
Un’eredità di violenza
Una storia dell’Impero britannico di Caroline Elkins
Collana: La Biblioteca Giulio Einaudi editore
Dalla sindrome dell’accerchiamento, alla rinnovata potenza dopo il secondo conflitto mondiale, la Gran Bretagna, perfida Albione di mussoliniana memoria, ha iniziato a fare i conti con il proprio passato. Lo sta facendo rivendicando la sua natura isolazionista in un contesto occidentale certamente non privo di incognite per il futuro.
A Brexit conclusa, la percezione che aleggia in Europa è di aver a che fare con un gigante della storia continentale, anzi di più storie continentali.
La costruzione di un imperialismo da ” esportazione ” spruzzato di liberalismo civilizzatore.
Questa fu l’idea che sembrò funzionare! Il dominio come leva, la coercizione come sistema, nel delineare il nuovo ordine coloniale.
La messa in atto di uno stato di sorveglianza, ” panopticon ” essenziale per la repressione che diede avvio ad una illegalità ” legalizzata “, ad un perverso effetto morale della violenza come riporta la bella introduzione al volume della Elkins.
Oggi che tutto è sfumato, lontani sono i bagliori, lontana è ( per qualcuno! ) la gloria.
L’orso sembra essersi assopito. Sempre vigile però per sferrare la sua temibile ed imprevedibile zampata!





