
di Alessandro Roazzi
Polemiche sulla infelice e.. voluta battuta della Meloni sul manifesto di Ventotene.
Lo penso e lo dico: se mai avesse voluto anche per un attimo avvicinarsi a quel progetto ed ai quei valori, lei di destra, francamente non avremmo dovuto cederlo per nulla al mondo. Non le appartiene.
Dice che non è la sua Europa? Vero, non può esserlo. Ma di chi è oggi quel progetto, di chi sono quei valori?
Diciamolo con franchezza: non certo dei mandarini della sinistra europea, non certo dei mandarini della nostra opposizione.
E’ di…nessuno. Nessuno. Forse sarebbe onesto ammettere che va ricostituito semmai dalle ceneri di Ventotene un progetto con quei valori, comportamenti adeguati alla durezza di questo periodo, ma soprattutto fare quello che è chiaro nel manifesto di Ventotene e ignorato dagli sbandieratori di una Europa del nostro tempo: costruire gli Europei.
La retorica dell’Europa non serve. E’ fuorviante, ambigua.
Europei… dove trovarli? Nei luoghi di lavoro in primo luogo, fra i giovani che studiano ad esempio
E come fare? Aggiustare la tela della solidarietà stracciata da élite improbabili che hanno reso la parola Europa agli orecchi di milioni di europei qualcosa di incomprensibile, vuoto e pefino ostile.
Ventotene voleva gli Europei, noi invece?





