
Lo scenario che ha disegnato per l’Europa delle burocrazie il duo Ursula Von der Leyen-Mario Draghi è un percorso fatto di auspici che contrastano con realtà, la quale avanza inesorabilmente negli Usa, ma anche nei paesi europei.
E i sogni restano tali, ma producono illusioni devastanti.
Il dirigismo è una malattia che contrasta con le logiche di un globalismo che nega il primato della politica. Un primato, che si può coniugare solo con la democrazia elettiva. Bettino Craxi su questo punto dirimente aveva mille ragioni, in quanto aveva intuito lo snodo di fondo.
In questi giorni la geopolitica si è messa in movimento e tende a individuare un percorso di stabilità all’economia di un paese, gli Usa, strettamente legato a questi fondamentali.
La cultura dell’efficienza è completamente trascurata da una presunta sinistra da avanspettacolo, che con questa postura trascura in Italia anche “la ragion di stato“, ciò che non avviene nei paesi esteri democratici.
Una questione gravissima perché la politica estera è “la cassazione della politica“ ed è garanzia di autorevolezza e stabilità. Non si può prescindere da questo assunto di base.
Dopo l’elezione di Donald Trump, se osserviamo con realismo l’Europa dei sogni, gestiti infelicemente da una burocrazia, si può ben costatare che siamo in presenza di una prospettiva a breve di un nuovo sbarco in Normandia da parte degli USA .
Lo si deduce guardando anche la guerra nel cuore dell’Europa, cioè il conflitto ucraino.
Per come si stanno mettendo le cose sull’Ucraina, guardando con realismo ai segni geopolitici che avanzano, ogni tipo di decisione non può che portare oggettivamente all’implosione della Commissione europea.
Oramai tutti concordano che le elezioni in Ucraina sono la condizione obbligata per arrivare ad una soluzione stabile, che venga confermata anche dalle istituzioni elette di quel paese e gli effetti si sentiranno con la forza di un grande sisma (così avverrà il nuovo sbarco in Normandia) che ridisegnerà accordi duraturi e stabili.
Conseguentemente l’Europa sarà delegittimata di fatto nelle sua fondamenta e le questioni economiche saranno trattate dalla dottrina politica, piaccia o meno, di Donald Trump.
Cosa faranno i singoli paesi sarà tutto da vedere e di conseguenza anche la politica di difesa e deterrenza, che assumerà altri cardini di riferimento: più preventivi e con più efficienza e efficacia, con cadute consequenziali anche sulla libertà nel mondo della comunicazione.
Che piaccia o no la questione economica si dovrà trasferisce da una burocrazia clientelare dirigistica alla priorità della politica concreta fatta di velocità nelle decisioni.
La domanda è: se questo avverrà e avverrà di sicuro cosa c’entra mai un PSE che ha delegato il proprio ossigeno di vita al mondo della finanza (Soros ,Debenedetti, Blair) con il suo sostegno acritico al Wto.
Mondo della finanza le cui scelte strategiche hanno portato disastri e incentivato artificialmente un’inflazione per la mancanza di una strategia energetica efficace e funzionale al sostegno dello sviluppo produttivo.
Basta leggere le bollette della luce e del gas o dei trasporti per capire che con le “idee balzane della green economy“ in tutti i paesi europei si è andati a sbattere contro il muro, guidando un auto elettrica impazzita che il mercato rifiuta.
C’è stato, per completare il disastro, un passato che ha rinnegato un sindacato che aveva cercato di darsi una cultura politica autonoma, per accodarsi ad una accozzaglia di visioni ideologiche, stimolate e sostenute dal mondo della finanza, per arrivare, oggi, a rendere manifesta una totale impotenza, non essendo il sindacato più in grado di avere nemmeno una strategia di difesa dei salari.
Insistere oggi su “green deal e immigrazione selvaggia“ come chiave di deflagrazione salariale, quando tutto il mondo considera questa scelta una “scelta autodistruttiva“, è insostenibile sul piano economico e può solo dimostrare che esiste uno squilibrio ostinato senza logica e senza ragione .
Una postura, questa, malata e pericolosa
Oggi serve acquisire coscienza che la geopolitica è il vero nuovo riferimento e il recupero del primato della politica è la bussola che manda a vuoto i “tanti calci dell’asino“, che la cronaca descrive, ma che a differenza del passato, continuano a vibrare nel vento del nulla.
Ecco perché il nuovo sbarco USA in Normandia, in un’Europa che vuol imporre una pianificazione di stampo sovietico con annessa censura, può diventare un punto di riferimento per aiutarci a diventare adulti e consapevoli dell’importanza della democrazia vera: quella che governa la burocrazia e non viceversa.





