
RITROVARE I SENTIERI DELL’EUROPA sulla Via tracciata da Mario Bergamo
Autore: Paola Bergamo Editore: Futura Libri Pagine 349
Fresco di stampa, è stato presentato in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino l’opera di Paola Bergamo, Ritrovare i Sentieri dell’Europa sulla via tracciata da Mario Bergamo.
Innanzi a un pubblico molto attento, il libro è stato presentato dal Presidente del Nuovo Giornale Nazionale Professor Augusto Vasselli e dal Generale di Corpo d’Armata Antonio Bettelli.
Entrambi hanno richiamato il testo che tre anni addietro l’autrice aveva scritto con il filosofo salernitano Angelo Giubileo “I Sentieri Interrotti dell’Europa”. Ritrovare i sentieri parte da li e fa uno scatto in avanti proiettandosi nel presente guardando al futuro.
Bettelli, che è l’autore della prefazione al libro, ha posto l’accento sul significato del ritrovamento, asse portante del libro: ritrovamento di un pensiero, quello di Mario Bergamo, che Vasselli ha definito Magistero e che se fosse stato seguito avrebbe cambiato le sorti dell’Italia, magari evitando il dramma del ventennio di dittatura, e avrebbe evitato la successiva costruzione di una Repubblica di fatto partitocratica. Nel contempo avrebbe permesso la costruzione di quella Unione Perfetta, invocata da Mario Bergamo, cioè di un soggetto che avrebbe dovuto nascere necessariamente politico e ben diverso dalla holding finanziaria tutta intenta a perseguire interessi particolari, capace di offrirsi al miglior offerente, abiura e tradimento del sogno europeo dei Padri Fondatori e di Mario Bergamo, che Bettelli ha definito in modo azzeccato fucinatore e compartecipe del messaggio primigenio. Un sentiero interrotto e quindi da ritrovare.
Il riferimento a Mario Bergamo preannuncia quindi la matrice ispiratrice, vale a dire il pensiero politico dell’ultimo segretario nazionale del Partito Repubblicano Italiano all’atto dello scioglimento imposto con la forza dal regime fascista nel 1926. Per quelle circostanze di violenza non solo sociale e politica, ma anche fisica, Mario Bergamo, fu costretto a lasciare l’Italia optando per l’esilio a Parigi. Lo fece insieme ad altri celebri personaggi del panorama politico nazionale dell’epoca, tra i quali Pietro Nenni che Mario Bergamo assistette durante la fuga dall’Italia, finanche portandolo di peso sulle sue stesse spalle.
Bettelli ha sottolineato che Mario Bergamo è l’origine e il fine dell’iniziativa dell’autrice, non solo nel valorizzarne la memoria e il ricordo, ma soprattutto nel ribadirne il pensiero come viatico per la ripresa del cammino interrotto sui sentieri di un’affermazione dell’Europa rispettosa dei canoni di giustizia sociale e di laicismo propugnati dal nonno dell’autrice.
Un’Europa, dunque, che avrebbe dovuto essere economica solo per conseguenza, e non per antefatto, poi divenuto incompiuto nei suoi fini politici e sociali. Un’Europa attenta alla dimensione umana, coerente nei principi di giustizia e di equanimità tra le genti, prodromica alla nascita di un’entità unitaria e coesa, senza colori e senza appartenenze al di là di quelle culturali proprie dei singoli Stati, patrocinatrice del bene comune e scevra d’interessi preminenti nel campo degli affari e della finanza come invece ci appare oggi.
Paola Bergamo nei suoi “Sentieri Ritrovati dell’Europa” diviene quindi guida esperta nel riproporci la visione di Mario Bergamo calandola nelle infinite problematiche della nostra contemporaneità con attenta e profonda disamina sul nostro tempo. Dal Repubblicanesimo Sociale all’Europeismo fino al Mondialismo, il libro si presenta come un manuale di etica del buon vivere e onestà intellettuale. Bettelli nella prefazione all’opera invita a sottolineare il testo studiandolo, usando post-it colorati. Un libro da tenere in tasca in cui vi è la dottrina di un nuovo modo di pensare lontano dal clamore dei dibattiti rumorosi e sensazionalistici per immergersi, di contro nella sostanza di concetti come Giustizia Sociale e Laicismo Integrale.
Vasselli, di grande pregio la sua presentazione al testo, ha sottolineato come Mario Bergamo fosse avanti decenni e decenni rispetto ai suoi contemporanei e come la nipote, non si limiti a ricordarne l’opera ma la utilizzi come soluzione per fronteggiare le sfide della post-modernità. Con opera misurata e nello stesso tempo complessa, Paola Bergamo dimostra come purtroppo sia possibile che una larghissima maggioranza di persone non sia in grado di comprendere gli eventi, non ascolti chi li analizza e cerca di spiegarne la portata, sperando che chi ha le leve del comando possa richiamarvisi.
L’autrice, nel proprio intervento al Salone del Libro di Torino, ha rimarcato il suo profondo europeismo e il suo più autentico spirito federalista europeo sottolineando che tuttavia è inimmaginabile ne sia possibile una realizzazione tra tutte le Nazioni che compongono la Ue nata e rimasta mercatale, ingigantita ma nano politico.
Il libro tocca molti temi che vanno dallo stato di salute della democrazia agli scenari di guerra in essere nello scacchiere mondiale passando per globalizzazione e de-globalizzazione, capitalismo ricchezza e povertà.
Il testo contiene un prezioso contributo del Filosofo Angelo Giubileo “La città degli Uomini”, e la splendida postfazione del Professor Piero Di Nepi che scomoda addirittura Dante Alighieri con “L’averti fatto parte per te stesso”. Ritrovare i sentieri dell’Europa contiene una silloge, “fatti, eventi, analisi”, una raccolta degli articoli di Paola Bergamo, scritti per lo più in chiaro ma anche sotto pseudonimo e per necessità, pubblicati negli ultimi 4 anni dal Nuovo Giornale Nazionale, toccando molte delle tematiche richiamate e approfondite nel libro.





