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QUELLE TESTE DI BAMBINI, MASSACRO PIANIFICATO

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Nel kibbutz teste di bimbi e neonati mozzate da Hamas.

L’orrore sovrasta ogni possibile scusa. Qui siamo di fronte alla bestialità, al nazismo redivivo, all’odio che si trasforma in carneficina, a un massacro pianificato.

I terroristi di Hamas si sono comportati esattamente come quelli dell’Isis e delle altre formazioni estremiste islamiche, ma con un furore moltiplicato e alimentato da una preparazione militare che non lascia pensare ad altro che ad un piano di genocidio.

Nel Kibbutz Kfar Aza, vicino al confine con Gaza, nel sud di Israele, i soldati ieri hanno affrontato la bestialità dei miliziani di Hamas mentre rimuovevano i corpi delle vittime, tra cui circa 40 neonati e bambini piccoli, alcuni con la testa mozzata.

Sempre ieri, come riferisce i24News, emittente israeliana, la stampa è stata invitata a esaminare la scena della devastazione a Kfar Aza, la comunità massacrata dagli infiltrati terroristi di Hamas, mentre l’IDF continuava a rimuovere i corpi delle vittime dalle case in cui sono stati assassinati.

“Non è una guerra, non è un campo di battaglia, è un massacro”, ha detto alla stampa il generale di Divisione dell’esercito Itai Veruv. “Vedi i bambini, la madre, il padre, nelle loro camere da letto, e come i terroristi li hanno uccisi – ha aggiunto -. E’ un massacro, un atto di terrorismo, qualcosa che non ho mai visto nella mia vita, che hanno visto i nostri nonni nei ‘pogrom’ ma non nella storia attuale”.

La Striscia di Gaza si trova a meno di un quarto di miglio di distanza.

L’orrore è messo davanti agli occhi del mondo, ma c’è un aspetto di questo orrore che va sottolineato: la pianificazione.

Non siamo di fronte ad un gruppo di terroristi impazziti, ma ad attacchi pianificati sin nei minimi particolari e coordinati secondo regole che fanno pensare, come pensano del resto gli analisti militari, ad un lungo periodo di pianificazione, di istruzione, di addestramento.

Tutto questo non può essere avvenuto all’interno della Striscia di Gaza, dove l’intelligence israeliana avrebbe potuto porre occhio, ma in qualche altro luogo, con la direzione di chi ha i mezzi, gli strumenti, le capacità per addestrare e pianificare.

L’orrore, pertanto, è frutto di un piano; è un orrore pianificato.

Un orrore pianificato che ci riporta direttamente alle SS, ai campi di sterminio, alle logiche naziste.

Per questo orrore non ci sono scuse e c’è solo una risposta: Norimberga.

Sarebbe interessante capire cosa ne pensa la Corte penale internazionale.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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