Home Politica UCRAINA, QUANDO I DESIDERI DEGLI INGLESI OSCURANO LA REALTÀ

UCRAINA, QUANDO I DESIDERI DEGLI INGLESI OSCURANO LA REALTÀ

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Il colonnello Orio Giorgio Sirte, che ho seguito per mesi sul canale Parabellum di Mirko Campochiari, dove con il generale Paolo Capitini scolpiva analisi dettagliate dell’andamento della guerra in Ucraina, sul Nuovo Giornale Nazionale di giovedi scorso ci ha cortesemente donato l’analisi di tale Hans Petter Midtunn secondo la quale la Russia sta perdendo la guerra e l’Ucraina la sta vincendo, al di là di quella che lui indica come vittoria cognitiva russa che, in altri termini, si chiama propaganda.

Saremmo, pertanto, vittime di una propaganda russa che ci vuol far credere che l’Ucraina sta perdendo, mentre vince.

Con tutto il rispetto che si deve a chi si occupa professionalmente di strategie di guerra e di analisi geopolitica, mi pare di poter dire che quanto afferma questo signor Hans Petter Midttun sia basato più sui desideri dei Paesi nordici e degli inglesi che sulla realtà dei fatti.

Se seguiamo le analisi puntuali di Parabellum, dell’ucraina Deep State, di Poulet Vulant, di Tatarigami e di tanti altri, ci possiamo rendere conto che sul campo l’Ucraina è in grandi difficoltà.

Se prendiamo, ad esempio, quanto afferma ISW (Institute for study of war) del 31 gennaio, nel report si legge che le “forze russe stanno espandendo il loro saliente a nord di Kupyansk come parte degli sforzi operativi a lungo termine per respingere le forze ucraine dalla riva orientale (sinistra) del fiume Oskil”.

“Le operazioni offensive russe lungo la linea Kupyansk-Svatove-Kreminna (Kupyansk-Borova-Lyman) si sono gradualmente intensificate a settembre 2024 – prosegue Isw – dopo un periodo di ritmo relativamente lento all’inizio e a metà del 2024 durante il quale le forze russe hanno condotto principalmente assalti di fanteria e occasionali assalti meccanizzati delle dimensioni di un plotone nell’area”.

“Le forze russe – continua Isw – hanno recentemente intensificato le operazioni offensive a nord di Kupyansk, in particolare vicino a Dvorichna, come parte di questa più ampia intensificazione nelle direzioni Kupyansk, Borova e Lyman. Filmati geolocalizzati pubblicati il ​​30 e 31 gennaio indicano che le forze russe sono recentemente avanzate marginalmente a nord di Dvorichna (a nord di Kupyansk e sulla riva occidentale [destra] del fiume Oskil), sono avanzate nella periferia meridionale di Zapadne (a sud-ovest di Dvorichna) e sono avanzate verso nord lungo la riva occidentale del fiume Oskil a nord-ovest di Novomlynsk (a nord-est di Dvorichna)”.

A gennaio 2025, le forze russe hanno registrato diverse conquiste territoriali in Ucraina, concentrando i loro sforzi principalmente in alcune aree chiave.

Le forze russe sono avanzate significativamente nella regione di Kurakhovo (o Kurakhove), con il controllo parziale o totale di alcune località come Dachne e Sbirne. Questo avanzamento è stato confermato da vari rapporti e aggiornamenti pubblicati su X e da fonti web.

Ci sono stati scontri attivi anche nella regione di Kursk, con avanzate russe segnalate in diversi punti, come Bedin e Malaya Lokna. Tuttavia, gli ucraini hanno respinto alcuni attacchi, e la situazione rimane fluida con aree di “grey zone” che cambiano di mano.

Le forze russe hanno mostrato progressi anche in direzione di Pokrovsk, con la presa di controllo di località come NovoOleksandrivka e Andreevka. Questo è stato parte di una più ampia strategia di avanzamento verso Konstantinovka, un centro logistico importante.

Le conquiste russe hanno incluso anche il controllo di giacimenti strategici, come quello di litio a Shevchenko.

Idem dicasi per il carbone coke nella zona di Pokrovsk e secondo alcune fonti queste conquiste potrebbero avere implicazioni economiche e militari significative. Il controllo del coke, ad esempio, abbassa la produzione di acciaio ucraino a 1, 2 milioni di tonnellate.

Le forze russe si stanno avvicinando a Pokrovsk, una città strategica del Donetsk. Secondo le informazioni recenti, i russi hanno fatto progressi significativi verso la città, arrivando a distanze variabili che sono state riportate tra i 5 e i 10 km da Pokrovsk.

Pokrovsk rappresenta un importante nodo logistico per le forze ucraine. La situazione è descritta come estremamente tesa, con le truppe ucraine che stanno cercando di rafforzare le difese per contrastare l’avanzata russa.

La città di Toretsk, sempre nel Donetsk, è praticamente caduta in mani russe.

Per quanto riguarda la sortita ucraina in territorio russo a Kursk, che molti suggeriscono ideata sulle sponde del Tamigi, l’area dove sono presenti le forze di Kiev si è notevolmente ristretta.

Sono aumentate, queste si, le incursioni ucraine in territorio russo contro fabbriche, depositi di carburante, raffinerie, ma non con un impatto sufficiente a cambiare le sorti della guerra.

