
Stellantis, Ford e la geoeconomia…
Se Stellantis comprasse Ford non sarebbe solo la più grande operazione industriale del settore automobilistico degli ultimi decenni, ma un terremoto geopolitico dai risvolti profondi e imprevedibili. Ford è l’anima produttiva degli Stati Uniti, l’azienda che ha dato forma al capitalismo industriale moderno, la casa della catena di montaggio e del sogno americano a quattro ruote. Un suo passaggio in mani europee, per di più guidato da una regia italo-statunitense come quella di Stellantis, avrebbe il sapore di una conquista, una di quelle che non si fanno con i carri armati ma con le acquisizioni, le sinergie e gli incastri finanziari.
Per Stellantis sarebbe il colpo perfetto: accesso diretto al cuore dell’industria americana, superamento definitivo dei dazi e delle barriere doganali, dominio del segmento pickup e commerciali leggeri negli USA, potenziamento della propria capacità produttiva nei veicoli elettrici e un peso negoziale completamente diverso nei rapporti con Washington e con l’Europa. Il nuovo CEO Antonio Filosa, stabilitosi a Detroit, ha già dimostrato di voler cambiare passo: guida operativa radicata negli USA, squadra manageriale rinnovata, strategia orientata al mercato nordamericano e segnali chiari di leadership assertiva.
In questo scenario i francesi rischiano seriamente di essere messi all’angolo. Nati come “pari” nella fusione PSA-FCA, oggi sembrano perdere peso specifico: Peugeot e Citroën restano forti in Europa ma marginali altrove, mentre Exor comanda, Elkann traccia la rotta e Filosa esegue. Un’acquisizione di Ford da parte di Stellantis segnerebbe la definitiva mutazione genetica del gruppo, che da conglomerato transnazionale diventerebbe un blocco industriale euro-americano, con l’Italia a dettare le mosse strategiche. I sindacati francesi protesterebbero, Parigi potrebbe alzare la voce, ma la realtà è che Stellantis ha già cambiato pelle.
Non è più l’auto della tradizione europea, ma una macchina da guerra industriale globale che guarda a Est per le batterie, a Ovest per il mercato, e al futuro per la tecnologia. Se Stellantis prendesse Ford, non si tratterebbe solo di una scalata: sarebbe la presa di posizione definitiva dell’Europa che non vuole restare spettatrice mentre USA e Cina si spartiscono la nuova mobilità. E i francesi, una volta protagonisti, oggi rischiano di diventare semplici passeggeri.





