Home Cronaca RUBIO, HAMAS NON DEVE PIÙ ESISTERE – PRONTO L’ATTACCO A GAZA CITY

RUBIO, HAMAS NON DEVE PIÙ ESISTERE – PRONTO L’ATTACCO A GAZA CITY

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Come riferisce The Times of Israel, il Segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in Israele, ha affermato afferma che “ogni singolo ostaggio, sia vivo che deceduto”, deve tornare a casa immediatamente e che Hamas “non può più continuare a esistere come elemento armato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo di Israele, ma del mondo”.

Gli abitanti di Gaza meritano un futuro migliore, afferma, ma questo non potrà iniziare “finché Hamas non sarà eliminato e finché tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, non saranno tornati a casa”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha aggiunto Rubio, resta “fermamente impegnato” nel raggiungimento di questi obiettivi.

Rubio ha sottolineato che i missili e il programma nucleare dell’Iran minacciano non solo Israele e gli Stati Uniti, ma anche gli alleati del Golfo e l’Europa e che  un Iran dotato di armi nucleari rappresenta un “rischio inaccettabile” per il mondo.

Rubio ha poi espresso entusiasmo per l’inaugurazione, nella serata di ieri, nella Città di David, di “uno dei siti archeologici più importanti del pianeta”, “che ha un profondo significato per così tante persone negli Stati Uniti” e ha inaugurato ufficialmente una via di pellegrinaggio al Monte del Tempio, risalente all’epoca del Secondo Tempio.

Nel frattempo ieri l’esercito israeliano ha chiuso l’ingresso alla città di Turmus Ayya, a nord di Ramallah, e ha preso d’assalto la città di Deir Dibwan, a est.

Fonti locali hanno riferito che l’esercito di occupazione ha chiuso i cancelli di ferro all’ingresso principale della città di Turmus Ayya, ostacolando la circolazione di migliaia di cittadini nei villaggi e nelle città a nord e nord-est di Ramallah. Nel frattempo, le forze di occupazione israeliane hanno preso d’assalto la città di Deir Dibwan, senza che siano state segnalate incursioni o arresti. 

L’agenzia palestinese Wafa, citando fonti di sicurezza, ha riferito che i soldati “hanno preso d’assalto le zone di al-Ubeidiya, Harmala, Rafidia e Zaatara a est. Le forze israeliane hanno fatto irruzione in diverse abitazioni nella zona di Rakhma, a est. Anche una fabbrica nella zona industriale è stata perquisita”.

In vista dell’operazione israeliana per conquistare Gaza City, Hamas ha spostato gli ostaggi in superficie, in case e tende, per impedire all’esercito di operare in determinate aree, hanno riferito fonti palestinesi a Gaza all’emittente pubblica israeliana Kan.

La madre dell’ostaggio Guy Gilboa-Dalal ha dichiarato di essere stata informata che suo figlio è trattenuto in superficie a Gaza City, dopo che la settimana scorsa il gruppo terroristico aveva pubblicato un video in cui lo si vedeva sul sedile posteriore di un’auto.

Stando a quanto riferito dai media israeliani, che citano fonti militari, centinaia di carri armati, mezzi blindati e bulldozer sono stati ammassati lungo il confine nord della Striscia. L’operazione vedrà in prima linea le unità di fanteria, con il supporto delle brigate già operative ai fianchi della città. Nel frattempo sono stati intensificati i raid aerei e di artiglieria in vista dell’assalto di terra.

Esodo

Intanto sono oltre 300mila i palestinesi che hanno lasciato Gaza City nel mezzo dell’offensiva israeliana volta ad assumere il pieno controllo della città principale della Striscia, hanno reso noto le Idf, secondo cui decine di migliaia di persone si sono unite all’esodo da Gaza City in 24 ore. “Vi esorto, per la vostra sicurezza, a utilizzare Rashid Street e a spostarvi immediatamente nella zona umanitaria di Al-Musawi e nelle aree vuote dei campi centrali”, ha dichiarato il portavoce in arabo dell’esercito israeliano, Avichai Adrai, in un messaggio pubblicato su X. Ha anche sottolineato che “le Idf sono determinate a sconfiggere Hamas a Gaza City e stanno quindi intensificando i loro attacchi”.

L’Esercito israeliano pubblicato i nomi di alcuni funzionari di Hamas che avrebbe chiesto l’autorizzazione a lasciare la Striscia di Gaza per andare in un Paese terzo. Lo riferisce Haaretz, secondo cui tra coloro ai quali è stata negata questa autorizzazione ci sono Mohammad al-Madhoun, ministro del governo di Hamas, i famigliari di Isma’il Ashqar, capo della commissione Esteri e di Sicurezza del movimento, e i famigliari di Alaa el-Din al-Batta, capo di una commissione del governo. E’ stato consentito invece di uscire ad Anwar Atallah, membro del consiglio comunale di Gaza, che ha lasciato la Striscia due settimane fa.

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  • Redazione

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