
“Il cardinale Camillo Ruini, prima dell’elezione di Leone XIV, aveva affermato: “Servirà un papa buono, profondamente credente”.
Sembrerebbe un non senso. Come fa un papa a non essere profondamente credente?
La storia della Chiesa di papi poco o per nulla credenti ne ha avuti, ma l’esortazione di Ruini cala in una realtà dove una parte della Chiesa si è convertita alla religione laica del progressismo e dove, in particolare, la Chiesa italiana, nella sua espressione più alta, la Conferenza episcopale (Cei), è diventata la suggeritrice delle politiche dei partiti progressisti italiani.
Nemmeno la Democrazia Cristiana è stata così intrinsecamente connessa con la struttura ecclesiale italiana di come siano oggi i partiti progressisti.
Bergoglio che visita Emma Bonino, leader radicale, sodale di George Soros e la invita, lui che sente di essere giunto alla fine, a tenere alte le comuni idee. C’è davvero da chiedersi: quali? Quelle di un papa della Chiesa cattolica, quelle di una radicale o quelle del finto filantropo della Open Society?
Emma Bonino, citata dal Fatto Quotidiano, in un’intervista de La Stampa, dal titolo: “Emma Bonino, mi disse: “Sono vecchio, morirò. Continua tu le nostre battaglie”, ricorda Papa Francesco, che ha ricevuto in visita privata a casa sua nel novembre 2024: “Abbiamo entrambi ammesso che su molti temi non andavamo d’accordo”, ha puntualizzato Bonino, ricordando che “non siamo scesi nei dettagli dei tanti drammi che provocano carestie, crisi umanitarie, conflitti di cui quasi per nulla si parla. Ricordo, però, che a un certo punto Papa Francesco ha detto a me che ho 77 anni: io sono vecchio e sto per morire ma tu sei giovane, sbrigati a guarire e a portare avanti le nostre idee. E poi ha detto anche che quando la si pensa diversamente bisogna poi arrivare a un punto di incontro”.

Il cardinal Matteo Zuppi conduce le Cei su un fronte progressista dove ci sono protagonisti come Casarini.
Giuseppe Conte, che ha messo in un angolo Beppe Grillo, è stato educato a Villa Nazareth, pensatoio della “Mafia di San Gallo”, che del progressismo della Chiesa è stato anticipatrice e propugnatrice.
La Chiesa italiana in versione Bergoglio è diventata la parrocchia della sinistra progressista.
Nei giorni dei funerali e della melassa sul pontificato di Papa Francesco, la figura di Bergoglio l’ha fornita, con una sintesi formidabile, Maurizio Molinari, ex direttore di Repubblica, durante la trasmissione 4DISERA su Rete 4 di Mediaset.
“È stato un papa – ha detto Molinari – che sin dall’inizio ha trasformato il messaggio di Barack Obama in un messaggio globale. Viene eletto nel 2013 e riflette e porta nel mondo quello che all’epoca era il messaggio di Barack Obama. Non più solo l’Europa al centro, ma il mondo intero, l’attenzione per le diseguaglianze, l’attenzione per le periferie, l’attenzione per gli ultimi. Questo era il messaggio con il quale Obama era stato eletto due volte e lui se ne fa portatore e questo testimonia la capacità del Conclave di interpretare lo spirito del tempo nel 2013 e questo è il mondo che lui ha interpretato, creando consensi e anche dissensi, paradossalmente negli stessi Stati Uniti, dove l’America che ora è quella di Trump che ha rifiutato il messaggio di Obama sui temi drammatici come i diritti dei gay, come i migranti e quindi paradossalmente oggi che finisce la stagione di Bergoglio l’America esprime valori opposti”.
Quello di Molinari è l’epitaffio sulla pietra tombale di Papa Francesco, che ci consegna la verità storica di un papato che ha diffuso a livello globale il messaggio di Barack Obama, ossia dei neocon Usa, gli autori, i propagatori e, in parte, i realizzatori, di tutti i disastri mondiali degli ultimi trent’anni, a cominciare dal globalismo, per arrivare al green e alla ideologia woke (con l’aggiunta di varie guerre).
Non poteva esserci epitaffio più chiaro anche nell’offrirci uno spaccato storico dell’influenza dei neocon sul Conclave che elesse nel 2013 Jorge Mario Bergoglio.
Il 4 gennaio 2025 Joe Biden, il presidente neocon nelle mani di Obama e dei Clinton, ha conferito la Medal of Freedom, la più alta onorificenza Usa a George Soros con la motivazione che “è un investitore, filantropo e fondatore delle Open Society Foundations. Attraverso la sua rete di fondazioni, partner e progetti in oltre 120 paesi, Soros si è concentrato su iniziative globali che rafforzano la democrazia, i diritti umani, l’istruzione e la giustizia sociale”.
Con lui, oltre a vari altri personaggi, Hillary Clinton, la maggiore responsabile della politiche neocon Usa.
L’11 gennaio la Medal of Freedom è stata consegnata da Joe Biden anche a Papa Francesco.
Un bel quadretto di famiglia.

L’epitaffio di Molinari e la testimonianza di Emma Bonino inseriscono, pertanto, Papa Francesco nel percorso trentennale dei neocon Usa. Percorso finito con l’elezione di Donald Trump e, ora, anche con la fine del pontificato di Francesco.
Il papa di Barack Obama ha portato con sé nella tomba un percorso finito.
Dopo il Papa di Obama è arrivato il Papa di sant’Agostino, il quale, dopo avere cercato tra i manichei la Sapienza, essere poi approdato nello scetticismo dei filosofi accademici, superato – grazie all’ascolto delle prediche di Ambrogio – con la lettura dei neoplatonici, entra in sé stesso, “nell’intimo” del suo “cuore”.
