I 1700 partecipanti in piedi hanno recitato la preghiera del paracadutista di André Zirnheld
Si è aperta ieri a Roma, presso l’Auditorium della Conciliazione l’assemblea costituente del nuovo partito di Roberto Vannacci, denominato “Futuro Nazionale”, che chiude oggi.


L’assemblea, che conta oltre 1.700 delegati, inclusi numerosi sindaci, assessori e consiglieri comunali giunti da tutta Italia, rappresenta il battesimo ufficiale di Futuro Nazionale, con numeri importanti comunicati dagli organizzatori.
L’avvio dell’assemblea ha fatto segnare un episodio singolare, con tutti i presenti in piedi a recitare, con l’ex generale della Folgore, la “preghiera dei paracadutisti”.
L’invocazione, scritta nel 1938 dall’esploratore e parà francese André Zirnheld, include il passaggio: “Chiedo a Dio ciò che gli altri rifiutano”.
Je m’adresse à vous, mon Dieu,
car vous seul donnez
ce qu’on ne peut obtenir que de soi. Donnez-moi, mon Dieu, ce qu’il vous reste
Donnez-moi ce qu’on ne vous demande jamais. Je ne vous demande pas le repos
ni la tranquillité
ni celle de l’âme, ni celle du corps. Je ne vous demande pas la richesse
ni le succès, ni peut-être même la santé. Tout ça, mon Dieu, on vous le demande tellement
que vous ne devez plus en avoir. Donnez-moi, mon Dieu, ce qu’il vous reste
Donnez-moi ce que l’on vous refuse. Je veux l’insécurité et l’inquiétude
je veux la tourmente et la bagarre,
et que vous me les donniez, mon Dieu,
définitivement,
que je sois sûr de les avoir toujours,
car je n’aurai pas toujours le courage
de vous les demander. Donnez-moi, mon Dieu, ce qu’il vous reste
Donnez-moi ce dont les autres ne veulent pas
Mais donnez-moi aussi le courage
et la force et la foi. Car vous seul donnez
ce qu’on ne peut obtenir que de soi.
Al centro del dibattito ci sono i principi non negoziabili del movimento, la meritocrazia, il ritorno alle preferenze elettorali e la valorizzazione dei doveri prima dei diritti.
Il movimento si propone come aggregatore di una “nuova destra” e si pone in modo indipendente rispetto al governo, pur supportandone le azioni quando queste coincidono con i propri valori fondanti.
Roberto Vannacci ha infiammato la platea dal palco dell’assemblea con alcuni slogan che indicano chiaramente il posizionamento di Futuro Nazionale: «L’Italia agli italiani. Siamo qui per fare i loro interessi. Con la sporca dozzina e i figli di nessuno ce la faremo». E ancora: «O con noi di Futuro Nazionale, guardiani del sovranismo e della cittadinanza, o con Von der Leyen, Draghi, multinazionali e globalismo».
Vannacci si colloca come il leader di un partito fieramente anti-establishment.
Il generale ha risposto alle accuse della premier Giorgia Meloni di non essere la vera destra e di essere funzionale alla sinistra», non avendo quasi mai votato la fiducia al Governo elencando tutte le volte in cui in Europa «Forza Italia ha votato contro, insieme a PD, M5S e AVS».
«Perché dovrei allearmi – ha detto Vannacci – con questa alleanza di centrodestra che continua a portare avanti l’agenda Draghi, il Green deal o il debito comune. Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo».
E ancora: «Noi siamo radicati nella tradizione romana e cristiana e ancorati con i piedi a terra».
Sarà sempre il generale a concludere oggi la due giorni romana che definirà la struttura del partito, con l’elezione dell’esecutivo nazionale e la formulazione del programma.
Vannacci ha invitato all’assemblea tutti i leader di partito. Il centrosinistra ha dato forfait. La linea del centrodestra, concordata in una telefonata tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi è invece quella di presenziare con delegazioni composte da esponenti locali.
Alla sessione inaugurale hanno presenziato i coordinatori cittadini romani di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, rispettivamente il deputato Marco Perissa, Luisa Regimenti e Angelo Valeriani.





