Home Cultura “La guerra fredda culturale” di Frances Stonor Saunders

“La guerra fredda culturale” di Frances Stonor Saunders

0
"La guerra fredda culturale" - In copertina Three flags © Jasper Johns, SIAE
"La guerra fredda culturale" - In copertina Three flags © Jasper Johns, SIAE

Autore: Frances Stonor Saunders
Titolo: La guerra fredda culturale
Sottotitolo: Come la CIA ha influenzato l’immaginario europeo
Editore: Fazi Editore
Titolo originale: Who Paid the Piper? The CIA and the Cultural Cold War
Data di pubblicazione: 26/05/2026

Apprendo di un libro che in Gran Bretagna è uscito nel 1999. In Italia arriva adesso, con quasi trent’anni di ritardo.
Si chiama “La guerra fredda culturale” di Frances Stonor Saunders, pubblicato da Fazi Editore. Il titolo originale era più diretto: “Who Paid the Piper?”, ovvero ” Chi pagava il pifferaio?

La risposta, secondo l’autrice, è la CIA.

Secondo la Saunders gli Stati Uniti finanziarono in segreto una vasta rete di iniziative culturali in Europa per contrastare l’influenza sovietica.

Il braccio visibile era il «Congresso per la libertà della cultura», fondato a Berlino nel 1950. La riunione costitutiva era presieduta da Benedetto Croce e preparata dal mio grande conterraneo Ignazio Silone. Tra i delegati italiani c’era pure Altiero Spinelli.

La sezione italiana includeva Adriano Olivetti e Mario Pannunzio. Venivano finanziate, direttamente o indirettamente, riviste come “Il Mondo”, “Il Ponte” – quella fondata da Calamandrei – “Tempo Presente”, “Il Mulino”.

E poi c’è il capitolo sui salotti romani. Marguerite Chapin Caetani, secondo l’autrice una mecenate americana legata a quegli ambienti, dirigeva da palazzo Caetani la rivista “Botteghe oscure”. Quella che promosse Calvino, Moravia, Pasolini, Carlo Levi, Attilio Bertolucci. Suo genero era un ex ufficiale dei servizi alleati specializzato nella guerra psicologica.

La storia, in sé, non è nuova. È la storia classica della guerra fredda “ibrida”: da una parte l’Unione Sovietica con la sua macchina culturale, dall’altra gli USA in chiave anticomunista.

Ora. Se tutto questo fosse vero (anche se mi sembra un tantino forzato su alcuni punti), non potrei che rallegrarmene.

Parliamo di intellettuali che in Italia non hanno avuto vita facile. Non erano allineati al PCI. Alcuni erano fortemente critici verso il comunismo reale. Tanti avevano una visione liberale e libertaria.

Silone era stato espulso dal partito. Pannunzio era il direttore del settimanale più sgradito ai conformismi di ogni colore. Calamandrei era un antifascista che credeva nello stato di diritto. Calvino e Pasolini, ciascuno a modo suo, erano tutto tranne che uomini di apparato. Beh, se la CIA li ha finanziati, evidentemente aveva gusto.

Ma c’è un punto che mi diverte particolarmente. Da anni sentiamo ripetere – con toni da grande inquisitore – il teorema della CIA che, insieme ad ambienti eversivi, avrebbe lavorato per abbattere la Costituzione italiana, da Piazza Fontana fino alle stragi di mafia. Una narrazione bislacca che fa tutto un calderone, che ha anche oggi tenaci promotori.

Ora scopriamo che la CIA avrebbe addirittura finanziato la rivista fondata da Calamandrei. Uno dei padri costituenti. Quello che scrisse “Per i giovani” sulla Costituzione. Quello della “Resistenza”. Stracitatissimo da chi abbatte qualsiasi spirito riformatore.
Mo glielo diciamo a a questi promotori odierni?

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui