Home Politica UN PAPA STATUNITENSE, NOVITÀ STORICA FONDAMENTALE PER L’OCCIDENTE

UN PAPA STATUNITENSE, NOVITÀ STORICA FONDAMENTALE PER L’OCCIDENTE

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Gli Stati Uniti e la Santa Sede hanno stabilito relazioni diplomatiche solo il 10 gennaio del 1984, dopo un tentativo andato male nel 1951, quando Truman nominò il generale Mark Clark come primo ambasciatore Usa in Vaticano. Tentativo fallito, perché l’antipapismo molto forte negli Stati Uniti fece sì che il generale si ritirasse già nel 1952 e che gli Usa non lo sostituissero con un altro ambasciatore.

Il tentativo era il frutto di un avvicinamento tra Usa e Vaticano, dovuto ai rapporti tra Roosvelt, il cardinale americano Spellman e Pio XII, conseguenti alla collaborazione necessitata dal comune intento di combattere in Nazismo.

L’humus culturale degli Usa è il protestantesimo, consolidato anche da questioni relative alle classi sociali, che ha visto fino a pochi decenni fa i protestanti borghesi classe dominante e i cattolici (italiani, ispanici, irlandesi) proletari e classe dominata.  

Il protestantesimo è del resto un dato costitutivo degli Stati Uniti, in quanto questi sono stati da sempre l’approdo dove molti nemici del papato erano andati a vivere anche in odio alla Chiesa di Roma, con la conseguenza di un antipapismo che vedeva nel papa di Roma un tiranno. Molti tedeschi, inglesi, francesi portarono con sé la convinzione che cattolicesimo e libertà fossero incompatibili.  Era normale pensare che non si potesse essere al contempo cattolici e leali cittadini. Un esempio significativo è quello della Società degli Uomini Liberi, composta da tedeschi venuti da una Germania dove si erano fatti l’opinione che non sarebbe mai esistita la libertà senza l’abolizione del cattolicesimo.

Il primo vescovo cattolico in Usa, solo nel 1778, fu il gesuita John Carrol, ma John Adams, futuro presidente Usa, nel  1779 scriveva: “Probabilmente i membri del Congresso non manderanno mai un ministro a Sua Santità che non potrebbe rendere loro alcun servizio se la condizione fosse di ricevere un messo cattolico o Nunzio; o, in altre parole, un tiranno ecclesiastico che, si spera, gli Stati Uniti saranno abbastanza saggi da non fare rientrare mai nel proprio territorio”. [i]

L’anticattolicesimo fu rafforzato anche dalle scelte del Vaticano. Pio IX sposò la causa sudista e John Surrat, accusato assieme a John Wilker Booth e altri dell’assassinio di Abramo Lincoln, era uno dei soldati zuavi della guardia papalina. Non solo. Le comunità cattoliche erano spesso antisemite e al tempo della guerra civile spagnola i cattolici Usa erano per Franco.

Oggi gli Usa hanno potenti organizzazioni cattoliche, come i Cavalieri di Colombo, nati nel 1882 come contraltare all’associazionismo protestante, forti di un milione e 800 mila soci, organizzati in 15.000 consigli: una potenza che non manca di esserlo anche negli equilibri della Santa Sede. 

Tuttavia i vescovi americani sono stati ben lontani dal recepire l’agenda di papa Francesco.

Le religioni negli Stati Uniti d’America sono caratterizzate da una cospicua diversità di credenze e pratiche cultuali. Alcune religioni nacquero e fiorirono direttamente in territorio statunitense. La maggioranza degli americani riferisce che la religione svolge un ruolo molto importante nella loro vita, una quota unica tra i paesi sviluppati.

Storicamente gli Stati Uniti sono sempre stati contrassegnati dal pluralismo religioso e dal multiculturalismo, a cominciare dalle differenti credenze di stampo naturalistico del tempo precoloniale.

Dalla Storia degli Stati Uniti d’America (periodo coloniale), provenienti dal continente europeo, derivano l’anglicanesimo, la Chiesa cattolica negli Stati Uniti d’America e i principali gruppi facenti capo al protestantesimo, così come la storia degli ebrei negli Stati Uniti d’America.

La Chiesa ortodossa orientale è stata presente fin dalla colonizzazione dell’America. Numerosi dissenzienti inglesi, che avevano lasciato la Chiesa anglicana, hanno molto diversificato il paesaggio religioso.

Il grande Risveglio (movimento evangelico) ha dato origine a molteplici denominazioni dell’evangelicalismo; l’appartenenza a chiese del metodismo e del battismo è aumentata in una maniera più che notevole nel secondo grande Risveglio.

Nel XVIII secolo il deismo trovò sostegno tra le classi superiori della stratificazione sociale e nei primi pensatori americani.

La Chiesa episcopale degli Stati Uniti d’America, divisa dalla Chiesa d’Inghilterra, è nata durante la guerra d’indipendenza americana.

Nascono nello stesso lasso di tempo nuovi rami protestanti come l’avventismo, il restaurazionismo. Altre forme di cristianesimo come i Testimoni di Geova, il Movimento dei Santi degli ultimi giorni, la Chiesa di Cristo e la “Chiesa di Cristo scientista”, nonché le comunità dell’Unitarianismo e dell'”Universalismo” si diffusero nel corso del XIX secolo.

Il pentecostalismo è emerso nei primi anni del XX secolo grazie alla “rifondazione di Azusa Street”.

La Chiesa di Scientology è emersa nel corso degli anni cinquanta.

Gli Unitariani universalisti nascono dalla fusione di chiese unitarie e universali durante il XX secolo. A partire dagli anni novanta la partecipazione religiosa dei cristiani sta diminuendo a causa della secolarizzazione, mentre il buddhismo, l’induismo, l’islam e altre religioni si stanno diffondendo.

Il protestantesimo, storicamente dominante, cessa di essere la categoria religiosa della maggioranza nei primi anni del 2010.

La maggior parte degli adulti americani si identificano come cristiani, mentre quasi 1/4 non afferma alcuna affiliazione religiosa e pertanto segue l’irreligiosità.

L’elezione di un Papa statunitense, pertanto, non solo rafforza la presenza cattolica negli Stati Uniti, ma salda un rapporto che, come s’è visto, ha lungamente stentato ad esserci, come dimostra il fatto che le relazioni diplomatiche tra Vaticano e gli States è stato reso possibile solo nel 1984.

 

[i] Citazione in Massimo Franco, Imperi paralleli, Ed. Corriere della Sera

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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