
Ricostruire la fiducia. Salvare il mondo andando a puttane, con jet privati, suv e pranzi di gala.
Raccontare bugie, dicendo che la principale preoccupazione è la disinformazione.
Verdi, transumanisti e catastrofisti si sono dati appuntamento sulla Montagna Incantata, nell’obitorio dell’Occidente che vuole presentarsi come sanatorio, per ridare fiducia al mondo, quello stesso mondo che è in grave difficoltà proprio grazie alle ricette del pensatoio della tecno-élite finanziaria stalinista che si definisce progressista, mentre ci fa regredire al medioevo feudale.
Siamo andati per anni alla ricerca degli omini verdi, transumani, per verificare la presenza degli alieni sul pianeta Terra. Tanto sforzo per nulla. Bastava seguire le orme dei verdi e dei trasumanisti e il gioco era fatto.
Eccoli gli alieni: verdi e transumanisti, tecno-élite dittatoriali che hanno inteso e intendono sostituire la democrazia con la tecnocrazia, che con le loro politiche hanno indebolito l’Occidente economicamente, culturalmente e persino militarmente, raccontando menzogne a tutto campo.
Un esempio eclatante di menzogna politica lo ha dato, proprio a Davos, Ursula von der Leyen, dicendo che la Russia sta perdendo la guerra.
Dopo aver stigmatizzato il pericolo della disinformazione, giusto per dare un esempio in proposito Von der Leyen ha detto che bisogna fare un po’ di chiarezza, a cominciare dalla guerra in Ucraina. «La Russia – ha detto la Von der Leyen – sta fallendo i propri obiettivi strategici».
Quando la Russia invase l’Ucraina, ricorda, «molti temevano che Kiev sarebbe caduta in pochi giorni e il resto del Paese nel giro di poche settimane. Ciò non è accaduto. Invece, la Russia ha perso circa la metà delle sue capacità militari. L’Ucraina ha cacciato la Russia dalla metà dei territori che aveva conquistato. L’Ucraina ha respinto la flotta russa del Mar Nero e ha riaperto un corridoio marittimo per fornire grano al mondo. E l’Ucraina ha mantenuto la sua libertà e indipendenza».
Narrazione fantasiosa, frutto dell’aria rarefatta della Montagna Incantata.
Il fallimento della Russia è anche economico. Bugia.
«Le sanzioni hanno disaccoppiato la sua economia dalla tecnologia moderna e dall’innovazione – rammenta. Ora dipende dalla Cina».
Forse la signora che dirige la Commissione dovrebbe informarsi sulle debolezze dell’Occidente rese evidenti dalla guerra in Ucraina e sulla fragilità del sistema degli armamenti dovuto alla globalizzazione.
Dopo l’incontro con il presidente Volodymyr Zelensky, Von der Leyen ha detto che è sicura di quello che succederà: «L’Ucraina può prevalere in questa guerra. Ma dobbiamo continuare a rafforzare la loro resistenza», afferma con certezza. Gli ucraini «hanno bisogno di finanziamenti prevedibili per tutto il 2024 e oltre. Hanno bisogno di una fornitura di armi sufficiente e prolungata per difendere l’Ucraina e riconquistare il suo legittimo territorio. Hanno bisogno di capacità per scoraggiare futuri attacchi da parte della Russia. E hanno bisogno anche di speranza».
Peccato che il milione di proiettili promessi non sia stato dato e che ormai tutti gli esperti militari diano per scontato che la guerra è impantanata in una logica di frizione che potrebbe durare anni, senza una soluzione.
La signora Von der Leyen fa propaganda, non informazione e anche propaganda scadente, in quanto ormai i dati contraddicono tutte le sue affermazioni.
Ma tant’è. Show must go on e gli attori del globalismo recitano la loro parte nel teatrino svizzero.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, questa volta a Davos di persona, ha detto: “Dobbiamo ottenere una superiorità aerea per l’Ucraina come abbiamo ottenuto quella nel Mar Nero”.
Due bugie in un colpo solo.
La superiorità aerea è del tutto impossibile, a detta di tutti gli esperti militari che in questi mesi hanno seguito la vicenda della guerra tra Russia e Ucraina e questo anche se arrivassero i famosi 60 F16.
La seconda bugia, come hanno capito anche i sassi, è che quanto è avvenuto sul Mar Nero è il frutto del contributo dell’intelligence Nato (e non solo dell’intelligence) e del fatto che nel Mar Nero incrociano le navi della Gran Bretagna e nel cielo gli Airborne Warning and Control System (AWACS).
Evidentemente i russi fingono di non vedere perché l’escalation non è prevista.
