Home Politica SESTO FIORENTINO, ASSURDO STOP ALLA VENDITA DI FARMACI ISRAELIANI

SESTO FIORENTINO, ASSURDO STOP ALLA VENDITA DI FARMACI ISRAELIANI

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Con un atto sostanzialmente e formalmente anticostituzionale, il Comune di Sesto Fiorentino, retto da una giunta di sinistra, con un sindaco del partito “Sinistra Italiana” (facente parte della segretaria nazionale) ha stabilito, da oggi, lo stop alla vendita di farmaci, parafarmaci, attrezzature mediche e preparati cosmetici prodotti da aziende israeliane in tutte le farmacie comunali. 

Sesto fiorentino boicottiamo

In un comunicato stampa del 26 giugno si legge: “Stop alla vendita di farmaci, parafarmaci, attrezzature mediche e preparati cosmetici prodotti da aziende israeliane in tutte le farmacie comunali di Sesto Fiorentino. Azienda Farmacie e Servizi Spa (Afs Spa), partecipata al 100% dal Comune di Sesto Fiorentino e proprietaria di otto farmacie sul territorio, accoglie l’invito contenuto nella delibera approvata dalla Giunta comunale e aderisce alle campagne di boicottaggio dei prodotti realizzati da aziende israeliane o a capitale israeliano. Si tratta del primo caso di attuazione del boicottaggio economico con queste modalità. La stessa delibera sancisce anche l’interruzione di ogni forma di relazione istituzionale tra l’Amministrazione comunale e i rappresentanti del Governo israeliano o Enti e Istituzioni ad esso riconducibili  fino a quando non sarà ripristinato il rispetto del diritto internazionale. Lo stesso invito accolto da Afs Spa viene esteso a tutte le aziende partecipate di cui il Comune è socio, in ognuna delle quali l’amministrazione sestese proporrà analoghe iniziative. Azienda Farmacie e Servizi Spa ha disposto la sospensione degli accordi commerciali in essere con i fornitori a partire dal 1 luglio. Saranno sempre resi disponibili i farmaci prescritti in maniera specifica; per tutti gli altri prodotti saranno proposte alternative equivalenti in coerenza con lo spirito dell’iniziativa. L’adesione alla campagna di boicottaggio è stata condivisa con le lavoratrici e i lavoratori e con le RSU. “Gli sviluppi degli ultimi giorni, con l’aggressione di Israele all’Iran in spregio al diritto internazionale, hanno relegato in secondo piano quanto sta continuando ad accadere a Gaza, dove ogni giorno si muore sotto le bombe o uccisi nel tentativo di ottenere un po’ di cibo – afferma il sindaco Lorenzo Falchi – Il governo di Netanyahu, con il silenzio complice di buona parte dell’Occidente, sta portando avanti il suo progetto di sostituzione etnica, un disegno sfacciatamente disumano e criminale. Come Amministrazione comunale vogliamo fare la nostra parte, mobilitandoci e aderendo alle campagne di boicottaggio lanciate a livello internazionale per colpire Israele e il suo governo dal punto di vista economico, l’unico ambito che sembra ormai contare in questa fase di relazioni internazionali basate solo sull’affarismo trumpiano. Sappiamo bene che si tratta di una goccia nel mare, ma sarebbe inaccettabile rimanere immobili e rinunciare a muovere le leve che, nel nostro piccolo, possono gettare un seme di cambiamento”.

Al di là di ogni considerazione strettamente giuridica, il fatto si aggiunge a quello di comuni di sinistra che hanno interrotto le relazioni diplomatiche con lo Stato di Israele, in una sorta di logica anti-stato che è intrinseca alle logiche di una parte della sinistra italiana, figlia mai cresciuta degli anni Settanta del secolo scorso.

Non è un caso che questa sinistra abbia mandato lo scorso anno al Parlamento europeo Ilaria Salis.

Ilaria Salis, infatti, è stata eletta nelle liste Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), una coalizione che include Sinistra Italiana.

È la stessa alleanza politica che ha eletto Aboubakar Soumahoro alla Camera dei Deputati nelle elezioni politiche anticipate del 2022.

A seguito di indagini giudiziarie avviate dalla Procura di Latina per presunte irregolarità amministrative e malversazione legate alla gestione di cooperative di accoglienza migranti da parte della suocera Marie Thérèse Mukamitsindo, Soumahoro si è autosospeso dal gruppo parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra il 24 novembre 2022, dichiarandosi estraneo alle vicende ed è passato al gruppo misto.

C’è una sinistra che ritiene che se le leggi le vanno bene si rispettano, se non le vanno bene non si rispettano.

Per una certa sinistra lo Stato di diritto, la Costituzione, le leggi varate dal Parlamento non esistono.

La questione aperta dl Comune di Sesto Fiorentino è gravissima, in quanto lede uno dei diritti fondamentali, ossia il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione.

La sanità nella Costituzione italiana è principalmente regolata dall’articolo 32, che stabilisce i principi fondamentali in materia di salute.

I punti chiave sono:

Articolo 32 della Costituzione italiana.

