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TIMMERMANNS E LA SOSTENIBILITÀ

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di Giulio Galetti

Nel 2014 la UE ha insediato un politico olandese sullo scranno di Commissario Europeo per le politiche ambientali.
Candidato e sostenuto dal PSE (gruppo dei progressisti e socialisti di cui fa parte il PD), che ha prodotto una serie di direttive che oggi hanno portato sulle autostrade europee qualche migliaio di trattori.
Timmermanns portato sugli scudi dalla sinistra europea salmodiante e autoflagellante è il padre di alcune iniziative decisamente controverse, in parte arrivate in porto e solo successivamente corrette come lo stop ai motori termici nel 2035 (prorogato poi al 2050).
Altre sono state promulgate come ben sanno gli agricoltori di tutta europa, che sono strangolati dalla presa a tenaglia della catena distributiva e dalle direttive di Timmermanns che impone loro un “riposo forzato” dei campi in nome di un supposto beneficio che ne deriverebbe. Un beneficio a carico degli stessi agricoltori che già assistono a una catena del valore che remunera con 30 centesimi al chilo la cassetta di verze faticosamente raccolta manualmente (stanno in basso e sono pesanti) e che ricava per la medesima cassetta 3€ al Kg nei mercati al minuto.
Per aumentare di dieci volte il divario tra costo di produzione e ricavo è necessario scomodare gli oppiacei (anche lì stiamo nella coltivazione del resto) con una filiera che passa dal narcotraffico o dalle società farmaceutiche che sugli oppiacei spuntano margini anche superiori.
Le aziende agricole oggi in Italia sono 1.131.000 e nel 2000 erano 2.400.000
Oltre la metà hanno cessato di esistere per cause attinenti al consumo del suolo e alla scarsa remunerazione del lavoro nei campi.
È opportuno rilevare che solo 174.000 aziende hanno dipendenti estranei al nucleo famigliare, mentre il restante 85% è composto da aziende famigliari con una media di 4 ettari cadauno.
Evidentemente Timmermanns aveva ben poca considerazione di un comparto che sta protestando per i costi che gli vengono imposti, intimando lo stop alle coltivazioni senza specificare che già oggi nella UE entrano 140 miliardi di prodotti agroalimentari da paesi extra UE con una progressione continua e allarmante, aumentando costi e facendo impennare l’impronta energetica così cara a Timmermanns e i suoi sodali.
A puro titolo esplicativo si pensi ai pomodori cinesi che si fanno 13.500 km in 28 giorni di crociera oltre a 2500 km su gomma prima di arrivare acerbi e insapori sui mercati rionali…

Autore

  • Redazione

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