Home Opinioni UN DEBITO PUBBLICO COSI’ RICHIEDE LA RIFORMA DELLO STATO

UN DEBITO PUBBLICO COSI’ RICHIEDE LA RIFORMA DELLO STATO

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Questo è un vero bollettino di guerra.

Iniziamo dai numeri.

Si apprende dal sito della Ragioneria Generale dello Stato quanto segue:

https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/bilanci

Il documento espone i dati delle previsioni del bilancio per il triennio 2025-2027.
 
Per l’anno 2025, in termini di competenza (Tavola 1.1), le previsioni per le entrate finali sono pari a 728.833 milioni, mentre quelle per le spese finali ammontano a 915.769 milioni; il saldo netto da finanziare si attesta a 186.937 milioni.
 
In termini di cassa, sempre per l’anno 2025 (Tavola 1.2), il saldo netto da finanziare è di 247.622 milioni comprensivo del fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, che presenta una dotazione di 9.000 milioni.
 
 
 
Tavola 1.1  – Previsione Legge di Bilancio 2025 – 2027 – COMPETENZA
(dati in milioni di euro)
Legge di bilancio
 
LB 2025
 
LB 2026
 
LB 2027
 
ENTRATE
 
     
Tributarie*
 
640.156
 
652.155
 
668.907
 
Extra Tributarie
 
88.331
 
84.675
 
83.317
 
Altre
 
345
 
346
 
348
 
Entrate finali
 
728.833
 
737.177
 
752.571
 
SPESE
 
     
Spese correnti (netto interessi)
 
669.050
 
664.944
 
663.984
 
Interessi
 
106.268
 
111.202
 
115.687
 
Spese in conto capitale
 
140.451
 
123.841
 
116.075
 
Spese finali
 
915.769
 
899.988
 
895.745
 
Rimborso prestiti
 
283.775
 
331.220
 
304.109
 
RISULTATI DIFFERENZIALI
 
     
Risparmio pubblico
 
-46.830
 
-39.316
 
-27.447
 
Saldo netto da finanziare
 
-186.937
 
-162.811
 
-143.174
 
Ricorso al mercato
 
-470.712
 
-494.031
 
-447.283
 
(*) Le previsioni risultano al netto della quota da destinare alla U.E. pari a mln. di euro 3.800, 3.500 e 3.600 rispettivamente per gli anni 2025, 2026 e 2027, che è considerata tra le “poste correttive e compensative”
 
Tavola 1.2 – Previsione Legge di Bilancio 2025 – 2027 – CASSA
(dati in milioni di euro)
Legge di bilancio
 
LB 2025
 
LB 2026
 
LB 2027
 
ENTRATE
 
     
Tributarie*
 
616.923
 
628.986
 
645.775
 
Extra Tributarie
 
70.570
 
66.865
 
65.402
 
Altre
 
341
 
343
 
344
 
Entrate finali
 
687.834
 
696.193
 
711.521
 
SPESE
 
     
Spese correnti (netto interessi)
 
684.869
 
676.375
 
673.751
 
Interessi
 
106.070
 
112.030
 
116.412
 
Spese in conto capitale
 
144.516
 
127.402
 
112.792
 
Spese finali
 
935.456
 
915.806
 
902.955
 
Rimborso prestiti
 
283.775
 
331.220
 
304.109
 
RISULTATI DIFFERENZIALI
 
     
Risparmio pubblico
 
-103.447
 
-92.554
 
-78.986
 
Saldo netto da finanziare
 
-247.622
 
-219.613
 
-191.434
 
Ricorso al mercato
 
-531.398
 
-550.833
 
-495.543
 
(*) Le previsioni risultano al netto della quota da destinare alla U.E. pari a mln. di euro 3.800, 3.500 e 3.600 rispettivamente per gli anni 2025, 2026 e 2027, che è considerata tra le “poste correttive e compensative”
 
 
Aggiungiamo la nota Ansa del 16 giugno c.a.
Nuovo record del debito pubblico italiano ad aprile.
 
Secondo quanto comunica la Banca d’Italia è aumentato di 30,1 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.063,5 miliardi.
 
