
di Pierluigi Sabatini
La pace non é uno slogan, La pace non é una semplice bandiera, La pace non é propaganda.
La pace é una cosa seria ed oggi più che mai deve essere considerata per quello che é.
Le immagini di piazza del popolo di domenica 16 marzo, più che da italiano, da uomo di pace, fanno male.
Perché siamo nel XXI secolo ed ancora ripetiamo gli errori del passato.
Quella che credete sia stata una manifestazione per l’Europa e per la pace in realtà non é così.
Peccato, è qui parlo da cittadino europeo, che questa Europa la pace non la vuole.
O meglio la vuole con condizioni che porteranno alla crescita del conflitto, ad altri morti, cittadini ucraini o, se la follia continua, di militari di qualche nazione sacrificati in nome di un amore, quello per la propria nazione, svenduta per l’interesse di pochi.
L’accusa a chi si oppone alla politica delle armi sarà sempre la stessa: Perché non sei per la difesa dell’Ucraina?
La risposta é nella sua complessità semplice: dobbiamo essere contrari alla morte degli Ucraini, dei Russi, delle vite. Perché la vita é semplicemente il futuro.
Ma questo non viene spesso compreso, perché il male, si annida nelle mani dei sedicenti giusti ed il potere li arma con la consapevolezza che l’etica può giustificare tutto, anche la guerra.
Ma le persone di oggi, europee e pacifiste, loro vogliono la pace, la pace giusta, così dicono.
Sulla pace giusta, da Tucidide in poi possiamo studiare come le guerre si siano alimentate, trasformate fino a portare la morte per milioni di persone.
Così dall’etica della riconquista della Ruhr al fiume Oder Neisse la pace doveva passare dalle armi.
La pace si fa con il riarmo perché é deterrenza vi diranno.
Non è proprio così, é anche business. Molto business.
Allora voi scesi in piazza per il riarmo, siate coerenti, perché state facendo gli interessi delle lobby delle armi (occhio all’industria bellica tedesca) e non di chi vuole salvare le vite.
Voi che credete che il potere si equilibri con la forza e non nella forza, siete lontani dalla pace reale, ma siete accecati da chi vi mostra un futuro dettato dalla “Lotta all’intolleranza” coltivando dentro voi stessi il germe stesso dell’intolleranza.
Ancora voi che oggi siete scesi in piazza, non per la pace, non per il futuro dell’Europa ma bensì più il suo riarmo (il futuro tramite riarmo lo porto avanti qualcun’altro a Norimberga), oggi siete l’espressione di quel mondo al contrario, contraddetto e rovesciato dalle vostre ideologie, storicamente deboli, social-pacifiste verso nuove direzioni capital-bellicistiche.
Un giorno lo capirete o forse no, ma se proprio volete essere almeno coerenti, spegnete Instangram e Facebook, e se volete davvero il riarmo per la pace allora non lasciate combattere i soliti ucraini e partite volontari per la guerra. Perché chi combatte per le proprie idee va sempre rispettato così come chi lotta con tutto sé stesso per difendere la libertà di espressione del proprio avversario (in Romania però la Democrazia è cosa diversa).
Partite con le armi per fare la pace e siate pronti a morire difendendo le vostre idee di pace.
Quando tornerete, dopo aver visto gli orrori della guerra, capirete il senso della pace e del male che nel mondo provocano le armi.
La pace é una cosa seria l’Europa di oggi, molto meno.





