
di Giulio Galetti
(questa non é una riflessione che esalta l’operato dell’attuale esecutivo per il quale nutro serie riserve a cominciare dalla strombazzata riforma della giustizia, per finire con le mancette demagogiche piú o meno balneari)
Ció premesso… L’agenzia di rating Moody’s ha rivisto al rialzo l’outlook sull’Italia. Pur confermando il rating a Baa3, (sarebbe stato impossibile alzarlo, con euro 47.350 di deficit pubblico pro-capite, ovvero il piú alto dell’Occidente) MOODY’S ha alzato l’outlook da “negativo” a “stabile”.
In realtà questa decisione arriva dopo un’altra decisione discussa e giudicata molto prudente, all’indomani della caduta del governo Draghi, circa 16 mesi orsono. A governo Meloni appena insediatosi nel luglio 2022, MOODY’S si era spinto oltre rispetto alle due illustri “sorelle” S&P e Fitch, che avevano lasciato immutato il rating italiano e anche l’outlook, in attesa di verificare i provvedimenti che sarebbero stati varati.
Le prospettive sul debito sovrano dell’Italia, hanno spinto oggi MOODY’S a riconsiderare la sua decisione, riallineandosi alle altre società che valutano il rischio paese. E questo é avvenuto pur in presenza di un rallentamento dell’economia evidenziato nei rapporti.
É una notizia in controdenza alle aspettative dei tanti (troppi) profeti di sventura che già pregustavano una debacle da loro stessi annunciata.