L’incremento “riflette il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (21,5 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (7,2 miliardi, a 69,4), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (1,4 miliardi)”.
 
Si continua con La Camera dei Deputati ed i fondi PNRR di cui in sintesi e per estratto
 
 
L’Italia è il paese che ha ricevuto lo stanziamento maggiore, inizialmente pari a 191,5 miliardi, di cui 122,6 miliardi di prestiti e 68,9 miliardi di sovvenzioni. Il PNRR dell’Italia (Recovery and Resilience Plan) è stato approvato il 13 luglio 2021 con Decisione di esecuzione del Consiglio, che ha recepito la proposta di decisione della Commissione europea. La Decisione è accompagnata da un Allegato con cui vengono definiti, in relazione a ciascun investimento e riforma, precisi obiettivi e traguardi, il cui conseguimento costituisce la condizionalità alla quale è subordinata l’erogazione delle risorse. La realizzazione dei traguardi e degli obiettivi, cui è finalizzato ciascuno degli interventi del PNRR, è cadenzato temporalmente su base semestrale, a partire dal secondo semestre 2021 e fino al 30 giugno 2026, data di conclusione del processo di attuazione del Piano. L’erogazione delle risorse da parte della Commissione europea (al netto del pre-finanziamento di cui l’Italia ha inizialmente beneficiato) avviene su base semestrale, all’esito del procedimento di valutazione del raggiungimento dei traguardi e obiettivi del semestre di riferimento da parte dello Stato membro.
 
Ad oggi il valore è aggiornato a 225 MD di euro (ndr)- A ricordare i fondi PNRR sono sempre debiti.
Ed arriviamo all’Agenzia delle Entrate Riscossioni che registra un cassetto fiscale di 1.850 MD di euro di cui solo 178 riscossi come da nota Milano Finanza del 28 maggio c.a., ove considera 573 MD di euro come definitivamente inesigibili.
Invece sono solo 50 MD di euro il valore dei debiti che la P.A: ha verso fornitori alla data del 31/12/2024.
 
In ultimo, a voler solo accennare ai debiti bancari NPL’s (inesigibili) secondo Banca IFIS spa il valore è pari a 373 MD di euro al 31/12/2024.
 
Se siete arrivati a questo punto dell’articolo e siete ancora nella pienezza delle vostre forze intellettive vi potete rendere  conto di come questo Paese sia in piena bancarotta.
 
Chiedersi in tutti questi decenni cosa abbiano fatto la Corte dei Conti, la Ragioneria Generale dello Stato, le varie Commissioni Parlamentari preposte per titolo e merito fino a giungere alla Guardia di Finanza resta un punto interrogativo e se dovesse trattarsi di Società ordinarie il ricorso alle varie Procure della Repubblica per tutte le fattispecie di reato circa la “Bancarotta” sarebbe un “atto dovuto”.
 
Cerchiamo di presentare qualche proposta, in fede già in passato valutata e sempre poi accantonata.
 
Il Titolo V – Regioni, Province, Comuni – della nostra Costituzione, e per la precisione dall’art. 114 a seguire, indica la struttura amministrativa della Repubblica.
 
Una domanda semplice. Creare Macro Regioni, ipotizzare l’accorpamento di Province e Comuni in base a criteri demografici, economici utilizzando ad esempio la normativa per le zone ZES, non potrebbe essere una prima forma di Riforma dello Stato finalizzata al contenimento del debito?
 
Perchè un Paese con questo debito è un Paese ove la parola “sovranità” è pari ad un orpello domestico dimenticato.
 
Si potrebbe concludere con il solito “insulto” della serie “dato che siamo un popolo di macchiaioli” che lavorano (si fa per scriverlo) 5 mesi su 12 considerando feste, ponti, ferie, 104,  licenze premio e certificati medici, e quindi già buona parte sotto l’ombrellone, anche se non si comprende con quali soldi lo si fà, non sarebbe il caso di lasciare da parte per qualche giorno la geopolitica ove tutti divenuti “commissari tecnici della nazionale” e dedicarsi con serietà a rimettere in piedi questo Paese?
 

Autore

  • Redazione

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