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SONO DAZI NOSTRI

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di Raffaele Romano

In una panoramica del momento si scoprono varie incongruità e contraddizioni che navigano via etere, ma senza una disanima storica che documentalmente espliciti i fatti e non i propri pregiudizi spesso costruiti ad arte per nascondere qualche marachella del proprio passato.

Sembra e sottolineo sembra che Trump voglia abbandonare l’Europa come una palla al piede degli USA e lo fa con un modo a dir poco spregiudicato sparando grosso per vedere l’altro giocatore della partita che reazioni avrà. Alcuni rimangono impauriti, altri reagiscono in modo non proporzionato. Fra gli impauriti c’è, senza ombra di dubbio, l’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas che, l’altro ieri, si era recata all’incontro col segretario di Stato Usa Marco Rubio che l’ha disdetto. Un evento diplomatico senza precedenti che avrebbe avuto bisogno di una risposta adeguata e legata al sacro principio delle diplomazie ovvero “il principio di reciprocità”. Ma l’UE è, purtroppo, debole e, oltre tutto, divisa in una partita planetaria in cui si chiude nelle sue interminabili riunioni e quando arriverà, se ci arriverà, ad una decisione sarà, molto probabilmente, troppo tardi.

Nel frattempo i guelfi e ghibellini de’ noantri si azzuffano e si accapigliano senza nessun costrutto, tutti nessuno escluso.

Assistiamo, addirittura, a D’Alema che dichiara guerra agli Stati Uniti ed affermando che la “Russia e la Cina si battono per un mondo più giusto” dimentica di dire che nel 1999 portò l’Italia in guerra al fianco degli USA e con la Nato senza neppure comunicarlo al Parlamento. Infatti la nostra Costituzione sancisce, dopo le barbarie della Seconda Guerra mondiale, un messaggio di pace attraverso l’art. 11 “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Allora si fece convincere da Clinton istantaneamente.

Ma anche la magistratura nostrana non si sottrae opponendosi ad una legittima e, per dirla tutta, minima modifica nel separare le carriere e, come tanti bambini che rivogliono il loro giocattolo preferito, scendono in piazza con dei flash mob in tutta Italia “Contro la riforma e a difesa della Costituzione” ed il governo attuale già si impaurisce e propone di incontrali. 

Finanche un comunista di pregiato conio come l’attuale direttore de L’Unità, il grande Piero Sansonetti ai tempi di tangentopoli vice direttore di Valter Veltroni sempre allo stesso giornale dove vibrava colpi mortali con la sua durlindana a chiunque fosse solo indagato dalla procura di Milano, ha ricordato che l’articolo 111 della sempre beneamata costituzione afferma che “tutti hanno diritto ad essere giudicati da un giudice terzo. E “terzo” vuol dire proprio imparziale ossia non assimilabile né all’accusa e né alla difesa. Quindi questo governo, con tutti i suoi limiti, sta cercando solo di ripristinare la piena valenza a quanto avevano già fatto i padri costituenti.

A tal riguardo lo stesso Francesco Cossiga che non mosse paglia negli anni bui fra il 1992 ed il 1998 che hanno generato questa tracimazione della magistratura affermò, molti anni dopo che “il peggiore dei governi possibili è il governo dei giudici stessi o, peggio ancora, il governo dei pubblici ministeri per loro natura inquisitoriali e nel nostro ordinamento ingiustamente irresponsabili delle loro azioni”.

Ma anche in un campo vicino, quello sportivo del calcio, si assiste ad eventi che mortificano il senso di giustizia: il giocatore dell’Inter Lautaro, che aveva bestemmiato in campo, caso strano solo ora la Procura federale ha acquisito l’audio della bestemmia pronunciata da Lautaro Martinez durante Juventus-Inter per cui potrà giocare, senza pagare dazio, la partita col Napoli di sabato.

A pensar male si fa peccato, diceva Giulio Andreotti, ma spesso ci si azzecca! 

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  • Redazione

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