
Che Nethaniau usi tutti gli strumenti a sua disposizione per coprire il suo comportamento colpevolmente spietato e che non si può assolvere a cuor leggero, sarà vero. Ma considerare l’attacco all’Iran, che non è “vittima” come si vuol fare credere, come un atto di distrazione di massa è francamente assai poco credibile.
L’Iran degli Aytalloah è il capofila non soo di coloro che vogliono distruggere Israele, ma appare anche come una minaccia per i Paesi Arabi più moderati e sunniti, come pure un nemico giurato dell’Occidente cristiano da colpire con il terrorismo oggi, domani con il possesso nucleare chissà…
È inutile probabilmente sperare in cambi di regime, ma ragionare seriamente sui perché andrebbe evitato di fare di Khamenei un potente del nucleare, dopo essere il signore del più pericoloso terrorismo, sarebbe saggio senza mischiare i gravi problemi che incendiano il Medio Oriente per fare fumo.
Nethaniau ha fiutato che con Trump si poteva tentare di infliggere un colpo tale da rimandare di decenni il rischio nucleare.
Il ritorno ad un mondo dove dominano i rapporti di forza e non autorità internazionali ha fato il resto.
Ma questo scenario è solo colpa di Israele? Non credo propio. Israele ha creato tutte le condizioni possibili, utilizzando piani partiti da lontano. Forse Trump non entrerà direttamente in campo ma è difficile pensare che non metterà Israele nelle condizioni di sferrare il vero attacco nel profondo della ormai famosa montagna e privare a chiudere il sacco senza andare oltre.
Lo abbiamo visto già fare. Ed il come intanto di certo non ce lo verranno a dire. È singolare che non si tocchi in queste ore il tasto della incolumità di Khamenei. potrebbe essere non il bersaglio prioritario, oppure proprio quel silenzio potrebbe celare qualcosa di propedeutico alla resa dei conti vera e propria?
Un interrogativo che mostra la complessità della situazione e sbocchi imprevedibili ma tutti angoscianti. Intanto da noi si prepara la manifestazione contro il riarmo. E l’Iran del peggiore terrorismo interno ed esterno può diventar in questo caso una …vittima?
Non sarebbe una buona scelta. Così come sarebbe poco rimarcare le contraddizioni del governo Meloni. Il militarismo è un avversario dei prossimi anni ma è guidato da interessi potenti che andrebbero denunciati. Ma servono prove ed analisi approfondite. Altro che soddisfare il desiderio di pace con qualche insulto alla Meloni.





