Home Politica estera RASSICURATORI, CAZZARI, CIALTRONI E NAZISTI NASCOSTI

RASSICURATORI, CAZZARI, CIALTRONI E NAZISTI NASCOSTI

0

In un articolo sarcastico, che è pubblicato su questo stesso numero del Nuovo Giornale Nazionale, S.M. scrive dei cazzari, mettendo a nudo alcune radici degli stessi che, guarda caso, fanno pensare a disegni mai del tutto accantonati e negli ultimi trent’anni di nuovo usciti, sotto mentite spoglie, alla ribalta.

In questi giorni abbiamo assistito a qualcosa che non si capisce se attribuire ad un varietà di pessimo gusto, ad un circo di periferia o a un manicomio.

Sicuramente siamo di fronte ad un trasformismo frenetico, che sembra il frutto di alienati.

Il ReArmEurope (leggi riarmo della Germania sotto mentite spoglie), essendo troppo d’impatto è stato trasformato in Readiness 2030, data fatidica. Readiness sta per prontezza. Saremo pronti nel 2030. Oggi che facciamo? Spettacolo con il kit anti tutto, possibilmente importato dalla Cina, visto che ha una capacità produttiva non indifferente. Kit and Kate. Siamo nei cartoon.

 Kit and kate

I “volonterosi”, visto che sono pochi e anche svogliati, sono stati rinominati “rassicuratori”, in perfetta sintonia con la psycological operation in atto. Prima ti assalgo con una propaganda bellicista che ti impaurisce, dicendoti che la Russia del malefico Putin vuole conquistarti, toglierti la libertà, mandarti in Siberia in un gulag, poi ti consiglio un kit salvavita per 72 ore e, infine, ti propongo l’esercito dei rassicuratori, nuovi soggetti professionali della psichiatria del manicomio europeo.

La forza di rassicurazione, secondo il presidente francese Emmanuel Macron, opererà “in aria, terra e mare”.

L’inno è già pronto, con evidenti arrangiamenti.

“Centurie, coorti, legioni,
in piedi chè l’ora suonò”!
Vincere! Vincere! Vincere!
E vinceremo in cielo in terra in mare!
E’ la paroloa d’ordine
d’una suprema volontà
Vincere! Vincere! Vincere!
ad ogni costo! nulla ci fermerà.!
I nostri cuori esultano
nell’ansia di obbedir!
Le nostre labbra giurano:
o vincere o morir!

Per gli aspetti musicali https://www.youtube.com/watch?v=O61Qfw_M3Wo

A ben guardare la logica è sempre la stessa. Macron vuol vincere in cielo in terra e in mar, come l’Italia di Mussolini che mandò al fronte i carri armati di cartone, in Libia i soldati con il pastrano e in Russia con le pezze da piede a contrastare il gelo.

Il fatto che ci sia confusione mentale è nelle diversità che continuano a contraddistinguere i Paesi che, con pazienza (troppa) continuano a seguire Macron e Starmer nelle loro comparsate.

I rassicuratori non saranno una forza di peacekeeping, non opereranno sul fronte, saranno presenti in aree strategiche (quelle economicamente interessanti?). Vai a capire.

Solo follia? Solo trasformismo? O dietro le quinte si agita altro, ben mascherato dalle evoluzioni circensi dei due funamboli di Londra e di Parigi?

Poniamoci alcune domande.

Da dove nasce il protagonismo del Regno Unito nella guerra in Ucraina? Per quale motivo Londra, assieme a Parigi, insiste nel voler essere presente in Ucraina, al di fuori di NATO e Ue, con i “volonterosi”, ora rinominati “rassicuratori”?

Quanto nazismo c’è dietro al riarmo della Germania, in procinto di trasformarsi nel V Reich?

Quanto nazismo c’è dietro al IV Reich economico tedesco travestito da Unione Europea?

Domande interessanti alle quali una possibile risposta la troviamo in un’intervista della giornalista americana Kim Iversen a Kit Klarenberg, giornalista britannico e uno degli autori del sito The Grey Zone (https://thegrayzone.com/), che ci viene offerta in un video di Roberto Mazzoni, giornalista indipendente che ci informa dalla Florida.

Il progetto Alchemy e il nazismo mai davvero finito in Europa, ma accolto nelle strutture statuali dei Paesi occidentali, sono gli argomenti pungenti dell’intervista che vale la pena di vedere per intero nel video di Roberto Mazzoni (https://mazzoninews.com/2025/03/28/progetto-alchemy-parte-3-mn-320-lesercito-segreto/).