Nel De vera religione (39,72) Agostino scrive: “Non andare fuori di te, ritorna in te stesso, la verità abita nell’uomo interiore”.
E’ la riproposizione di quel “Gnoti seauton” che si trova sul tempio apollineo di Delfi.
Come riporta Vatican News, Leone XIV, il Papa credente, rivolgendosi alle nuove generazioni nell’omelia pronunciata nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il 20 maggio, riprende le parole di Benedetto XVI alla XXVI Giornata mondiale della gioventù di Madrid (20 agosto 2011) e afferma: «“All’origine della nostra esistenza c’è un progetto d’amore di Dio”», e la fede ci porta ad “aprire il nostro cuore a questo mistero di amore e a vivere come persone che si riconoscono amate da Dio”».
Per il Pontefice agostiniano «è qui la radice, semplice e unica, di ogni missione».
Ai seminaristi, in occasione del loro Giubileo, (24 giugno), rimarca che «è importante rivolgere l’attenzione sul centro, sul “motore” di tutto il vostro cammino: il cuore», e che «bisogna lavorare sulla propria interiorità, dove Dio fa sentire la sua voce e da dove partono le decisioni più profonde”.
Il primo lavoro dunque va fatto sull’interiorità» insiste il Papa credente, ripetendo, ancora una volta «l’invito di sant’Agostino a ritornare al cuore, perché lì ritroviamo le tracce di Dio».
«È nell’anima umana, razionale ed intelligente, che bisogna trovare l’immagine del Creatore» si legge ne La Trinità (14, 4,6), dove il santo vescovo di Ippona chiarisce che l’immagine di Dio è nella «parte più nobile dello spirito umano, parte con la quale esso conosce o può conoscere Dio», e seppure «lo spirito umano non sia della stessa natura di Dio, tuttavia l’immagine di quella natura che è superiore ad ogni altra deve essere cercata e trovata presso di noi, in ciò che la nostra natura ha di migliore», e questo anche quando lo spirito «è degradato e deforme per la perdita della partecipazione a Dio» perché «resta tuttavia immagine di Dio» e lo è «in quanto è capace di Dio e può essere partecipe di lui» (14, 8,11).
Il Papa credente si rapporta alla sfida più grande che oggi l’umanità ha di fronte. La sfida del transumanesimo, il passaggio dell’essere umano ad un umanoide tecnologico massificato.
Nel messaggio a firma del cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, in occasione dell’”AI for Good Summit 2025″, Leone XIV ha ribadito la necessità di una “gestione coordinata locale e globale” delle nuove tecnologie. Pur riconoscendo la capacità di svolgere compiti con “velocità” ed “efficienza”, il Pontefice ha sottolineato che esse non possono sostituire “il discernimento morale” e la ricchezza delle relazioni autenticamente umane.
Il Papa pone la questione fondamentale: l’umanità si trova oggi a un “bivio”. Da un lato, il potenziale dell’Intelligenza Artificiale, capace di svolgere compiti con “incredibile velocità ed efficienza”. Dall’altro, la sua incapacità di replicare il “discernimento morale” e di intrecciare relazioni autenticamente umane. La via da seguire è quella di una “gestione coordinata locale e globale” che guidi lo sviluppo delle nuove tecnologie nel rispetto dei valori autenticamente “sociali”.
Leone XIV, a proposito dell’intelligenza artificiale, scrive che il suo impatto è profondo, “di vasta portata” e influenza ambiti come l’istruzione, il lavoro, la sanità, la governance, l’ambito militare e la comunicazione. Questo “cambiamento epocale” richiede responsabilità e discernimento per costruire “ponti di dialogo”, promuovere la fraternità e assicurare che l’IA rimanga al servizio dell’intera umanità. Le nuove tecnologie, in continua evoluzione, sono in grado di adattarsi “autonomamente”, operando scelte “puramente tecniche basate su algoritmi”. Per questo, è fondamentale considerare le implicazioni “antropologiche” ed “etiche” dell’IA, i valori in gioco, così come i doveri e gli strumenti normativi necessari per tutelarli.
Sebbene l’IA possa “simulare aspetti del ragionamento umano” e svolgere compiti con straordinaria efficacia, essa – dice Leone XIV – non è in grado di replicare un autentico discernimento morale, né di instaurare “relazioni autentiche”. Lo sviluppo di questi progressi tecnologici deve andare di pari passo con il rispetto dei valori umani e sociali, la capacità di giudicare con coscienza tranquilla e la crescita nella responsabilità umana.
L’incoraggiamento del Papa è a ricercare con chiarezza l’etica e a promuovere una governance fondata sul riconoscimento condiviso della “dignità” e delle “libertà fondamentali” della persona umana.
Siamo distanti anni luce dalla falsa questione ecologica, promossa dalla finanza internazionale e tradottasi per anni in certificati verdi, bond, crediti, senza che al fondamento del green e dell’allarme climatico ci fossero serie evidenze scientifiche.
Non è in pericolo la Terra. Semmai sono in pericolo gli affari della finanza della City.
Bergoglio, con le sue opere, ha fornito una copertura enorme alla grande truffa del green che ora viene allo scoperto.
Leone XIV, il papa credente, riporta la Chiesa sulla strada dei valori dell’essere umano e sulla necessità di un’opera costante di attenzione affinché la tecnica non disumanizzi l’umanità.
Il Papa credente a rimesso al centro l’essere umano, invitandolo a guardare dentro di sé per incontrare il divino.





