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USA – Iran, escalation di guerra

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USA - Iran, escalation di guerra

Trump: “Colpiremo stasera, prenderemo Kharg”

Notte di fuoco in Medio Oriente. Le tensioni tra Iran e Stati Uniti per il mancato accordo sulla fine della guerra aumentano, mentre una pace vera è sempre più lontana.

Il presidente Trump ha annunciato a Fox news il lancio di 49 missili Tomahawk, aggiungendo che i jet americani sono entrati nello spazio aereo iraniano.

Il presidente americano aumenta la pressione, sostenendo che se Teheran non firmerà l’accordo tutta la regione verrà bombardata senza pietà.

Gli Stati Uniti hanno colpito duramente diverse strutture dei Pasdaran e l’area che circonda l’aeroporto Bandar Abbas, vicino lo Stretto di Hormuz. Coinvolte anche Kish, Sirik e Minab. Nelle prime ore di ieri mattina invece, numerose esplosioni sono state avvertite in tutto l’Iran e in particolare nelle città vicino Teheran.

La risposta iraniana non si è fatta attendere. Dopo le parole di ieri di Trump, che si è vantato di aver fatto passare 22 navi piene di barili di petrolio a Hormuz all’insaputa dell’Iran, le Guardie Rivoluzionarie hanno chiuso lo Stretto a tutte le navi, comprese le petroliere e le navi commerciali.

Dopo la chiusura è forte il pressing internazionale per la riattivazione dei negoziati.

Il comandante delle forze aerospaziali delle Guardie rivoluzionarie iraniane Majid Mousavi, ha fatto sapere che l’Iran diventerà un vero e proprio inferno per gli Stati Uniti.

Durante la sua rappresaglia, Teheran ha rivendicato 18 attacchi che hanno coinvolto Kuwait, Bahrein e Giordania. Qui, secondo quanto riporta Al Jazeera, è stata colpita la base aerea giordana di Al-Azraq. Le Guardie Rivoluzionarie hanno usato 12 missili balistici contro aerei da combattimento americani distruggendo F-15, F-16 e F-35.

Diversa la versione del Comando centrale USA, che scrive: “Lo Stretto di Hormuz rimane aperto al transito”.

In una grafica pubblica sul social, Washington afferma che sono stati stabiliti “percorsi sicuri” per le imbarcazioni commerciali che attraversano lo stretto e che tali corridoi sono disponibili per tutte le navi che non violano il blocco imposto nei confronti dell’Iran.

Secondo gli Stati Uniti, negli ultimi due mesi “centinaia di navi” hanno già utilizzato queste rotte, a conferma della possibilità di mantenere aperto il traffico marittimo nonostante le tensioni nella regione.

Il Centcom sottolinea, inoltre, che le forze armate statunitensi sono schierate per difendere la navigazione commerciale da eventuali azioni ostili iraniane e respinge le rivendicazioni di Teheran sul controllo del passaggio marittimo.

Sempre a Fox Trum ha detto: “Questa notte [ieri notte per chi legge] ci saranno altri raid, più massicci, non hanno più difese aree”.

“Non li stiamo colpendo in modo abbastanza duro” – ha aggiunto il presidente USA – affermando che ormai l’Iran è “sottomesso anche se ancora non lo sa”. Inoltre, ha Trump ha ribadito: “La mia preferenza è sempre stata prendere l’isola di Kharg… non so se l’America abbia lo stomaco per farlo”.

Cina, Russia, Turchia e Arabia Saudita hanno esortato le parti in conflitto a dare prova di moderazione, a fermare gli attacchi reciproci e a tornare al tavolo dei negoziati per evitare ulteriori danni all’economia regionale e globale.

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  • Redazione

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