nato può avere un ruolo se sa uscire dalla ossessione della Russia e si proietta verso le nuove frontiere della sicurezza.