Kit Klarenberg spiega: “Nel progetto [Alchemy,ndr] sono coinvolti solo militari britannici e membri dei servizi segreti britannici, ma troviamo anche, molto stranamente, diversi accademici, alcuni dei quali hanno un’impronta pubblica piuttosto considerevole …. In effetti, pare proprio che questa cabala, questa cellula segreta creata dal Ministero della Difesa britannico abbia avuto un’enorme influenza sul modo in cui la guerra per procura in Ucraina è stata perseguita dalle potenze occidentali”.

Approfondendo la questione ucraina, Kit Klarenberg, afferma che “naturalmente gli Stati Uniti sono direttamente coinvolti attraverso il National Endowment for Democracy, l’organizzazione di facciata della CIA che è stata responsabile del colpo di stato del Maidan. anche se la gente si è dimenticata del fatto che, pur rimanendo sulla scia del Maidan, il noto pacifista Barack Obama, si è comunque rifiutato di intensificare l’escalation in Ucraina. In effetti, ha riconosciuto che l’Ucraina era un interesse geopolitico fondamentale della Russia e non degli Stati Uniti. Quindi non ha fornito un sostegno significativo al governo ucraino che è stato insediato dopo il colpo di stato del Maidan, per paura di aggravare la situazione con un’escalation militare. Gli inglesi, invece, non si sono fatti alcuno scrupolo nell’addestrare unità paramilitari che hanno continuato a commettere orrende atrocità contro la popolazione civile del Donbass, tra il 2014 e il 2022. E non hanno avuto scrupoli nemmeno nell’addestrare gli ucraini controllati dal governo di Kiev alla tortura, oltre che a compiere omicidi e attacchi terroristici contro altri ucraini in territorio ucraino, durante questo intero periodo che ha preceduto la guerra vera e propria e che, come ben sappiamo, è durato addirittura otto anni”.

Affermazioni pesanti.

A proposito del National Endowment for Democracy si capisce il motivo per il quale Donald Trump lo sta azzerando assieme al fratello gemello UsAid.

La giornalista americana Kim Iversen chiede, ovviamente, lumi su Alchemy: “Quale ne sarebbe la motivazione? Nel tuo articolo, scrivi della manipolazione dell’opinione pubblica e dici che, al fine di mantenere il sostegno dei cittadini britannici alla guerra, il Progetto Alchemy ha pianificato specifiche campagne di propaganda, così da giustificare l’aumento dei prezzi e il calo del tenore di vita in Gran Bretagna. Quindi, basandosi sui documenti che avete scoperto, questa gente dava per scontato che gli inglesi ne avrebbero sofferto. Sapevano fin dall’inizio che tutti avrebbero sofferto a causa di questa guerra. Voglio dire, che senso aveva cercare di destabilizzare la Russia e l’Ucraina, sapendo che ciò avrebbe portato non solo a una crisi per gli inglesi per quanto riguarda l’abbassamento degli standard di vita, perché ci saranno tagli alla fornitura di gas oppure altri problemi commerciali”.

“Nella Prima e nella Seconda guerra mondiale – insiste la giornalista americana -, gli inglesi erano contro la Germania, non erano nemici della Russia. Di fatto, la Russia era una loro alleata. E guardiamo alla forza dell’economia tedesca nei nostri giorni, che è ancora notevole. Quando cerchiamo di ricavare una logica da tutto questo, vediamo che non ci sono più stati tentativi di far crollare la Germania. Quindi perché mai dovrebbero voler far crollare la Russia. E il ragionamento che ci pongono è che non vogliono che la Russia cresca fino a diventare una forza potente capace di conquistare l’Europa. Ma erano i tedeschi che, in realtà, avevano cercato di conquistare l’Europa. L’economia tedesca è stata invece ricostruita completamente e la Germania ha ora un ruolo importante in Europa, a meno che non si arrivi al segreto profondo, alla vera cabala, e si scopra che si tratta ancora dei nazisti, che non se ne sono mai andati, e che stanno ancora governando la Germania, e che stanno ancora cercando di conquistare l’Europa, e che ancora vanno a caccia dei russi. Questa sarebbe l’unica spiegazione che avrebbe senso per me. Magari abbiamo assorbito tutti i nazisti nell’Occidente, e loro ce l’hanno ancora con la Russia, ma ora si nascondono nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Argentina, il che è in realtà abbastanza probabile. Altrimenti non capisco il ragionamento. Quale pensi che sia la ragione per voler fare tutto questo quando danneggia tutti in Europa e tutti in Russia? Che senso ha?”.

