
di Alessandro Roazzi
E’ orribile sapere che gli Ucraini ad Instabul hanno chiesto la restituzione di 300 bimbi ucraini ai Russi. Alla faccia della guerra per procura, questa è la rappresentazione più disumana di una guerra vera. Ed è guerra vera come gli Ucraini hanno dimostrato con l’ultima clamorosa azione bellica, che forse frenerà eventuali volontà russe di approfittare dell’estate per fare ciò che Putin pare abbia sempre voluto, piegare l’intera Ucraina ai suoi voleri.
Altrimenti perché rifiutare pervicacemente ogni trattativa vera? Intanto Trump da decisore dopo quel “Putin è’ impazzito” è passato a fare il pompiere con qualche venatura isolazionista. Questa ultima tentazione non avrà vita facile, il Pacifico promette forse un’altra sfida complicata.
L’Europa colpevolmente intanto sta dando spazio ai volenterosi guidati dall’inedito duo Germania-Gran Bretagna che procede perché non esiste una Europa politica reale. Eppure l’Europa non bellicista esiste ma non ha peso, purtroppo. I volenterosi sono una mina vagante, ma dove si è nascosta l’unica alternativa politica possibile oggi: la sinistra europea?
L’Internazional socialista si è riunita, con dentro l’antisocialista Pd, senza lasciare traccia. Da Marx passando per Bakunin, Turati, Matteotti, Nenni e il socialismo europeo fino a Craxi si stanno tutti rivoltando nelle tombe. La sinistra europea andrebbe rifondata dalle fondamenta, spazzando via clan, élite, verdi da giardino pensile che sono tutto meno che sx e tanto meno Europa economica e sociale.
Anche perché il tarlo insidioso del nazionalismo populista avanza. Nel frattempo andrebbe aggiornato il rifiuto alla aggressione russa: servono le sanzioni ancora? Quale proposta di negoziato l’Europa può ancora immaginare? La scelta diplomatica e politica non può’ rimanere sepolta ancora, con gli USA di Trump potrebbe riemergere come sarebbe doveroso.
Certo, senza dimenticare le enormi responsabilità russe sotto la dittatura di fatto di Putin, verso le quali ogni indulgenza è colpevole anche nella ormai utopica dimensione dell’ auspicio di una Europa fino agli Urali che peraltro sotto l’egemonia di Putin sarebbe un incubo crudele.
Ed anche in questo caso manca una aggiornata analisi critica della conduzione russa della guerra, con il tentativo di forzare la guerra, le minacce al Baltico, quelle nucleari, le distruzioni in suolo ucraino sempre più’ agghiaccianti.
Putin non è vittima, anzi in questo ultimo periodo ha dimostrato quanto spietato sia il suo atteggiamento, ma ciò non toglie che per fermarlo si debba affrontare la situazione con realismo e senza attendersi tutte le risposte dai droni…
E qui siamo all’inutile pacifismo: resto convinto che per puntare alla pace il percorso è sempre lo stesso, sporcarsi le mani, studiare i compromessi necessari, sapere che il gioco degli interessi resta predominante, accettare il fatto che se un figlio di…inizia una guerra, per finirla occorrono intelligenti altri figli di…
Dimensione del tutto estranea al pacifismo della domenica. Siamo in bilico ed il futuro non ci sorride.





