
di Savino di Scanno
Confucio 25 secoli fa dichiarava ” dimmi e dimenticherò, mostrami e riconoscerò, coinvolgimi e capirò..” con questo intercalare la rivista militare Difesa on Line ha dato notizia della realizzazione di un corso da poco terminato, presso Istituto Studi Militari Marittimi di Venezia con la direzione del Centro Studi Marina Militare dedicato al “Wargaming”, indirizzato alla formazione per il Decision Making” per il personale di vertice delle Forze Armate. L’Istituto di alta formazione concorre alla dottrina a tema della Organizzazione “Wargaming Initiative for Nato”. Quanto in premessa a dimostrazione di come sia importante la dottrina dei “Giochi di Guerra” (si possono scrivere le stesse cose in italiano) da non confondere con la “Teoria dei Giochi” di Nash , nel contesto di metodiche operative atte ad aprire menti ed intelligenze su scenari ipoteticamente realizzabili.
Bene. O meglio benino. Le simulazioni operative sono molto più efficaci se reali e concrete come l’esercitazione NATO in via di esecuzione con l’impiego sul campo di 90 mila uomini nel quadrante Nord Est Europeo della NATO perché le guerre sono sempre vere e mai virtuali. Comunque, come lettura domenicale, continuiamo a percorrere la strada dei Giochi.
Il lettore con qualche capello bianco ricorderà il film “War Games” del 1983 per non voler citare il celeberrimo “dottor Stranamore” del 1964 del grande Stanley Kubrick come esempi di come si possa divertire nel simulare conflitti, battaglie, disastri vari. Si apprende dalla stampa che anche il professor Alessandro Barbero, persona preparata e colta e lo si scrive senza la consueta retorica avversa alle élite radical chic, era un cultore di war games da ragazzo e questa sua passione poi ha permesso di realizzare il suo successo meritato a livello accademico. Per amor di lealtà (non si scrive giustizia per stile) lo scrivente conosce ,e con Onore considera le persone fra poco citate come “persone di famiglia “, un professore di Storia Militare premiato con riconoscimenti letterari importanti “estromesso” dall’ Università per motivi politici in quanto non titolato di tessera politica “giusta” ed oggi funzionario di banca ed una donna, l’ unica analista che sempre lo scrivente non insulta come categoria, che per qualità intellettuali e scientifiche potrebbe essere titolare di cattedra universitaria in Scienze Sociali ed invece serve lo Stato indossando la divisa dell’ Arma dei Carabinieri. Forse le due persone non giocavano a Risiko come un noto professore di storia sempre in televisione.
Proseguiamo tornando ai Giochi di Guerra. Qui abbiamo gli scienziati della cybersecurity, cyberspazio, cyberintelligence, cyber quello che vi pare compreso pizze e patatine, che simulano operazioni di intrusioni informatiche nei sistemi di “comando e controllo”, attacchi nucleari con droni, missili intercontinentali, birre ed hamburger. Facciamola semplice semplice. Facciamo il gioco e non si scrive che si bloccano i bancomat, i cellulari non funzionano, salta la rete idrica od elettrica. Ipotizziamo semplicemente che per 24/48 ore non funziona whatsapp…..che succede?
Caro lettore lo sai che succede? Panico sociale incontrollato. Generazioni di adolescenti al pronto soccorso per attacchi di ansia, divisioni quadrinate di amanti (di quelle con sistemi di accesso allo smartphone che altro che servizi segreti) pronti al suicidio di massa, Procure imbestialite per la serie “…adesso chi intercettiamo..”. Potrebbero essere migliaia altri esempi.
Si conclude. Bravi, bravissimi, fate quello che vi pare, divertitevi. Siamo più fragili ed esposti di quel che si crede…..basta un whatsapp e non un war game.
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