Domande inquietanti, che arrivano però al nocciolo dei problemi e a quel che si nasconde dietro le quinte di tutte le evoluzioni circensi anglo francesi ed europee.

Ecco cosa ne pensa Kit Klarenberg di The Grayzone: “Quello che tu hai detto è una componente enorme. è assolutamente vero che la propaganda nazista e le strutture di intelligence naziste sono state integrate completamente nella CIA, nell’M I 6, vale a dire nel servizio segreto britannico, oltre che nell’intelligence della Germania Ovest e della NATO e ne sono diventati una componente stabile. Quindi questa è una prima spiegazione. Ma hai anche detto che la Russia era dalla stessa parte della Gran Bretagna nella Seconda guerra mondiale. In realtà, si dice che Churchill abbia proclamato ‘Abbiamo macellato il maiale sbagliato’, dopo la sconfitta della Germania nazista. Perché, in realtà, benché non se ne parli mai veramente nei media mainstream, storicamente la Gran Bretagna ha avuto per lungo tempo una profonda rivalità e una profonda inimicizia nei confronti della Russia. Le élite britanniche hanno coltivato una vera e propria russofobia. Per tutto il 1800, la Gran Bretagna e la Russia sono state impegnate in quello che era noto come il Grande Gioco, che era effettivamente una Guerra Fredda che ha preceduto la Guerra Fredda che tutti noi conosciamo. Già all’epoca, gli inglesi usavano eserciti per procura e azioni spionistiche per tentare di limitare l’influenza russa in Asia centrale, perché temevano che la Russia conquistasse territorio oppure influenza in India, che, all’epoca, era il fiore all’occhiello dell’Impero britannico, vale a dire la sua componente più redditizia. Inoltre, i russi sono sempre stati, storicamente, un alleato degli americani. Li hanno sostenuti durante la loro guerra d’indipendenza contro l’Inghilterra e sono stati dalla parte dei nordisti durante la guerra civile, quando la Gran Bretagna sosteneva invece i sudisti. Quindi i russi sono sempre stati un grande fattore di irritazione per il dominio globale britannico, anche quando erano governati dagli zar, che facevano parte della stessa famiglia reale britannica. E per giunta il fatto che i comunisti, nel 1917, giustiziarono i membri della famiglia dello zar russo rappresenta un evento imperdonabile per la famiglia reale britannica che aveva legami di sangue diretti con lo zar. Da allora la Gran Bretagna ha sempre coltivato ogni genere di fantasie sulla disgregazione della Russia”.

“Penso – continua il giornalista inglese – che, dato che la Russia è seduta su tutte le risorse naturali del mondo, la Gran Bretagna voglia demolire la nazione russa al fine di potersele accaparrare.E se c’è un governo forte in Russia, allora questo non può assolutamente accadere. Negli anni ’90, Boris Eltsin è stato un dittatore brutale che ha supervisionato un completo collasso della società, l’ascesa del crimine organizzato e degli oligarchi, mentre l’Occidente non diceva nulla perché ciò permetteva agli interessi finanziari occidentali di stuprare e di saccheggiare la Russia. Putin ha impedito loro di farlo e quindi è diventato il loro nemico per eccellenza, il cattivo che deve essere assolutamente sconfitto e destituito a tutti i costi. E lo ripetono continuamente in questi documenti relativi al progetto Alchemy, la cui finalità consiste nel provocare la fine di Putin, nel liberarsi di Putin. E poi, una volta che ciò accadrà, potremo accedere all’energia russa e potremo integrare la Russia nelle strutture finanziarie occidentali, vale a dire, avere il paese smembrato dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, e tutte le sue risorse vendute, che è esattamente quello che è successo in Ucraina dopo il colpo di stato del Maidan. Il governo nazionalista ucraino ha firmato ogni sorta di accordi con le principali società statunitensi come la Monsanto. L’Ucraina ha un’enorme quantità di terra coltivabile e un’enorme quantità di risorse naturali. E i governi ucraini post-Maidan hanno consentito all’Occidente di saccheggiare tutte quelle risorse. Vogliono ripetere la stessa identica operazione, ma in scala molto più ampia, nella Russia vera e propria”.

