
Vorrei aggiungermi, una volta tanto, al coro che contesta Meloni perché il Governo ha impugnato la legge regionale Toscana (n. 30 del 18 giugno 2025) con riferimento alla promozione di un salario minimo orario non inferiore a 9 euro lordi per i lavoratori impiegati negli appalti pubblici ad alta intensità di manodopera. Ma gli elementi per capire cosa avrebbe voluto definire la Regione e la fondatezza dell’impugnativa sono oscurati da un mare di polemiche: quelle che normalmente nascondono la mancanza di serietà degli argomenti da discutere. E se non capisco non mi unisco a cori: ma solo mi chiedo “cui prodest” una battaglia sul nulla. E ho dubbi sul perché della virulenza della discussione.
Salto le perplessità a proposito del fatto che questa disposizione passa sopra contratti di lavoro regolarmente stipulati. Salto le perplessità per una norma che riguarda solo alcuni lavoratori e non tutti, con connessi dubbi legali. E su molto altro. Vado a quella che mi colpisce di più: quando si parla di 9 Euro l’ora si parla di retribuzione lorda, quella in busta paga, o di netto? E quando si parla di ore a quale si farebbe riferimento: a quelle teoriche, a quelle contrattuali, solo a quelle dei full-time; oppure a quelle effettivamente lavorate, come la lettura del testo farebbe supporre.
La questione non è di poco conto. Tra le caratteristiche delle attività ad alta intensità di lavoro vi è quella che ogni assenza di un lavoratore va coperta con altro lavoratore: e così per le ferie, le malattie, i permessi, i congedi, la legge 104 e qualche altro – non pochi – motivi di assenza retribuita. Vale per la guardiania armata e non armata, per le attività di accoglienza, per il lavoro di gestione degli eventi, per il portierato, per molte di quelle della logistica. Per queste, ed altre attività, la mancanza di un operatore non comporterebbe un più o meno giustificabile ritardo nella conclusione dei lavoro, ma la sua non esecuzione. Dunque quell’ora di lavoro va immediatamente comunque coperta. Con le conseguenze organizzative ovvie. Definire dunque a quale “orario” si riferisca l’ipotesi toscana è essenziale almeno quanto a cosa si riferiscano i 9 Euro..
La variazione di costo aziendale – e di prezzo congruo di offerta per i lavori – varia enormemente: se i 9 Euro fossero lordi e l’orario al quale si fa riferimento fosse quello teorico mensile (168-172) si darebbe luogo ad una retribuzione lorda media di circa 1,530 € ed un costo aziendale (si aggiungono scatti di anzianità, 13°, 14°, TFR, festività nazionali, assenze di qualsiasi tipo, contribuzione INPS e INAIL, IRAP, oneri accessori) mediamente di oltre 18 Euro/per ora lavorata che renderebbero congrua un’offerta mai inferiore ai 22-24 €/ora. Giusto. Ma chiederei di controllare i contratti in essere per capire cosa significa; ed aggiornare i costi per i nuovi appalti.
Ma se i 9 Euro lordi si riferissero alle ore effettivamente lavorate (mediamente intorno alle 1.744/anno nel caso di 40 ore di lavoro settimanale) si darebbe luogo ad un costo aziendale dimezzato rispetto a quello indicato prima; ed una retribuzione netta inferiore a 1.300 €/ mese, comprensiva dei ratei di 13a e 14° e cioè al disotto della soglia di povertà di coppia 2024. Ovviamente per un full-time: figura che, in questo tipo di lavoro, è quasi una eccezione. Per i part-time, si andrebbe mediamente intorno a 1000 €/mese o poco più. A me sembrerebbe in verità una battaglia per niente significativa ed anzi, essendo un provvedimento di legge su una materia non propria delle leggi, ma dei corpi intermedi, sarebbe un ben triste precedente averli “scavalcati” con questo risultato.
Vi ho “rotto” con qualche conto che si sarebbe dovuto fare, ma soprattutto spiegare. “Manco pe’ niente”. Dunque l’indeterminatezza regna sovrana e, come sempre, sulla confusione e nella confusione vi è ampio spazio per aprire una battaglia che è solo “politica” (virgolette d’obbligo) che serve a riempire di titoli i mass media ed impegnare, con un po’ di polemiche e poi accuse e poi strumentalizzazioni ed infine odio tra schieramenti, la coscienza di cittadini senza arrivare alla realtà delle cose.
Che allo stato è chiaro solo su un punto: i 9 Euro/ora sono la stessa cifra indicata nella proposta di salario minimo. E non è un caso. E’ strumentalità. Altrimenti non si sarebbe entrati da elefanti ignoranti, come è stato fatto, in una materia delicata come questa.





