
A cura di Agenzia Nova
L’Unione europea “resta impegnata a sostenere la riparazione, la ripresa e la ricostruzione dell’Ucraina, in coordinamento con i partner internazionali” e a tal proposito, “la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina prevista per luglio 2025 sarà ospitata dall’Italia”. Lo si legge nelle conclusioni adottate da 26 Stati membri al Consiglio europeo. Secondo fonti i leader dei Paesi membri “hanno discusso della situazione sul campo in Ucraina e dello stato di avanzamento dei colloqui guidati dagli Usa” in cui è emerso, in modo condiviso, “che al momento non ci sono vere negoziazioni in corso. I leader si sono anche confrontati sui modi migliori per avere un’influenza sul processo” negoziale.
Il Consiglio europeo “ricorda le iniziative volte a rafforzare il sostegno militare dell’Ue all’Ucraina, in particolare quella dell’Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’Ue, Kaja Kallas, per coordinare un maggiore sostegno da parte degli Stati membri e degli altri Stati partecipanti, su base volontaria, in particolare per quanto riguarda le munizioni di artiglieria di grosso calibro e i missili, nonché la componente delle esigenze militari dell’iniziativa G7″ si legge ancora nelle conclusioni.
Durante il Consiglio è intervenuto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha poi commentato l’intervento sul suo canale telegram affermando che l’Ucraina deve “continuare a ricevere sostegno dall’Unione europea e dai suoi Stati membri, che devono anche mantenere le sanzioni contro la Russia. È essenziale che il vostro sostegno all’Ucraina non diminuisca, ma anzi continui e cresca. Questo vale soprattutto per la difesa aerea, l’assistenza militare e la nostra capacità di resistenza generale. Abbiamo bisogno di fondi per i proiettili d’artiglieria e saremmo molto grati se l’Europa ci desse un sostegno di almeno 5 miliardi di euro il prima possibile. Sono necessari investimenti nella produzione di armi sia in Ucraina che nei vostri Paesi. L’Europa ha bisogno di indipendenza tecnologica, anche nella produzione di armi. Tutto ciò che serve per difendere il continente dovrebbe essere prodotto qui in Europa. Dobbiamo lavorare insieme su questo punto” ha scritto Zelensky sul proprio canale Telegram. Il leader ha aggiunto che anche se l’Ucraina dispone di tecnologie efficaci e moderne, bisogna modernizzarle. Inoltre, Zelensky ha sottolineato che le sanzioni sulla Russia “devono rimanere in vigore” finché Mosca “non inizierà a ritirare le sue truppe dalla nostra terra e non risarcirà completamente i danni causati dalla sua aggressione”.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato ieri mattina la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Come si legge in una nota di Palazzo Chigi, il colloquio ha consentito di approfondire i temi all’ordine del giorno del Consiglio Ue, a partire dal rilancio della competitività e dal rafforzamento della difesa in tutti i suoi ambiti, concentrandosi in particolare sugli aspetti relativi al finanziamento degli investimenti. A questo riguardo, Meloni ha ribadito la necessità di porre l’accento sulla partecipazione del capitale privato, per esempio attraverso il modello Invest-Eu, come proposto da parte italiana, e su strumenti europei davvero comuni che non pesino direttamente sul debito degli Stati.
Giorgia Meloni, insieme ai primi ministri di Danimarca e Paesi Bassi, Mette Frederiksen e Dick Schoof, ha promosso una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri più interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio e in particolare al rafforzamento del quadro legale in materia di rimpatri. Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, hanno preso parte all’incontro i leader di Austria, Belgio, Cipro, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Svezia e Ungheria. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha illustrato i principali filoni di lavoro della Commissione in ambito migratorio, concentrandosi in particolare sulla recente proposta di nuovo “Regolamento Rimpatri”.
La premier, oltre a sostenere una pronta discussione e approvazione del provvedimento in Consiglio e in Parlamento europeo, ha auspicato, come anticipato da von der Leyen nella sua usuale lettera pre Consiglio europeo, rapidi sviluppi anche in tema di una lista europea di Paesi sicuri di origine e di un anticipo di alcuni aspetti del Patto Migrazione e Asilo, a partire dal concetto di Paese sicuro di origine. Nell’esprimere apprezzamento per il lavoro operativo e concreto portato avanti da von der Leyen, i leader presenti hanno concordato di continuare a mantenere uno stretto raccordo anche in vista del Consiglio europeo di giugno.





