
di Massimo Mattolini
PHILOSOPHIA PERENNIS Introduzione al Perennialismo di Antonio D’Alonzo, edizioni Effigi
L’incipit è opportunamente dedicato a circoscrivere l’origine e a definire la Philosophia Perennis, ovvero la Tradizione. Il perennialismo si dirama in numerosi rivoli. Ma gli autori perennialisti (in particolare Guenon, Coomaraswamy, Evola, Schuon) pur con le loro spiccate differenze condividono degli assunti basilari:
esiste una Tradizione Primordiale che è la radice, la madre, di tutte le numerose tradizioni particolari;
vi è un rifiuto netto, drastico di tutto il pensiero moderno, perché assolutamente nemico della Tradizione;
l’epoca in cui viviamo è la più oscura e lontana dalla Tradizione, nondimeno si può raggiungere la compiutezza metafisica ricollegandosi all’ antica sapienza attraverso un “vero” esoterismo, fonte di iniziazione all’autentica Philosophia Perennis;
il tutto in antitesi al falso esoterismo corrente.
L’idea di una filosofia eterna trova origine nel Rinascimento e in particolare nel pensiero di Marsilio Ficino. Si tratta sostanzialmente della famosa “età dell’oro”, una condizione paradisiaca, poi perduta, nella quale l’umanità avrebbe posseduto, naturaliter, questa sapienza di impronta sovrumana.
Guenon intensifica la torsione metafisica e trascendente di questa tesi. Da qui la storia della ricerca della Philosophia Perennis e poi della Tradizione, in senso sempre più universalistico.
Vi è una sottile distinzione terminologica fra tradizionalismo e perennialismo: il secondo termine scartando possibili fraintendimenti con la Tradizione cattolica è altresi’ pregno di un afflato universalistico. Seguono i capitoli dediti ad illustrare i principali esponenti del perennialismo.
Rene’ Guenon. Servendosi di un brillante schizzo della biografia guenoniana l’Autore sintetizza l’opera e il pensiero di questo caposcuola della corrente perennialista, e en passant, illustra la storia della corrente teosofica e i rapporti fra Guenon, il cattolicesimo, la massoneria e numerosi autori facenti parte di quel milieu nella Parigi dell’epoca. Infine si avvicina all’Islam e si trasferisce, definitivamente, al Cairo.
Segue un capitolo dedicato all’analisi del pensiero e della visione tradizional-perennialista del Guenon e dei suoi rapporti con le varie fedi e religioni rivelate, sia sotto l’aspetto esoterico che sotto quello exoterico.
La Tradizione per Guenon è un ricollegarsi all’arche’, cioè al principio metafisico, soprannaturale. La Tradizione è appannaggio esoterico di pochi eletti, la religione è la sua manifestazione exoterica aperta a tutti. (Ricorda in qualche modo la definizione gentiliana della religione come filosofia “per il popolo”).
Ananda K. Coomaraswamy. Grande indologo anglo-singalese, e straordinario erudito. È un raffinato enciclopedista i cui interessi spaziano in numerosi campi. Ficino, Blake, Yeats. Questo il filo che introduce Coomaraswamy al Perennialismo. Si avvicina al pensiero di Guenon. Per lui Induismo e buddismo sono espressioni dell’originaria filosofia perenne. Essa è una dottrina metafisica, universale, immutabile che permette di ricongiungersi al Sé eterno.
Julius Evola Il lungo e variegato percorso dell’esoterista italiano, iniziato con l’esperienza dadaista e poi il periodo filosofico, approda alla Tradizione attraverso la conoscenza di Arturo Reghini, corrispondente di Guenon. Nell’opera principale di Evola “Rivolta contro il mondo moderno ” il titolo stesso focalizza l’impellenza di operare un’ azione tradizionale rettificatrice. Seguirà ” La Tradizione ermetica” e l’impegno nella pubblicazione di due riviste di studi esoterici, Ur e La Torre.
In questo periodo Evola è orientato dalla ricerca della trasformazione e piena realizzazione dell’Io attraverso l’edificazione di una natura superiore, un’etica aristocratica fondata sulla Tradizione.
Frithjof Schuon Questo mistico franco-tedesco ha trascorso una vita travagliata da difficoltà finanziarie ma anche illuminata da segni e visioni. Diventa musulmano ma per lui l’Islam piu che un fine in sé è un mezzo per raggiungere la Philosophia Perennis. Vicino anch’egli a Guenon se ne distacca in più punti, in particolare nella valutazione del cristianesimo. L’individuo deve essere superato. Per il superamento dell’ego è necessario rescindere l’illusione dualista sottesa alla realtà fenomenica: il Tutto fa parte dell’Uno e l’Uno emana nel Tutto. Una volta ricostruito il pensiero del perennialismo, l’Autore passa alle proprie considerazioni personali: evidenzia il dogmatismo di Guenon. Il Perennialismo, in difficoltà davanti a critiche ermeneutiche, si rinserra nella propria cittadella di simboli e nella essenza metafisica della Tradizione, trascurando le profonde differenze fra le varie culture e obliando il dato storico.
Ma questa obiezione sarebbe superata dalla moderna circolarità del comprendere (Gadamer, Heidegger) se non fosse che nel circolo ermeneutico moderno vi è perfetta equivalenza fra le parti e il tutto laddove lo scarto fra la Trascendenza della Tradizione Primordiale e le tradizioni storiche è di assoluta evidenza.
Dunque la Tradizione Primordiale è e rimane un dogma, sostenuto dal principio d’autorita’. Perciò il criterio che distingue l’esoterico dallo pseudoesoterico è del tutto arbitrario. Queste brevi note sono assolutamente insufficienti ad illustrare l’ampiezza della materia e le complesse questioni affrontate in questo saggio. E’ un testo che si segnala oltre che per la pregnanza e l’approfondita conoscenza delle fonti anche per la straordinaria chiarezza espositiva, tale da renderlo perfettamente comprensibile anche ai profani, come il sottoscritto.





