Home Politica estera TRUMP DISARMA I VOLONTARI E ATTENUA, DI FATTO, LE SANZIONI

TRUMP DISARMA I VOLONTARI E ATTENUA, DI FATTO, LE SANZIONI

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Trump vuole riportare la Russia nell’ambito dell’Occidente, del quale, peraltro, fa parte culturalmente e per storia acclarata.

Carlo Pelanda (La Verità di ieri), economista, politologo, specializzato in studi strategici, mette in fila tre passi che potrebbero essere nella strategia di Trump: fine delle ostilità sul fronte ucraino; convergenza eurorussa sotto ombrello statunitense; re-inclusione in qualche modo di Mosca nel sistema di sicurezza G7+, come fu fino al 2014, con obiettivo primario il distacco di Mosca da Pechino.

A questo obiettivo si oppongono, ovviamente i neocon e i loro solerti servitori, soprattutto europei, dopo che la banda Clinton-Obama-Biden è stata sconfitta negli Usa.

A quanto pare i neocon si sono trasferiti armi e bagagli in Europa, contando su vecchie connivenze.

Ne è testimonianza quanto va dicendo Jacques Attali, scrittore francese, economista ed ex consigliere speciale del presidente della Repubblica francese, il socialista Francois Mitterrand.

Tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Adolf Hitler “ci sono delle analogie”, ha scritto Attali,  prima in un post su ‘X’ – che poi è stato cancellato – e poi in un’intervista alla tv francese.

“Non dico che Donald Trump sia come Hitler – ha detto Attali al canale all news francese ‘Bfm Tv’- ma ci sono delle analogie: un putsch fallito, delle fake news, la caccia contro la scienza dappertutto, pensare a una specie di Anschluss con il paese vicino, intimidire tutti”.

In precedenza, in un post su ‘X’ che poi è stato cancellato, Attali era stato ancora più chiaro: “Trump sta seguendo esattamente le orme di Hitler. E in un modo che colpisce: il putsch fallito, le menzogne, il terrore, l’eliminazione degli scienziati e dei ricercatori. Poi il passo successivo sarà quello di mettere da parte i giudici, denunciare le persone democratiche e metterle in carcere. Tutto questo a vantaggio, come Hitler, di pochi industriali. Ovviamente finirà molto male per lui. E prima succede meglio è”.

Il delirio ha superato ogni confine e la gabbia di matti esonda. Del resto dalla capitale woke europea può arrivare qualsiasi idiozia.

La Germania, che i neocon hanno ridotta in macerie alimentando il conflitto russo ucraino, riarma e si arruola nella Campagna di Russia del comandante Macron, il quale vuole ergersi a leader dell’anti trumpismo per conto dei neocon.

La risposta di Trump è immediata. Secondo le news del quotidiano britannico ‘The Telegraph’, il presidente degli Stati Uniti starebbe valutando la possibilità di ritirare 35.000 soldati americani dislocati in ambito Nato in Germania e spostarli in Ungheria, che ha ancora rapporti positivi con la Russia.

L’Ungheria è membro della NATO, dell’OCSE, del Gruppo di Visegrád e dell’Unione europea, nella quale è entrata il 1º maggio 2004.

Trump, contrariamente alla propaganda dei media servi e degli utili idioti, non molla l’Europa, ma sposta i suoi uomini e i suoi mezzi in Stati amici che seguono la sua linea.

A chi vuol far da sé, con il suo Duce o con il suo Re, tanti auguri.

Che Trump stia trattando su un tavolo più grande di quello delle Macroniadi è chiaro guardando a Riad (vedi l’articolo dedicato alle trattative in Arabia Saudita) e così, mentre Macron agita il suo ombrellino di 250 testatine nucleari al fine di fare cassa, gli Stati Uniti, come riporta il Kyiv Independent, hanno posto il veto alla proposta del G7 di istituire una task force congiunta per contrastare l’elusione delle sanzioni in relazione alla “flotta ombra” russa. In buona sostanza, si tratta di un allentamento di fatto delle sanzioni, dal momento che la “flotta ombra” triangola materiale sotto sanzione.

La mossa è in linea con gli sforzi dell’amministrazione Trump per ammorbidire la sua posizione nei confronti di Mosca nelle istituzioni internazionali e nelle dichiarazioni congiunte.

Trump allenta anche la pressione della Nato nei confronti dell’Orso russo, chiamato a mediare su altri fronti (Siria, Iran).

Gli Usa, come riferisce il quotidiano svedese ‘Expressen’, che diffonde le informazioni fornite da fonti non specificate, avrebbero notificato agli alleati che non intendono partecipare più alle esercitazioni militari in Europa oltre quelle già previste per il 2025.

Lo stop riguarderà manovre attualmente in fase di “preparazione” e in programma in Svezia.

Ovviamente la notizia è rimbalzata alimentando l’ipocrita narrazione dell’abbandono della Nato da parte degli Usa.

I Paesi nordici, megafono un tempo della Merkel e ora dei neocon, continuano ad agitare le acque.

La parte vera di tutta la vicenda è che Trump vuole che gli alleati paghino il dovuto.

Il presidente americano è tornato sul tema Nato con le dichiarazioni di un paio di giorni fa nello Studio Ovale. “Se qualcuno non paga, non lo difendo”, ha detto riferendosi agli investimenti per la difesa chiesti a tutti i partner dell’Alleanza. Non tutti i Paesi rispettano l’attuale soglia del 2% del Pil e, in prospettiva, il contributo è destinato ad aumentare.

Trump, in una recente intervista a Meet The Press su Nbcnews, ha chiarito che “assolutamente” prenderebbe in considerazione l’ipotesi di lasciare la Nato se gli alleati non “pagassero i loro conti”. “Devono pagare”, ha ribadito il presidente.

Trump non lascia la Nato. Presenta il conto.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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