E qui casca l’asino e si capisce la frenesia con la quale gli inglesi, con al seguito i francesi, vogliono essere i rassicuratori. Il perché è che Donald Trump imponendo un accordo a Kiev sullo sfruttamento delle risorse ucraine toglie all’Inghilterra e alla Francia il “malloppo” e, trattando con Putin, smonta ogni possibile idea di conquista della Russia.

L’amministrazione Trump, stando alle indiscrezioni di Bloomberg News vuole avanzare una richiesta senza precedenti nei negoziati con l’Ucraina: il “diritto di prima offerta” su investimenti in progetti infrastrutturali e nello sfruttamento delle risorse minerarie dell’Ucraina, compresi petrolio e gas e le infrastrutture energetiche.

Secondo le indiscrezioni, la clausola garantirebbe agli Stati Uniti la prelazione su contratti strategici, dall’energia alle grandi opere, prima che siano aperti ad altri investitori stranieri. Una mossa che, se confermata, rafforzerebbe l’influenza di Washington sull’economia ucraina con l’evidente massa all’angolo dei Paesi europei e, in primis, della Francia e dell’Inghilterra.

Un punto chiave della nuova proposta prevede che le imprese ucraine contribuiscano a un fondo di investimento congiunto Usa-Ucraina, che sarebbe gestito da un consiglio di amministrazione composto da cinque membri. Secondo la bozza del documento, la U.S. International Development Finance Corporation (DFC) avrebbe il controllo del fondo per gli investimenti in Ucraina, nominando tre dei cinque membri del consiglio di amministrazione e detenendo una golden share, che le conferirebbe diritti di voto speciali per bloccare determinate decisioni. L’Ucraina nominerebbe gli altri due membri, ma non potrebbe intervenire nella gestione quotidiana del fondo. 

terre rare ucraina

Il governo di Kiev sarebbe obbligato a destinare il 50 per cento dei ricavi derivanti da nuovi progetti infrastrutturali e dallo sfruttamento delle risorse naturali al fondo per la copertura delle spese statunitensi dall’inizio della guerra, mentre gli Stati Uniti avrebbero diritto all’intero profitto più un rendimento annuo del 4 per cento fino al recupero del loro investimento. Kiev, inoltre, non potrebbe offrire a terzi i progetti respinti dal fondo a condizioni significativamente migliori per almeno un anno.

Ecco dove cadono i rassicuratori, sul rassicurare i loro interessi che si vedono sfuggire di mano.

Non manca, in queste mosse sullo scacchiere europeo, che per gli Usa è solo un piccolo pezzo del puzzle mondiale, una sortita che, vista così sembrerebbe una sorta di rivendicazione inglese della proprietà sulla ex colonia Usa. O viceversa?

Un semplice post su Truth Social, Donald Trump ha riaperto un dibattito che sembrava destinato a rimanere una barzelletta.

Il presidente Usa ha condiviso un articolo del Daily Mail secondo cui Re Carlo III starebbe valutando l’ipotesi di offrire agli Stati Uniti un’associate membership nel Commonwealth delle Nazioni. Il commento del Presidente è stato lapidario quanto suggestivo: “I Love King Charles. Sounds good to me!” [Adoro il re Carlo. Mi sembra una buona idea, ndr]

Ma gli Stati Uniti possono davvero entrare nel Commonwealth? Le linee guida non escludono questa possibilità. L’adesione richiederebbe: accettazione dei valori democratici, dei diritti umani e del multilateralismo (tutti formalmente presenti nella Costituzione americana); impegno verso buona governance, legalità e sviluppo equo; riconoscimento simbolico di Re Carlo III come capo del Commonwealth (senza implicazioni costituzionali); partecipazione a istituzioni come la Commonwealth Foundation e cooperazione con la società civile.

La domanda finale è: chi sarebbe il vero dominus del Commonwealth? Non certamente l’Inghilterra che economicamente e militarmente è ormai nessuno.

Starmer e Macron si agitano, vogliono fare i rassicuratori, ma sul lettino dello psicanalista e anche su quello dell’esperto economico finanziario ci sono loro, perché The Donald se li sta arrostendo.

 Per quanto riguarda al von der Leyen, non pervenuta. Della tedesca e della sua Unione Europea a Washington pare non abbiano l’indirizzo e nemmeno il numero di telefono.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui