Home Senza categoria STATUTO DEI LAVORATORI, ARTICOLO 18 SI O NO?

STATUTO DEI LAVORATORI, ARTICOLO 18 SI O NO?

0

di Alessandro Roazzi

La CISL di Sbarra (ma per quanto ancora?) si dichiara e solitamente contro il ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori. È competizione contro le altre due confederazioni, a mio modo di vedere, improvvida e che riduce ancor di più’ la forza del movimento sindacale in un periodo nel quale questa poco…commendevole politica arriva al diritto di vita e di morte con l’avvio società’ senza esiti.

Giove capitolino però ci prese da altre dispute ideologiche. L’articolo 18 nella mia esperienza resta una mano tesa al PCI per avere anche il suo consenso alla prima stesura dello Statuto nel 1969, ad opera di quel grande giuslavorista che fu Gino Giugni. Quando il Senato approvò lo Statuto in prima lettura, Vittorio Pozzar, senatore Dc ed esponente di primo piano delle Acli si precipitò’ nella sede della redazione di Azione sociale a via Monte della Arina, chiese al direttore Rosati un redattore, il sottoscritto, e fece montare il testo dello Statuto nel giornale, che sarebbe stato distribuito in tutta Italia, in poche ore, fornendo ai delegati sindacali aclisti e non.

Uno strumento prezioso di conoscenza. Già’ da quel momento il senso di quell’articolo diventa una apertura alle forze politiche della sinistra recuperando parte dei loro emendamenti. Alla Camera come è noto non bastò quel gesto di buona volontà: il PCI si astenne, se era alla opposizione anche la classe operaia…doveva esserlo.

Adesso il Pci non ha eredi, i postcomunisti fanno a gara nel liberarsi di quella, importante, tradizione. Anzi hanno accettato supinamente l’egemonia di un capitalismo finanziario ancor più’ distruttivo d diritti del lavoro. L’articolo 18 di conseguenza è motivo di distinzione non altro.

Va pure ricordato che la spinta a rafforzare lo Statuto era venuta dall’ eccidio di braccianti nel corso di una manifestazione a Battipaglia. Ma comunque, come mi spiegò Giugni in un ultimo incontro che ebbi con lui, quell’articolo era anche motivato dalla realtà industriale di allora, infinitamente diversa da quella di oggi.

Tanto che, a mio modesto parere, se è anacronistico parlare ancora di articolo 18 oggi è altrettanto fondamentale capire come nella rivoluzione tecnologica e nella struttura delle imprese profondamente mutate è possibile, doveroso, difendere al meglio diritti fondamentali del lavoro dipendente assieme alla sua dignità.

Servirebbe insomma una nuova cultura giuslavorista di alto profilo come quella che inspirò lo Statuto del 1969, ma che oggi va ricostruita. E riguarda tutto il movimento sindacale certo, ma anche un recupero, adesso poco verosimile, di cultura politica.

Lo Statuto di allora serviva per il futuro. Le discussioni di oggi o le omissioni politiche non mi sembra abbiano questo connotato. Ad esempio: come lasciare fuori da una revisione dello Statuto in modo molto più preciso il grande problema della sicurezza sul lavoro?

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui