
Per Cigno Nero viene inteso un evento inatteso, cioè difficile da prevedere e persino da immaginare. Il suo arrivo è così spiazzante e sconvolgente da mettere in discussione i codici interpretativi con cui l’uomo tende a leggere la realtà. Infatti, da più parti si sostiene che il “Cigno Nero” riesce a scardinare “certezze e pregiudizi, che non si esaurisce nell’evento, perché un Cigno Nero innesca effetti che sono profondi , duraturi e imprevedibili”.
E’ stato il matematico e filosofo libanese, Nassim Nicholas Taleb, nel suo saggio “Il Cigno Nero -Come l’improbabile governa la nostra vita” – che spiega di come “la storia sia ricca di eventi davanti ai quali le spiegazioni razionali si dimostrano inefficaci”. Purtroppo, viviamo tempi dove i “Cigni Neri” non sono più una rarità, ma eventi che si presentano con una certa frequenza. Un Cigno Nero è stato il Covid 19, che ha provocato migliaia di morti e messo a soqquadro la vita degli italiani. E i danni – come sottolinea Ugo Intini, sono “stati moltiplicati da circostanze che si potevano evitare, come la segretezza ossessiva dei cinesi, la carente collaborazione mondiale, specialmente sui vaccini, l’abbandono egoistico dei paesi poveri, nei quali hanno potuto svilupparsi varianti in grado di aggredire i Paesi ricchi”.
Dopo un intenso periodo di ricerca del vaccino e il graduale superamento della fase più acuta, ecco che si presenta un altro pericoloso e imprevisto “Cigno Nero”: la guerra tra la Russia e l’Ucraina. La Russia di Putin che improvvisamente aggredisce l’Ucraina di Zelenski. Ora, come osserva acutamente Ugo Intini, “i Cigni Neri sono diventati non l’eccezione, ma la regola”. Anzi, si presentano quasi tutti gli anni. E all’orizzonte – evidenzia sempre Ugo Intini, esperto di politica internazionale, “si intravede il peggiore dei “Cigni Neri”, una nuova guerra fredda tra l’Occidente e la Cina”. E adesso, come conseguenza si profila anche una pericolosa crisi bancaria, aggravata dall’inflazione e dalle sanzioni, che sono azioni di una vera e propria guerra economica.
Sanzioni che provocano sì un danno a chi le subisce, ma è stato constatato che le procura anche a chi le dispone. Ma il grave problema che si va profilando è quello di una economia reale sempre più schiacciata sotto il peso di una economia di carta. Dove per “carta” si intende la massiccia presenza e diffusione dei noti “titoli derivati”, cioè quei titoli il cui valore deriva da variabili anche fantasiose e che hanno trasformato le borse mondiali in una pericolosa e incontrollata sala da gioco. E sul rischio di una guerra fredda tra l’Occidente e la Cina, si sono resi conto sia il leader spagnolo Sanchez, che il leader francese, Macron, che si sono recati a Pechino per tentare di evitare il peggio.
E a tal proposito, Henry Kissinger, ex Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, all’età di quasi cent’anni, ha messo in guardia contro i pericoli di ricostruire il clima che preparò la Prima guerra mondiale. Il clima – secondo Henry Kissinger – era quello di “les belle epoques”, spesso “caratterizzato da ventate di irrazionalità distruttiva che le travolgono, quasi fossero ispirate da un demone”. Speriamo davvero che non sia così e che i “Cigni Neri” si trasformino in “Cigni candidi e virtuosi”.





