
L’Ucraina in piazza contro la legge con cui il presidente Volodymyr Zelensky elimina l’autonomia delle agenzie anticorruzione.

Migliaia di persone sono scese in piazza a Kiev, Lviv, Dnipro, Odessa nella giornata in cui il capo dello stato ha firmato un controverso disegno di legge che elimina l’autonomia delle agenzie anticorruzione.
In piazza, per tutto il giorno di martedi, proteste contro l’approvazione della legge n. 12414 che secondo diversi media ucraini costituisce una grave minaccia all’indipendenza degli organi anticorruzione. Le manifestazioni, si fa notare, rappresentano il primo segnale di dissenso nei confronti del presidente dall’inizio della guerra con la Russia.
Sui canali Telegram rimbalzano le immagini di manifestazioni in diverse città, non solo nella capitale Kiev.
Il provvedimento, secondo Ukrinform, penalizza in modo significativo l’operatività del Bureau Nazionale Anticorruzione (NABU) e dell’Ufficio del Procuratore Specializzato Anticorruzione (SAPO), compromettendo di fatto le riforme anticorruzione e gli impegni assunti nei confronti dei partner internazionali.
La deputata Anastasia Radina, membro del partito “Servitore del Popolo” e presidente della Commissione per le politiche anticorruzione della Verkhovna Rada, ha espresso forti preoccupazioni riguardo all’approvazione di questa legge. Radina ha dichiarato che “le istituzioni anticorruzione indipendenti sono fondamentali per l’integrazione europea e la cooperazione internazionale”.
Secondo la sua analisi, la legge n. 12414 “elimina l’indipendenza di SAPO e NABU, trasformandole in enti finanziati dallo stato, ma incapaci di condurre indagini indipendenti”. Radina ha inoltre evidenziato il pericoloso accentramento di potere che la legge conferisce al Procuratore Generale, il quale avrebbe la facoltà di “richiedere atti processuali, impartire direttive vincolanti, trasferire indagini e archiviare casi su richiesta della difesa”. La deputata ha concluso temendo che la firma della legge rappresenti “la fine dell’indipendenza del sistema anticorruzione ucraino”.
Il direttore del NABU, Semen Kryvonos, ha rivolto invano un appello a Zelensky, esortandolo a porre il veto sulla legge n. 12414. Kryvonos evidenzia che NABU e SAPO ora “sono completamente dipendenti” dopo l’approvazione di questo provvedimento legislativo.
L’adozione della riforma avviene pochi giorni dopo che i servizi di sicurezza ucraini hanno effettuato un’incursione nella sede del Nabu e arrestato due alti funzionari con l’accusa – secondo il governo – di essere agenti russi.
Diversi osservatori ritengono tuttavia che le prove siano poco solide e che l’operazione sia stata una copertura per minare l’autonomia delle agenzie.
Anche qui, ovviamente, c’è di mezzo una manovra segreta di Putin?
La Commissione europea ha espresso “preoccupazione” durante il briefing di mezzogiorno svoltosi martedi, mentre la commissaria all’Allargamento, Marta Kos, ha dichiarato: “La rimozione delle garanzie a protezione dell’indipendenza del Nabu è un grave passo indietro”.
Kos ha precisato che “organismi indipendenti come Nabu e Sapo sono essenziali per il percorso europeo dell’Ucraina. Lo stato di diritto resta al centro del processo di adesione”.
La commissaria ha poi riferito di aver avuto “discussioni franche” con la nuova prima ministra ucraina Yulia Svyrydenko e con Taras Kachka, responsabile dell’integrazione Ue.
La crisi giunge in un momento delicatissimo, con i negoziatori ucraini e russi riuniti ieri a Istanbul per un nuovo round di colloqui di pace e mentre negli Stati Uniti si sta rafforzando la spinta bipartisan per nuove sanzioni contro la Russia. Andrius Kubilius, commissario Ue per la Difesa, ha lanciato un monito da Washington: “In guerra, la fiducia tra il popolo e la leadership è più importante delle armi moderne. Facile da perdere “per un solo errore”.
La vicenda ha messo in luce il profondo dissenso che cova sotto la cenere nei confronti di Zelensky. È la prima volta dall’invasione russa su vasta scala che si sono svolte proteste nelle strade di Kyjiv, nonostante la legge marziale e i bombardamenti quotidiani delle forze di Vladimir Putin





