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RUSSI E INGLESI SI SFIDANO NEL MEDITERRANEO

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di Carlo Di Stanislao
Il nuovo Grande Gioco: Russi e Inglesi si sfidano nel Mediterraneo
“La storia non si ripete, ma fa rima.” – Mark Twain
La competizione imperiale tra Russia e Regno Unito si sposta dalle steppe dell’Asia Centrale alle acque turbolente del Mediterraneo e del Mar Nero. La guerra in Ucraina, con il coinvolgimento diretto di Londra, diventa la bussola di questo rinnovato Grande Gioco, che ricorda il confronto ottocentesco tra le due potenze. Se il contesto è cambiato, il metodo resta lo stesso: un conflitto ibrido che combina sabotaggio, operazioni clandestine e guerra tecnologica.
Dal Mar Nero al Mediterraneo
Dall’inizio dell’invasione su larga scala da parte di Mosca, il Regno Unito ha attivato il proprio complesso militare-industriale a sostegno dell’Ucraina. Aerei spia RC-135 hanno monitorato le comunicazioni russe, mentre droni Magura V5 e missili Storm Shadow hanno colpito obiettivi strategici. Londra avrebbe anche coordinato la Black Sea Attack Network, una rete di operatori di droni e specialisti militari responsabile dell’affondamento di 23 navi da guerra russe, danneggiando quasi un terzo della flotta del Mar Nero, come dichiarato dall’ex segretario alla Difesa britannico Grant Shapps.
Il Cremlino ha reagito con astuzia, smantellando parte del network anglo-ucraino con tattiche di depistaggio. Ma la battaglia navale si è spostata nel Mediterraneo: negli ultimi mesi, diverse esplosioni hanno colpito petroliere russe o navi commerciali legate a Mosca. A dicembre 2024, la Ursa Major è stata affondata tra Spagna e Algeria; a febbraio 2025, attacchi hanno colpito la Seajewel al largo di Savona e la Grace Ferrum vicino alla Libia, con danni compatibili con mine antiuomo. Se queste azioni non fossero incidenti isolati, potrebbero rientrare in una strategia di guerra asimmetrica volta a interrompere il commercio clandestino di petrolio russo e a scoraggiare gli operatori del settore.
Il fronte del sabotaggio
Le operazioni anglo-ucraine non si limitano alle acque internazionali. Recentemente, un attacco mirato ha colpito soldati russi tramite la manipolazione di visori per droni, esplosi direttamente in faccia agli operatori. E in un intreccio degno di un thriller, alcune fonti ipotizzano un legame tra questa catena di sabotaggi e il misterioso naufragio del superyacht Bayesian al largo di Palermo, nell’agosto 2024. A bordo si trovava Mike Lynch, magnate della cybersecurity britannica e fondatore di Darktrace, società che avrebbe contribuito a disattivare le difese russe nell’offensiva ucraina su Kursk.
Il Grande Gioco continua, e come sempre, cambiano gli strumenti e i protagonisti, ma non la logica della competizione tra imperi.

Autore

  • Redazione

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