Home Politica estera POLONIA, EUROPA, DEMOCRAZIA

POLONIA, EUROPA, DEMOCRAZIA

0

di Valter Vecellio
 
In Polonia il candidato dell’estrema destra sovranista sia pure di stretta misura, ha sconfitto il candidato liberale, sostenuto dalla coalizione di governo di Donald Tusk. La destra nazionalista torna al potere, dopo la parentesi del governo centrista della Coalizione Civica. Il nuovo presidente è un nazionalista conservatore, la sua campagna elettorale ha avuto un tono marcatamente populista e nazionalista: lo slogan “Prima la Polonia, prima i polacchi” ha ricalcato apertamente l'”America First” di Donald Trump.
Il suo successo, costruito sull’onda di una retorica identitaria e sulla crescente disillusione verso l’Unione Europea, riflette una polarizzazione sempre più marcata non solo all’interno della Polonia, ma anche nel contesto più ampio dell’Europa centro-orientale. Un risultato destinato a ridefinire i rapporti di Varsavia con Bruxelles, Berlino e Kiev, e potrebbe anche rafforzare l’asse con l’attuale presidente degli Stati Uniti.
Da queste elezioni si ricava l’ennesima conferma: affrontiamo, forse senza renderci ben conto, un’era di transizione, un secolo di frontiere, divisione, guerre e la globalizzazione futura. È l’èra della Parola. I politici non offrono nuove, valide soluzioni; cosí i dèmoni del passato si risvegliano e offrono le loro soluzioni dimostratesi errate e pericolose già nel passato.
Tre elementi sono cruciali, necessari a una democrazia.
La democrazia si basa sull’equilirio tra le leggi, il comportamento della società e il benessere medio dei cittadini. Per quel che riguarda il primo punto, le basi legali della democrazia sono costamente minacciate. Spesso annichilite. Quanto al comportamento della società verso lo Stato di diritto e le regole democratiche la situazione presenta una quantita’ di serie problematiche. Quanto al terzo elemento, le nostre società non sono abbastanza prospere e questo è un problema perché solo chi è relativamente prospero può permettersi una vita libera.
Occorre che l’Europa, la Ue e tutte le persone preoccupate per democrazia e libertà comincino a lavorare duramente, altrimenti non ce la faremo. Non possiamo evitare il confronto con populisti e demagoghi sul futuro del nostro continente e del mondo; abbiamo argomenti migliori, dobbiamo dimostrare a chi e’ contrario a globalizzazione e integrazione europea e ai cittadini che la nuova èra dell’intelletto, dell’informazione e della globalizzazione rende necessarie piú integrazione, piú strutture e organizzazioni comune, non meno; non possiamo rinchiuderci nelle piccole frontiere nazionali. Se respingono la globalizzazione rifiutano l’intera tendenza del progresso tecnologico che rende il mondo piú unito di sempre.
Dobbiamo rinnovare le nostre istituzioni, non chiuderci in frontiere e meschini egoismi.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui