
Se Emmanuel Macron doterà, entro l’inizio di questa estate, le famiglie francesi di un vero e proprio «manuale della sopravvivenza» in caso di attacco nucleare, anche la Ue pensa ad una propria «strategia di preparazione e gestione delle crisi» per gli abitanti dei 27 Paesi membri.
Ma a ben guardare, quello che sarà presentato oggi, 26 marzo, dalla Commissione europea, che sembra in kit dei giochi sopravvivenza dei giovanotti radical chic, è, di fatto, un demenziale e criminale atto di psycological operation, per indurre paura e angoscia.
Acqua, fiammiferi o barrette energetiche.
L’Ue vorrebbe che gli abitanti dei 27 Paesi membri abbiano a casa una borsa contenente il necessario per essere autosufficienti per 72 ore in caso di crisi o conflitto.
A spiegarlo in un’intervista all’AFP la commissaria europea responsabile di questo dossier, Hadja Lahbib, la quale ha detto: “Sosterremo gli Stati membri nella preparazione di quello che viene chiamato un kit di resilienza, in modo che tutti i cittadini siano pronti a resistere e a essere strategicamente autonomi per almeno 72 ore».
Un’altra proposta è la creazione di un «giorno di preparazione nazionale» nell’Ue.
«Sapere cosa fare in caso di pericolo, avere diversi scenari, significa anche evitare movimenti di panico», spiega Hadja Lahbib, ricordando che durante l’epidemia di Covid le persone «si precipitavano nei negozi per comprare la carta igienica».
La commissaria europea ha parlato di una strategia specifica per le scuole al fine di avere «qualcosa di più armonizzato» all’interno dei 27. «Tutto questo va a sostegno delle strategie nazionali», sottolinea. «Si tratta di coordinare meglio e sostenere meglio gli Stati membri nelle loro strategie».
Ormai l’Unione Europea è un laboratorio di geurrafondai che vogliono creare un clima di paura e di angoscia per far sì che ci pieghiamo alle logiche di riarmo e di contrasto alla politica di Donald Trump.
L’Unione Europea è, come è ormai evidente, il fortilizio dei guerrafondai neocon che giustamente non viene nemmeno considerata dagli Usa e che, se così procede, verrà considerata come nemica dell’America e della pace.
Ha perfettamente ragione il vicepredidente J.D.Vance.
“Non sopporto salvare di nuovo l’Europa” e “Condivido pienamente il tuo odio per il parassita europeo, è patetico” è questo lo scambio di messaggi tra il vicepresidente Usa JD Vance e il segretario alla difesa Pete Hegseth, riportati dal caporedattore dell’Atlantic, Jeffrey Goldberg, che ha fatto sapere di essersi ritrovato per errore in una chat su Signal, altamente classificata, tra il capo del Pentagono, il vice presidente americano JD Vance e altri funzionari di primo piano.
Nella chat si parlava dei raid Usa in Yemen e, riporta la Bbc, anche della possibilità che l’Ue paghi per la protezione Usa sulle rotte di navigazione chiave.
“Che sia adesso o tra qualche settimana, dovranno essere gli Stati Uniti a riaprire queste rotte di navigazione”, ha scritto il 14 marzo l’account associato al consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Michael Waltz. Il messaggio proseguiva affermando che, su richiesta di Trump, il suo team stava lavorando con il Dipartimento della Difesa e il Dipartimento di Stato “per determinare come calcolare i costi associati e addebitarli agli europei”.
A un certo punto l’account J.D. Vance, si lamentava del fatto che i raid americani avrebbero giovato agli europei, a causa della loro dipendenza da quelle rotte di navigazione, aggiungendo: “Non sopporto di dover salvare di nuovo l’Europa”.
L’account di Vance continua affermando: “Il 3 percento del commercio statunitense passa attraverso Suez” contro il “40 percento del commercio europeo. C’è un rischio reale che il pubblico non capisca questo o perché è necessario. La ragione più forte per farlo è, come ha detto Potus (il presidente Usa), inviare un messaggio”. L’utente identificato come Pete Hegseth, il segretario alla Difesa, ha risposto tre minuti dopo: “VP: Condivido pienamente il tuo odio per il parassita europeo. È patetico.”
Goldberg alla fine ha deciso di uscire dalla chat ed è stato soltanto dopo la pubblicazione del suo articolo, quasi dieci giorni dopo i fatti, che il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale, Brian Hughes, ha ammesso l’incredibile disguido. “Il numero” del direttore “è stato erroneamente incluso in una chat di gruppo altamente confidenziale”, ha spiegato il funzionario assicurando che è in corso un’indagine per capire come ciò sia potuto accadere.
Come sia potuto accadere lo stabiliranno le indagini, rimane il fatto che il pensiero di alcuni dei massimi dirigenti Usa è questo e dar loro torto è difficile, quando si apprende che l’Unione Europea pensa ad una propaganda criminale da perfetta psycological operation per alimentare il clima di guerra.