Tutela della salute come diritto fondamentale: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” La salute è riconosciuta sia come diritto individuale sia come interesse collettivo, sottolineando l’importanza di un sistema sanitario pubblico e accessibile. Le cure gratuite per gli indigenti evidenziano il principio di solidarietà e universalità. […] Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Si garantisce la libertà di scelta terapeutica, salvo interventi obbligatori previsti dalla legge (es. vaccinazioni obbligatorie), sempre nel rispetto della dignità umana.

Altri riferimenti costituzionali sono: l’Articolo 3: il principio di uguaglianza implica che tutti i cittadini abbiano pari accesso alle cure, senza discriminazioni e l’Articolo 117: la competenza in materia di sanità è condivisa tra Stato e Regioni. Lo Stato definisce i principi fondamentali e i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), mentre le Regioni gestiscono l’organizzazione e l’erogazione dei servizi sanitari.

L’articolo 32 è alla base del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), istituito con la legge 833/1978, che garantisce assistenza sanitaria universale. Inoltre, la tutela della salute si intreccia con il diritto al lavoro (art. 4) e alla sicurezza sociale, promuovendo la prevenzione e il benessere collettivo.

Oltre alla Costituzione, tanto sbandierata dalla sedicente sinistra, salvo metterla da parte quando fa comodo, c’è anche la competenza dell’Aifa.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) è l’autorità nazionale competente per la regolamentazione dei farmaci in Italia. Opera sotto la vigilanza del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, garantendo autonomia, trasparenza ed economicità. Le sue principali competenze in materia di farmaci includono: autorizzazione all’immissione in commercio (Aic); valutazione della qualità, sicurezza ed efficacia dei medicinali prima della loro commercializzazione in Italia, rilasciando l’Aic in conformità alle normative europee. L’Aifa, inoltre, esamina dossier contenenti dati chimico-farmaceutici, preclinici e clinici, seguendo standard europei (es. Ctd – documento tecnico comune), monitora la sicurezza dei farmaci in commercio attraverso la Rete Nazionale di Farmacovigilanza, gestendo segnalazioni di reazioni avverse (Adr) e collaborando con l’Ema (Agenzia Europea per i Medicinali), supervisiona le attività dei Responsabili di Farmacovigilanza per garantire un monitoraggio continuo.

L’Aifa, e qui siamo ad un punto cruciale che riguarda le farmacie, monitora la spesa farmaceutica convenzionata a livello nazionale e regionale, elaborando dati su consumi e prescrizioni per garantire il rispetto dei tetti di spesa e negozia i prezzi dei farmaci rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e definisce le fasce di rimborsabilità.

Inoltre, l’Aifa:

    • stabilisce il regime di fornitura (es. con ricetta ripetibile, non ripetibile, o senza ricetta) per garantire un uso sicuro e appropriato,
    • gestisce elenchi di farmaci di classe A e H, inclusi medicinali equivalenti e quelli soggetti a monitoraggio,
    • monitora e gestisce le carenze di farmaci, autorizzando importazioni dall’estero o bloccando esportazioni per garantire la disponibilità, 
    • pubblica elenchi di farmaci carenti e propone alternative terapeutiche.

Le disposizioni del Comune di Sesto Fiorentino, non solo violano i diritti costituzionali del cittadino, ma anche le competenze dell’Aifa la quale, guarda caso, autorizza le importazioni dall’estero.

Inoltre, in Italia vietare arbitrariamente farmaci contravviene alle normative che regolano la professione del farmacista, come stabilito dall’Ordine dei Farmacisti e dalla legislazione vigente. Il farmacista è tenuto a dispensare i farmaci prescritti da un medico, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge, come nel caso di farmaci soggetti a restrizioni particolari (es. stupefacenti) o in presenza di prescrizioni non conformi. Il Codice Deontologico dei Farmacisti (aggiornato al 2018) sottolinea l’obbligo di agire nell’interesse del paziente, rispettando le prescrizioni mediche e le normative sanitarie.

Un divieto arbitrario potrebbe essere considerato una violazione deontologica, potenzialmente perseguibile dall’Ordine dei Farmacisti, e potrebbe configurare anche un illecito amministrativo o penale, a seconda del contesto.

Le posizioni del Comune di Sesto Fiorentino in merito ai farmaci di origine israeliana, sottopone i farmacisti a possibili provvedimenti dell’Ordine, il quale dovrebbe obbligatoriamente pronunciarsi in materia.

Esiste poi un ineludibile compito di vigilanza del Ministero della Salute, il quale, infatti, esercita una vigilanza indiretta sulle farmacie attraverso il coordinamento con AIFA, Regioni, ASL/ATS e NAS, definendo normative e monitorando la sicurezza di farmaci e dispositivi medici.

Che dice la Regione Toscana? Che dice l’Asl/Ats di competenza?

Di seguito l’elenco dei farmaci prodotti in Israele e presenti in Italia. Elenco al quale vanno aggiunti la Metaformina (diabete) e il Telmisartan (ipertensione).

Farmaci uno

Farmaci due

Farmaci tre

Quanto ancora potremo sopportare che le esigenze propagandistiche di un certo mondo di quella che impropriamente si definisce sinistra ed è di fatto antistato danneggi il cittadino italiano nei suoi fondamentali diritti?

Autore

  • Redazione

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