
Per l’Ucraina si annunciano tempi duri. Le forze armate temono un crollo, ma contrariamente alle boutade dei polacchi e di Macron, la Nato fa sapere che non è e non diventerà parte contendente nel conflitto con la Russia.
Il segretario della Nato Stoltenberg ha dichiarati ieri che “per l’Ucraina è un momento critico. Non è a corto di coraggio, ma di munizioni”.
“Gli alleati hanno concordato un ruolo più ampio della Nato” nell’addestramento dei soldati ucraini, ha spiegato Stoltenberg, il quale ha comunque evidenziato che la Nato è e rimarrà un’alleanza difensiva e non diventerà una parte contendente nel conflitto in Ucraina.
Un maggiore coordinamento dell’Alleanza in termini di sicurezza e addestramento non cambierà la postura della Nato, ha osservato Stoltenberg.
Il segretario generale ha spiegato di aver avuto un confronto con il premier ungherese Viktor Orban e con il ministro degli Esteri Peter Szijjarto in merito alle “preoccupazioni” espresse da Budapest sul ruolo della Nato in Ucraina.
Il segretario generale dell’Alleanza atlantica ha quindi ribadito che il legame tra Europa e Nord America nella Nato continua ad essere forte. Quest’anno si celebra il 75esimo anniversario dell’istituzione della Nato e il summit di Washington sarà molto importante, ha sottolineato il segretario generale.
Nel frattempo si fa sempre più presente la coscienza, tra i militari ucraini, che i russi potrebbero determinare un crollo delle difese ucraine. Alti ufficiali ucraini hanno detto a Politico: “I russi possono sfondare”. Kiev, in difficoltà per la carenza di armi e uomini, secondo le informazioni diffuse da alti ufficiali delle forze armate, rischia di veder crollare la propria prima linea difensiva.
‘La Russia si sta preparando a mobilitare altri 300 mila soldati entro il primo di giugno” da inviare in Ucraina, dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di una conferenza stampa congiunta con il suo omologo finlandese Alexander Stubb a Kiev. ”Al momento non posso confermare quante persone sono mobilitate in Ucraina”, ha aggiunto Zelensky, secondo il quale ”non è necessario mobilitare 500mila persone”, come aveva proposto il suo ex capo di Stato Maggiore, il generale Valery Zaluzhny.
Intanto, però, lo stesso Zelensky sta lavorando per aumentare il numero di uomini pronti a scendere in campo per fronteggiare i militari russi.
Ieri, infatti, il leader ucraino ha firmato una legge che abbassa a 25 anni, dai precedenti 27, l’età minima per essere arruolati. Finora la legge in vigore proteggeva i giovani, con un occhio di riguardo per gli studenti, evitando che fossero mobilitati con la forza. Possibile invece già unirsi all’esercito volontariamente a partire dai 18 anni. Da quando è stata introdotta la legge marziale dopo l’aggressione russa, però, è stato vietato lasciare l’Ucraina per gli uomini di età compresa tra i 18 e i 60 anni.
Sul fronte continuano i piccoli successi tattici dei russi, che tendono a rettificare le linee, anche in funzione di un possibile cessate il fuoco.
Diversi soldati ucraini sono stati catturati ieri dall’esercito russo a Avdiivka, nella regione di Donetsk, nell’est dell’Ucraina.
Lo ha annunciato il comandante del gruppo Tavria delle truppe ucraine, Oleksandr Tarnavskyj, su Telegram. “La priorità – ha detto – è salvare la vita dei nostri soldati. Pertanto, se necessario, si ritireranno in nuove posizioni. Sfortunatamente, durante una di queste sortite, molti dei nostri soldati sono stati catturati. Lotteremo per il rilascio di ciascuno dei nostri commilitoni”, ha detto Tarnavskyi. In precedenza, l’ufficiale ucraino aveva detto: “Dopo molti mesi di resistenza, il comando del gruppo Tavria ha deciso di ritirarsi dalla posizione di ‘Zenit’ alla periferia sud-orientale di Avdiivka. Abbiamo cercato di mantenere questa posizione per tutto il tempo che potevamo per scoraggiare e distruggere efficacemente il nemico”. La decisione è stata necessaria per preservare il personale militare. “Dal punto di vista tattico – ha aggiunto il comandante -l’occupazione di queste posizioni non fornisce al nemico un vantaggio strategico e non cambia la situazione all’interno dell’operazione difensiva di Avdiivka”.





