
Il presidente russo Vladimir Putin ha suggerito che a causare lo schianto dell’aereo privato di Evgenji Prigozhin lo scorso agosto non sia stato un attacco “esterno”, ma l’esplosione di una granata a frammentazione all’interno dell’abitacolo.
Durante uno dei suoi interventi al Forum Valdai di Sochi, il presidente russo ha affermato che frammenti di una bomba a mano sono stati rinvenuti dagli investigatori sui corpi delle vittime dello schianto, costato la vita a Prigozhin e ad altre nove persone a bordo del velivolo.
“Il presidente della commissione investigativa ha presentato un rapporto pochi giorni fa secondo cui frammenti di bomba a mano sono stati rinvenuti nei corpi delle vittime. Non c’è stata alcuna influenza esterna sull’aereo, è un fatto acclarato”, ha detto Putin, che ha lamentato l’assenza di test tossicologici sui resti delle vittime dello schianto.
Il presidente russo ha ricordato infatti che dopo il golpe di 24 ore del gruppo paramilitare Wagner, lo scorso giugno, nell’abitazione di Prigozhin erano stati sequestrati ingenti quantitativi di droga e denaro in contanti. Il capo dello Stato ha aggiunto inoltre di aver condiviso queste informazioni pubblicamente in quanto verificate dalla commissione investigativa come “fatti acclarati”.
Dopo lo schianto dell’aereo privato di Prigozhin, fonti di diverse agenzie d’intelligence occidentali avevano ipotizzato che il velivolo fosse stato sabotato e abbattuto per ordine dello stesso Putin: dopo il golpe dei paramilitari Wagner, infatti, il presidente russo avrebbe definitivamente bollato come traditore Prigozhin, un tempo suo strettissimo collaboratore. Il Cremlino ha categoricamente negato qualsiasi coinvolgimento nell’incidente.





