
Le elezioni in Germania hanno attivato un terremoto, con epicentro Berlino, che investirà l’Unione Europea, disastrando quel che rimane della alleanza che regge la Commissione della baronessa Ursula von der Leyen.
Hanno vinto i democratici cristiani di Cdu-Csu con risultati non da grandi feste e hanno perso, rovinosamente, i socialdemocratici.
La destra di Afd ha raddoppiato i voti e così ha fatto la sinistra estrema di Linke.
I Verdi sono rimasti fermi al palo.

Ci sono due possibili maggioranze.
Una, del tutto improbabile, è quella tra Cdu-Csu e Afd.
L’altra, possibile, anche se non scontata, è quella tra Cdu-Csu e Spd.
E qui cominciano i guai.
I leader di Cdu-Csu hanno detto a chiare lettere che non è possibile alcuna alleanza con i Verdi.
Escludere i Verdi, per l’Spd, significa escludere una linea politica che i socialisti europei, con Timmermans, hanno voluto, perseguito, imposto.
Non solo. Friedrich Merz, futuro cancelliere, ha fatto capire che ci sarà un mutamento sostanziale di linea economica e di politiche migratorie. Mutamento che difficilmente potrà essere digerito dall’Spd che, infatti, non dà per scontata la Grande Coalizione Cdu-Csu/Spd, anche in ragione delle divisioni interne che stanno emergendo, con i giovani del partito in rivolta contro i vertici.
Quanto accadrà in Germania nei prossimi giorni non può che riversarsi come un’ondata sismica su Bruxelles.
Ancor più degli equilibri politici generali, contano le distribuzioni territoriali dei voti.

L’intera Germania dell’Est ha votato Afd e questo fatto è molto più importante della stessa percentuale nazionale di voti, in quanto mette in evidenza una profonda frattura interna, non sanabile con la semplice riproposizione di un’alleanza escludente un partito.
Se i leader tedeschi non capiscono che non stanno escludendo un partito, ma una parte del Paese, rischiano ben altro che l’instabilità.
Il terremoto, comunque sia, è in atto e le onde sismiche raggiungeranno presto Bruxelles e la coalizione Ursula, disarticolando quel che rimane di un’Unione Europea prossima all’estinzione.