Volodymyr Zelensky, nonostante sappia le reali condizioni della forza aerea ucraina di oggi (inesistente) e anche quella di domani non demorde: “Possiamo farlo, i partner sanno ciò di cui abbiamo bisogno e quali quantità. Permetterebbe progressi sul terreno. Due giorni fa abbiamo provato che possiamo colpire aerei russi che non erano stati abbattuti finora. Ogni riduzione della pressione sull’aggressore aggiunge anni alla guerra, ma ogni investimento nella fiducia dei difensori accorcia il conflitto”.
Zelensky ha criticato gli appelli occidentali durante questi mesi di guerra a non portare il conflitto verso una ulteriore “escalation”. Quindi meglio un’escalation?
Continuando nella narrazione delle illusioni, Zelensky ha detto: “Abbiamo bisogno che Putin perda e possiamo farlo. Quest’anno deve essere decisivo”.
Il leader russo non sarà mai soddisfatto di un conflitto congelato, ha spiegato Zelensky. “Vi ricordo che dopo il 2014 c’è stato un tentativo di congelare la guerra in Donbass. C’erano garanti influenti, tra cui la cancelliera della Germania e il presidente francese. Ma Putin è un predatore non soddisfatto dai prodotti congelati. Dobbiamo difenderci, difendere i nostri bambini e le nostre mogli e possiamo batterlo sul terreno, lo abbiamo provato”, ha aggiunto. E ancora: “Un uomo, Vladimir Putin, ha rubato 13 anni di pace sostituendola con dolore, dolore, dolore che colpisce tutto il mondo. Putin incarna la guerra, è lui la sola ragione perché certe guerre e conflitti persistono e tutti i tentativi di riportare la pace sono falliti, e lui non cambierà”.
Il fatto è che qualsiasi approccio con una qualsiasi possibilità di concludere il conflitto non potrà che essere attraverso una trattativa proprio con Putin e la logica demonizzante non serve a nulla, se non ad allontanare ogni possibilità di sostituzione della guerra con la diplomazia.
Zelensky ha poi messo il dito nella piaga delle bugie europee e Usa: le sanzioni.
“Come possiamo essere soddisfatti – ha detto il leader ucraino – di sanzioni che nemmeno bloccano la produzione di missili russi? In ogni razzo russo ci sono componenti chiave di Paesi occidentali, è un fatto”. Finalmente un bagno di realtà.
Colpiti e affondati nel loro mare di bugie, soprattutto gli Usa e la stessa Svizzera, primo e secondo fornitore di chip dual use, ma anche tutti i Paesi occidentali che, in barba alle inutili sanzioni hanno continuato a commerciare di tutto con la Russia.
Che importa? Nel mondo rarefatto degli alieni, i piccoli uomi verdi della tecno-élite globalista e transumanista la realtà è sotto il tappeto, mentre sul palcoscenico va in scena la bugia.
Una delle bugie colossali l’ha detta Ursula Von der Leyen, secondo la quale «l’Ue dà il meglio di sé quando è coraggiosa, come abbiamo visto solo negli ultimi anni con il Green Deal europeo, NextGenerationEU, sostenendo l’Ucraina o affrontando la pandemia». I prossimi anni, promette, ci imporranno di pensare allo stesso modo.
Più che una promessa è una minaccia. A proposito. Riguardo ai contratti con Pfizer come la mettiamo? Qui la disinformazione la fa da maestra.
Non contenta la signora Ursula abbraccia le tesi del catastrofismo ambientale. Anche qui il copione è dettato dalle tecno-élite finanziarie e si deve recitare la parte diligentemente.
Show must go on.
“Il vostro rapporto annuale sui rischi globali – ha affermato Ursula von der Leyen – è una lettura sorprendente e preoccupante”.
Cosa dice il rapporto?
L’élite tecno-economica e finanziaria mondiale ha gridato dalle cime della Montagna Incantata il tema del clima come “minaccia esistenziale”, come catastrofe mondiale.
Terrorismo? Evidentemente si, visto che illustri scienziati non condividono le analisi di chi attribuisce al fattore umano il cambiamento climatico, se non in minima parte, e ricordano le fasi di riscaldamento e di raffreddamento delle Terra nel corso delle ere.
Gli alieni di Davos devono proseguire imperterriti nella loro narrazione, perché così comanda la tecno-élite finanziaria mondiale.
Il clima è stato presentato come nuova pandemia, capace di causare 14,5 milioni di morti e oltre 12 mila miliardi di perdite in tutto il mondo.
L’allarme climatico è iniziato con la presentazione del Global Risks Report 2024, (https://www3.weforum.org/docs/WEF_The_Global_Risks_Report_2024.pdf), in cui la crisi climatica occupa un ruolo cruciale.
