Semiotica del cibo – Analisi, metodo, esempi
di Francesco Mangiapane
Carocci editore S.p.A., Roma
L’accostamento tra semiotica e gastronomia ha permesso all’autore di questo saggio fresco di stampa, di ripercorrere la natura socio-culturale della pratica alimentare e della sua ricaduta sulla nostra civiltà.
Il cibo, dunque, ha il potere di rappresentare campi materiali ed immateriali, di sostenere industrie e consumi, di rievocare tradizioni e suggestioni.
Il suo valore simbolico rimane uno dei tratti più significativi, rivestendo un ruolo “modelizzante” come ricorda la bella introduzione al libro del professore Mangiapane dell’Università degli Studi di Palermo.
Il saggio “Semiotica del cibo – Analisi, metodo, esempi” considera sensibilmente la vasta gamma dei sapori, delle tendenze olfattive, del gusto percepito e di quello presunto.
La semiotica, la disciplina che studia i segni e il loro significato, investe sicuramente il comparto alimentare e, quindi, culturale.
Oggi assistiamo ad una semiotica di “ritorno”, che ci ricorda il quadro relazionale che si viene a creare ogni volta con il cibo, ma anche una semiotica “preparatoria” al cibo stesso, quando questo suggerisce il nostro orientamento e la nostra percezione, il nostro riallineamento al presente.
Una percezione che, nel frattempo, si è costruita un suo ordine, ordinario (il cibo quotidiano), oppure extra-ordinario (il cibo della festa).





