
di Angelo Ciccarella
Nel mondo, rinnegatore di ogni identità forte, il cammino verso la Verità passa attraverso un enigma: il nichilismo. Oggi si uccide mediante l’inganno. E sapiente è oggi chi sa difendersi. Ogni battaglia può essere vinta o persa, vile è chi fugge.
Di fronte al rischio della propria vita, l’Umanità si screma. La battaglia contemporanea è quotidiana, computerizzata e sporca ed è in mano ad usurai travestiti da democratici. Ma non c’è cosa peggiore che trovarsi sul fronte sbagliato.
Ci vogliono ridotti all’inorganico, curva la spina dorsale e pensiero stagnante. Il mio modello rimane quello del cavaliere, mai così necessario oggi. Non c’entra la palestra né il folclore. È la Via per raggiungere l’Assoluto, fosse pure nell’attimo della suprema bellezza del gesto o del sacrificio di sé.
Sis miles pacificus, recitava l’antico rituale di consacrazione del nuovo cavaliere. Il deserto cresce, la tecnica ci si ritorce contro e allora non possiamo più attendere come convitati di pietra.
Il cavaliere è chiamato alla difesa sua, dei suoi cari e di una Patria ideale, piantato a terra per una nuova organicità, ed i suoi rami tesi verso il Cielo: su questo si può scommettere un’intera vita.
Le mura sono crollate. Gog e Magog imperversano. Regge quello di Wall Street, che sarà l’ultimo a cadere, ma cadrà e il botto sarà avvertito in tutto il globo terracqueo e sotto di esso scompariranno i traditori del genere umano, schiacciati per la loro perversione.
Ma prima che ciò accada, dobbiamo impedire di essere ridotti a larve. Sfida vitale. Non aspettiamoci dai preti riferimenti in mezzo alla tempesta, loro fuggiranno per primi. Le religioni umane hanno miseramente fallito, ma fede e conoscenza mai come ora vanno alimentate.
Il nucleo spirituale sarà l’unico che oltrepassi la linea della Fine. Ci salverà l’invisibile che tutto regge, ma ci vorrà una metafisica vissuta che liberi forze inusitate, le sole necessarie a rischiarare le tenebre.





