
di Elio Truzzolillo
Come molti sapranno, o dovrebbero sapere, esiste un mare di indici, parametri e dati che ogni governo evidenzia e combina con sapienza (o malafede) per dimostrare che la sua azione sta portando il paese verso un’epoca di prosperità e felicità.
Sarebbe inutile ricordare che molti di questi dati sono spesso indipendenti dall’azione dei governi, che si può fare un cherry picking scandaloso, che ci sono più modi di presentare i dati che modi per fare le uova.
Sarebbe inutile perché per predicare ai convertiti, cioè gli agli elettoti più convinti, non serve nessuna analisi seria, bastano i meme.
Esisterebbe, però, un limite che è quello della decenza. La decenza vorrebbe che almeno una parvenza di razionalità venisse conservata. Non tanto perché esiste il rischio che gli attivisti si pongano delle domande (non succederà mai) ma per un bisogno autonomo e indipendente di non rendersi ridicoli anche quando questo non comporta un prezzo da pagare (i filosofi parlerebbero di morale o di coscienza ma io preferisco il termine decenza).
Succede che sulla pagina Facebook di Fratelli d’Italia vengano pubblicate una serie di grafici volti a dimostrare i successi del governo. Molti meriterebbero dei caveat e delle spiegazioni, ma poiché si tratta di bassa propaganda ci sembra inopportuno fare i pignoli.
Uno in particolare, però, travalica i limiti di cui si diceva. Fratelli d’Italia cerca di ascrivere al governo il merito di un calo maggiore del 50% dei reati di corruzione e concussione. Il problema è che scrivono loro stessi che il periodo di riferimento è il 2004-2023. Periodo di 19 anni nel quale un anno e poco più ha visto l’attuale governo in carica.
Avrei voluto giocare a fare il debunker per prenderli in castagna ma se si autodenunciano loro stessi che posso fare? Posso solo fare un appello solenne e inutile alla decenza.





