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SPECIALE ALASKA – USA E RUSSIA, “BUONI VICINI”, SVOLTA STORICA 

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Speciale artico uno

“Voltare pagina e tornare alla collaborazione”, è in queste parole di Vladimir Putin il senso compiuto della svolta storica che chiude il periodo di più bassi rapporti tra Mosca e Washington dalla Guerra Fredda, voluto dai neocon, con l’intento di infiacchire la Russia e ridurla a potenza regionale delegittimata.

L’incontro è stato definito da Putin e da Trump molto produttivo.

Putin ha detto che Russia e Stati Uniti sono vicini. “Ci divide soltanto lo stretto di Bering – ha detto Putin – e ci sono due isole, una russa e una statunitense, che distano di pochi chilometri. Lì passa la linea del cambio di data dall’ieri a oggi”.

Il cambio di data è chiaro negli aggettivi dedicati ai negoziati: concreti e utili, in un’atmosfera costruttiva e di reciproco rispetto, di buon vicinato nelle parole di Putin.

Incontro “molto produttivo”, per Trump, che parla di “ottimi progressi”, della Russia come di un Paese importante, del mondo degli affari russo e ringrazia Putin. “Ho ottimi rapporti con Vladimir – ha aggiunto Trump, concludendo la breve conferenza stampa – Grazie Vladimir”.

Putin ha parlato di storia comune, di grande cultura condivisa, ha ricordato le imprese comuni dei piloti russi e americani nell’artico e ha anche parlato di partenariato di investimenti e di interscambio commerciale.

Chiaro il riferimento all’Ucraina. Putin ha detto che la questione va risolta tenendo conto dei problemi di sicurezza della Russia, di tutte le ragioni della crisi e si è detto disposto a garantire la sicurezza dell’Ucraina.

Poi una stoccata agli europei che è sperabile capiscano e “non provochino per far saltare i progressi”.

Una stoccata anche al presidente precedente, quando Putin ha affermato di aver tentato di spiegare a Biden, senza mai nominarlo, le ragioni e i pericoli della situazione, per poi dire che se ci fosse stato Trump la guerra non ci sarebbe stata.

Putin ha parlato di ottimi rapporti con Trump, di contatto di fiducia fattivo e Trump ha ringraziato Vladimir.

Cosa siano i punti sui quali si sono accordarti c’è stato silenzio totale. Trump ne parlerà con le cancellerie europee e con Zelensky. Molto bene. Prima la diplomazia e poi la stampa.

Sarebbe assurdo se i leader europei e Zelensky apprendessero di quanto si sono detti Putin e Trump attraverso il filtro di media che ormai hanno raggiunto il punto più basso del gossip politico.

Una cosa comunque è ormai assodata e costituisce una svolta storica: Russia e Stati Uniti hanno un “rapporto di buon vicinato” e sono pronti a condividere molte cose in varie parti del mondo.

Sconfitta cocente per i menagramo che fino all’ultimo hanno tifato per una fine ingloriosa del vertice.

Sconfitta per gli inglesi e i francesi, che hanno remato contro fino a raggiungere il ridicolo.

Fuori gioco l’Unione Europea.

Il nuovo scenario storico è che Russia e Stati Uniti non sono più nemici, ma buoni vicini di casa.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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