Ogni giorno la Russia bombarda siti strategici ucraini, mettendo in seria difficoltà le reti elettriche e le comunicazioni.

Inutile parlare di mancanza di uomini e di mezzi per l’esercito ucraino.

Come faccia il norvegese citato dal colonnello Orio Giorgio Sirte a dire che l’Ucraina sta vincendo è un mistero, ma è giusto dare spazio anche ad analisi che sembrano essere uscite dal castello dei desideri.

Ieri l’inviato di Trump in Ucraina ha fatto sapere che gli Stati Uniti hanno un piano chiaro per i prossimi passi da compiere per porre fine al conflitto in Ucraina.

L’affermazione è di Keith Kellogg in un’intervista a Fox news rilanciata dai media ucraini. “Penso che abbiamo un piano valido e solido per andare avanti, per iniziare a parlarne e a lavorarci”, ha affermato Kellogg. Interrogato sulle possibili azioni che l’amministrazione Trump potrebbe intraprendere nei confronti di Russia e Ucraina, Kellog non ha fornito dettagli e ha detto che “dipenderà dal presidente degli Stati Uniti”. Kellogg ha detto che la risoluzione della guerra tra Russia e Ucraina è nell’interesse della sicurezza nazionale degli Stati Uniti e ha citato la crescente alleanza di Mosca con l’Iran, la Corea del Nord e la Cina. “Questo non c’era prima. Ora sono insieme e hanno firmato un trattato economico o di pace. Abbiamo visto truppe nordcoreane sul campo di battaglia vicino a Kursk nella stessa Russia, combattere contro gli ucraini”.

E’ del tutto chiaro ed evidente che Donald Trump ha intenzione di chiudere la partita e di non lasciare le trattative nelle mani degli inglesi, che nella guerra hanno sempre rappresentato la parte dei falchi antirussi e tanto meno della Nato, che, al di là delle chiacchiere, non ha altro potere che di seguire quello che vuole Washington.

L’Europa, se ne convinca l’esimio analista norvegese che cortesemente ci ha fatto conoscere il colonnello Stirpe, non esiste ed esisterà sempre meno, in un mondo che sta passando al multipolarismo, con la conseguenza di relazioni bilaterali tra gli Stati. Se continua con le politiche demenziali imposte da verdi e socialisti non avrà nemmeno le risorse per aiutare l’Ucraina a ricostruirsi.

Il gioco è in mano a Trump e a Putin e non è pensabile che passi attraverso la sconfitta della Russia.

La conferma viene dallo stesso Trump.

“Stiamo portando avanti discussioni molto serie con la Russia”, ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti riguardo il conflitto tra Russia e Ucraina. “Parleremo” con Putin “per ottenere qualcosa di significativo. Vogliamo porre fine a questa guerra orribile che non sarebbe mai cominciata se io fossi stato presidente. Stanno morendo milioni di persone, soprattutto giovani, soprattutto soldati. Le città sono state distrutte, sono ridotte ad un cumulo di macerie. Su quelle pianure, solo i corpi dei soldati fermano i proiettili. La Russia ha perso 800mila uomini, l’Ucraina 6-700mila”, dice il presidente degli Stati Uniti riproponendo considerazioni già espresse più volte. “Una situazione senza senso, deve essere fermata e io farò il possibile per fermarla. Stiamo già avendo colloqui, stiamo già parlando”.

Eccoci al punto: stiamo già parlando. Lo si era capito da tempo che c’erano colloqui sotterranei in atto che ora stanno emergendo.

Le sorti del conflitto non sono in mano a Londra e nemmeno a Bruxelles, ma a Mosca e a Washington.

Piaccia o non piaccia, il mondo sta cambiando rapidamente e per qualcuno sono finite le manfrine.

Ora, può avere qualche senso dire che la Russia, con la sua industria bellica, non può reggere la guerra all’infinito, ma si deve anche capire, e a dirlo sono fonti occidentali, non propaganda russa, che
gli arsenali statunitensi stanno affrontando serie difficoltà.

Secondo diverse fonti, la guerra in Ucraina ha messo sotto pressione l’industria militare statunitense, portando ad esaurimento le scorte di munizioni e di armamenti.

Questo ha richiesto l’invio di armi già presenti negli arsenali Usa, con conseguente riduzione delle riserve. Inoltre, ci sono state polemiche sulla capacità e sulla solidità della manifattura Usa, specialmente in vista di possibili conflitti futuri nel Pacifico.

La situazione attuale evidenzia una sfida significativa per gli Stati Uniti nel mantenere i loro arsenali adeguatamente riforniti.

L’analista norvegese sogna.

Nel suo articolo il colonnello Orio Giorgio Sirte, affermando di essere d’accordo con il suo collega norvegese, scrive: “Per quel che può contare, Ben Hodges e David Petreus, sull’altra sponda dell’Atlantico, la pensano come noi. Per il resto siamo soli…”.

Si, è così. Ciò non significa che non si possano ascoltare anche le opinioni di chi, a mio parere sognando, pensa che l’Ucraina possa vincere la guerra.

Sia chiaro. Se si raggiungerà un accordo tra Trump e Putin tutti diranno di aver vinto. La guerra cognitiva, e qui ha ragione il norvegese, funziona così……per tutti.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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