Il valore della storia e della memoria
Ho appena letto la lettera aperta di Ariel Toledano a Papa Leone.
E adesso vi dico chi è, perché molti probabilmente non lo conoscono.
Ariel Toledano è un imprenditore franco-israeliano e presidente dell’organizzazione “Zera Israel”, impegnata nel rafforzamento dell’identità ebraica e del legame con lo Stato di Israele.
Proviene da una famiglia ebraica sefardita con radici nell’espulsione degli ebrei dalla Spagna del 1492.
Suo padre è stato rabbino presso il Ministero israeliano dell’Immigrazione e dell’Assorbimento, contribuendo all’integrazione religiosa di migliaia di ebrei etiopi in Israele.
La sua lettera mi ha colpito profondamente.
Non per l’eleganza dello stile, peraltro notevole, ma perché richiama una memoria storica che troppo spesso viene archiviata come se appartenesse a un passato ormai irrilevante.
E invece no.
Le Crociate, l’Inquisizione, i pogrom, secoli di persecuzioni contro gli ebrei, fino alla Shoah, non sono semplici capitoli di un libro di storia.
Sono il motivo per cui oggi il popolo ebraico considera la propria sopravvivenza un principio non negoziabile.
Negli ultimi giorni Papa Leone ha definito quanto accade a Gaza
una “vergogna morale per la famiglia umana”, uno “scandalo per l’intera famiglia umana” e un “grido davanti a Dio”, condannando duramente la guerra e chiedendo il rispetto del diritto umanitario e la protezione dei civili (AP News).
Sono parole che hanno un enorme peso morale.
Ma proprio per questo credo che la memoria debba essere completa.
Perché il 7 ottobre non è nato dal nulla.
Perché Hamas non ha mai nascosto il proprio obiettivo di distruggere Israele.
Perché gli ostaggi sono ancora una ferita aperta. Perché per decenni gli ebrei hanno imparato, spesso nel modo più tragico, cosa significhi restare soli mentre il mondo osserva.
La forza della lettera di Ariel Toledano non sta nell’attaccare un Papa.
Sta nel ricordare una verità che nessuno dovrebbe dimenticare: il popolo ebraico non può permettersi il lusso dell’oblio.
La memoria non serve ad alimentare l’odio.
Serve a impedire che gli stessi errori, gli stessi silenzi e le stesse sottovalutazioni si ripetano ancora.
Perché chi conosce davvero la storia sa che, troppo spesso, gli ebrei sono stati compianti dopo essere stati massacrati. Molto più raramente sono stati difesi prima.
Aggiungo un promemoria che Toledano ha elencato al Papa: una serie di eventi storici che, a suo giudizio, dovrebbero indurre maggiore prudenza prima di formulare giudizi morali su Israele e soprattutto silenzi troppo spesso portati avanti dalla Chiesa.
Ricorda in particolare:
le Crociate, durante le quali numerose comunità ebraiche europee furono massacrate;
l’Inquisizione, che perseguitò, processò e condannò anche molti ebrei e conversos (ebrei convertiti al cristianesimo, spesso contro la loro volontà);
i pogrom, cioè le violente persecuzioni antiebraiche che per secoli hanno colpito le comunità ebraiche, soprattutto nell’Europa orientale;
la Shoah, lo sterminio di circa sei milioni di ebrei da parte della Germania nazista e dei suoi collaboratori;
l’antisemitismo che, anche dopo il 1945, non è scomparso ma continua a manifestarsi con aggressioni, attentati contro sinagoghe e odio verso gli ebrei;
le continue dichiarazioni e i programmi di organizzazioni come Hamas, che hanno più volte proclamato l’obiettivo di distruggere lo Stato di Israele;
il massacro del 7 ottobre 2023, con l’uccisione di circa 1.200 persone, il rapimento di oltre 250 ostaggi e atrocità documentate contro civili israeliani.
Il messaggio di Toledano è semplice: prima di pronunciare condanne morali contro Israele, occorre ricordare che il popolo ebraico porta sulle proprie spalle una storia di persecuzioni, espulsioni, massacri e tentativi di sterminio che ne hanno profondamente segnato la coscienza collettiva.
Si può discutere sul modo in cui interpreta alcuni passaggi della storia e sui giudizi che attribuisce alla Chiesa, ma il richiamo alla lunga storia delle persecuzioni subite dagli ebrei è fondato su eventi storici reali e documentati, che non dovrebbero mai essere dimenticati.