“I rischi ambientali”, si legge, “costituiranno la metà dei 10 rischi principali nei prossimi 10 anni, con gli eventi meteorologici estremi, i cambiamenti critici dei sistemi terrestri, la perdita di biodiversità e collasso degli ecosistemi ai primi tre posti”. Se ci si limita ai prossimi due anni, il rischio di eventi meteo estremi si colloca in seconda posizione, preceduto solo dalla disinformazione. Poi è stata la volta del rapporto, sempre a cura del Wef, Quantifying the impact of Climate Change on Human Health. Secondo le stime contenute nello studio, entro il 2050 il cambiamento climatico potrebbe causare 14,5 milioni di morti.
Sul tema non è mancato il catastrofismo onusiano.
Il segretario generale Antonio Guterres, ha detto, dimenticando Cop 28, che l’eliminazione dei combustibili fossili è “essenziale e inevitabile per evitare una catastrofe climatica globale”.
“Vorrei essere ancora una volta molto chiaro – ha detto Guterres-. L’eliminazione graduale dei combustibili fossili è essenziale e inevitabile. Nessuna propaganda o tattica intimidatoria potrà cambiare la situazione. Speriamo che non arrivi troppo tardi”.
Al vertice sul clima Cop28 del mese scorso circa 200 paesi si sono impegnati a ridurre il consumo globale di combustibili fossili? Bugia.
“Dobbiamo agire ora per garantire una transizione giusta ed equa verso le energie rinnovabili”, ha concluso Guterres.
Infine, a proposito di catastrofismo, è arrivato anche il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, il quale ha detto: “Il Covid è stata la prima malattia X, altre seguiranno”. “ Quella della ‘malattia X’ “non è un’idea nuova”, ha chiarito. “Abbiamo usato la terminologia la prima volta nel 2018. Tutti gli anni l’Oms stila una lista delle malattie emergenti. Abbiamo inserito Mers, Zika Ebola. Ma abbiamo detto anche che ci sono cose che potrebbero succedere e oggi non conosciamo”, ha aggiunto Tedros. “Gli ha abbiamo dato il nome di ‘malattia X'”. Tedros ha inoltre chiarito che da tempo l’Oms ripete che il verificarsi di una pandemia “è una questione di quando e non di se”. “Se lo diciamo – ha concluso – non è per creare il panico ma per prepararsi”, ha aggiunto. “Il tempo di prepararsi alla nuova pandemia è adesso, non quando arriva”, ha voluto ribadire Tedros su X al termine dell’intervento.
In buona sostanza, preparatevi ai green pass e ai lockdown.
Gli interventi di Guterres e di Tedros rendono evidente la necessità di chiudere organismi come l’Onu e l’Oms: inutili e dannosi, longa manus di interessi privati di sedicenti filantropi e esponenze istituzionali della tecno-élite finanziaria.
Non è mancata, infine, anche l’occasione di supportare un’altra delle linee guida della politica dell’élite- tecno-finanziaria, con una cena dei leader LGBTQI+ alla quale hanno partecipato, fra gli altri, Shamina Singh, responsabile del Centro per la crescita inclusiva di Mastercard, e l’economista capo di Allianz, Ludovic Subran.
Per concludere non può mancare una nota di colore.
A Davos salvano il mondo andando a puttane, forse per mandarlo a puttane.
Scrive “il Fatto Quotidiano” che stando a quanto riportano alcune testate svizzere, nei giorni in cui si svolge il Forum di Davos, diventa impossibile trovare una o un escort in tutta la Svizzera o quasi. Le piattaforme sono in tilt e i servizi delle accompagnatrici prenotati, con largo anticipo.
In Svizzera, peraltro, la prostituzione è legale e rientra tra le libere professioni. A Davos, fa notare “il Fatto Quotidiano”, i soldi non mancano di certo. “Alberghi di lusso, jet privati, suv, ostriche, champagne…a differenza della rivoluzione, salvare il mondo è davvero un pranzo di gala”.
Alla scottante questione ha dedicato attenzione persino l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), secondo uno studio durante i pochi giorni del Forum, il giro d’affari della prostituzione raggiunge i 10milioni di dollari.
Verdi e transumani, ossia alieni, nonché catastrofisti, ma riguardo al sesso assolutamente animali terrestri.
Ridare fiducia? In fondo quello delle puttane è il mestiere più antico del mondo e così il futuro, a Davos, si radica nella tradizione.
PS.
Voi plebei non osate pensare a tanto. A voi la Montagna Incantata è proibita. Gementes et flentes, in hac lacrimarum valle, sarete felici in quanto nullatenenti. Promessa di Davos.





