L’Italia e l’Europa rigurgitano di persone adulte, benestanti e un po’ narcisiste che per fare bella figura e sentirsi membri della “parte del bene”, si riempiono la bocca di grandi e nobili principi (condivisi da tutti) e, in loro nome, promuovono per ogni problema e di continuo piccole e grandi operazioni di spesa pubblica. “Intervenga lo stato” – dicono. “Tanto paga lo Stato” – pensano come se non dovesse pagare nessuno. Ma alla fine qualcuno paga. Chi?
Sono sempre pronti ad appoggiare gigantesche spese pubbliche in nome di grandi principi e promettendo facili vantaggi materiali e morali (ci mancherebbe), che – secondo loro- sarebbero “dietro l’angolo della nuova spesa”, ma che non arrivano mai.
Mostrano di pensare che lo Stato possa spendere e spandere all’infinito, ma non si chiedono mai chi alla fine pagherà il conto di quelle operazioni che chiamano (senza esserlo davvero) “keynesiane” (Keynes era una persona seria e raccomandava un equilibrio, nel medio periodo, dei conti pubblici).
Si rendono così complici dei calcoli di quei politici irresponsabili che mirano solo a comprare facili consensi e voti di chi vota oggi (gli adulti, specie se benestanti e narcisisti) con soldi, risorse e possibilità dei ceti popolari e medi e soprattutto di di chi oggi non vota (i minori, inclusi i neonati, e le future generazioni). Sono soprattutto questi ultimi che pagheranno prima o poi il conto con tasse, declino economico, inflazione, recessione e possibilità frustrate e negate.
Il gioco – che per essere chiari è immorale, demagogico e anti-democratico- si ripete da tempo ed è stato ampiamente praticato, nel silenzio omertoso dei giornali e delle TV, sia da governi di centro-sinistra, sia di centro destra del passato ed è una delle cause del declino italiano ed europeo.
Ultimi esempi sono i giganteschi incentivi alla cosiddetta transizione verde e il superbonus del 110%. Ora il gioco si sta ripetendo con i progetti di riarmo che vengono giustificati con l’incombenza di una presunta minaccia russa alle porte.
In particolare in Italia vi ci si è abituati ed avvezzi al punto che tante persone, soprattutto benestanti e narcisiste, molti anche in buona fede, nemmeno si rendono conto della sua scelleratezza.




